Annie Lennox, Milano 23 marzo 2009

Annie Lennox, Milano 23 marzo 2009

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Seduto su un divanetto al Fitzcarraldo di Milano, sono a pochi centimetri da un pianoforte. Niente aperitivo stasera. I passanti notano una fila lunghissima all’entrata del locale di Porta Romana. Non capita tutte le sere di avere Annie Lennox che canta “a porte chiuse” come se fosse nel soggiorno di casa tua: accesso limitato ai media e ai pochissimi fortunati di una competition promossa da Sony Music e Radio Montecarlo. “Essere qui mi fa piacere. Adoro le atmosfere intime – esordisce la cantante scozzese – Sono qui per condividere non solo musica, ma qualcosa che ha cambiato la mia vita in questi anni”. Il tempo di accarezzare i tasti del piano e la sua voce lascia tutti ammutoliti, barman compresi. La magia dello showcase è ascoltare dal vivo gemme della sua discografia come Little Bird o There Must Be an Angel, ma racchiude anche il privilegio di osservarla parlare a tu per tu col pubblico: “Diventare madre mi ha fatto riflettere su situazioni incomprensibili della realtà. In Africa muoiono milioni e milioni di bambini a causa dell’Aids – continua l’altra metà degli Eurthimics – Non serve il solito gesto di carità, ma azioni concrete che smuovano la coscienza dei governi”. Parte un video ed Annie Lennox si commuove, raccontando l’impegno nel sociale nel continente nero al fianco di eroi come Nelson Mandela. Torna al pianoforte ed è tempo di sussurrare A Thousand Beautiful Things e trasformare Why in una dolce ninna nanna. “Sono una persona eccentrica con marcate radici teatrali che fa un mestiere meraviglioso. La musica è magica perché ognuno sceglie liberamente il genere da ascoltare. Adesso voglio avventurarmi in nuovi progetti”. Tutti in coro cantano Sweet Dreams e, dopo un gesto di ringraziamento, l’elegante signora scompare nel buio. Sessanta minuti da sbobinare che non siano solo il pretesto di promuovere la sua Collection, ma anche una riconciliazione simbolica con i discografici, che le avevano puntato il dito contro a causa del calo delle vendite. Annie Lennox è tornata a brillare perché i grandi artisti non sono fatti “di numeri”, ma di personalità di spessore.

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