Antonio Ligabue, arte e follia

Antonio Ligabue, arte e follia

ligabueSono arrivato alla pittura di Antonio Ligabue per vie traverse, attraverso il tubo catodico di un piccolo televisore in bianco e nero. Ero ancora sulle ginocchia di mia madre, quando la Rai mandò in onda dal 22 novembre 1977 in tre puntate lo sceneggiato sulla vita del pittore naif per la regia di Salvatore Nocita. La vita tormentata di Ligabue diventa davvero struggente grazie all’indimenticabile interpretazione di Flavio Bucci, che ne mette in risalto l’originalità per la visione del mondo. L’istintività e l’autenticità fanno parte di due facce della stessa medaglia, che si insidia in una collezione memorabile di dipinti in cui  la semplicità della vita prende forma attraverso elementi vegetali, animali domestici e selvaggi.

DA LACCABUE A LIGABUE –La vita di Antonio Laccabue (1899-1965) detto Ligabue, nato da Elisabetta Costa e Bonfiglio Laccabue, è da sempre molto tormentata e zeppa di difficoltà:  ad appena un anno viene dato in affidamento ad una famiglia svizzera tedesca, e all’età di 14 anni viene affidato ad un istituto di recupero dove l’adolescente Antonio inizia a farsi notare per l’abilità nel disegno e l’amore per gli animali. Ricoverato due anni dopo in una clinica psichiatrica, nel maggio del 1919 viene espulso dalla Svizzera e riportato in Italia. Fino al 1929 lavora sugli argini nel Po e vive come un barbone, passando giornate intere ad osservare e a stupirsi dinanzi ai movimenti degli insetti. La sua pittura inizia a prendere una linea definita: da autodidatta inizia a prediligere come oggetto delle sue opere il mondo contadino. Pensiamo agli animali feroci di “Agguato nella foresta” e “Leopardo con indigeno”, alle scene fantastiche o ai parecchi autoritratti,che per carica  di tensione emotiva e suggestione lo fanno apparire come il “Van Gogh italiano”.Scoperto da Marino Renato Mazzacurati, maestro della prima Scuola Romana, il percorso artistico di Ligabue viene arrestato a tratti dai  continui disturbi mentali e ricoveri psichiatrici: è internato diverse volte  tra il 1937 e il 1945 al manicomio di San Lazzaro, che comincia ad essere un altro luogo per trovare nuovi percorsi e slanci alternativi alla sua pittura.

I RICONOSCIMENTI – Al termine del secondo conflitto mondiale viene acclamato dalla critica. Nel 1961 tiene una grande personale a Roma che lo consacra definitivamente. Il critico  Anatole Jakovky darà un notevole contributo all’arte di Ligabue per un riconoscimento a livello internazionale. Tra il 1956 ed il 1962, la sua produzione si completa con una serie di incisioni su lastra di zinco o di rame. Colpito da paresi nel 1962,  muore il 27 maggio del 1965 al ricovero di mendicità di Gualtieri.A quaranta anni dalla sua scomparsa, la città di Reggio-Emilia rende omaggio ad Antonio Ligabue con la grande retrospettiva “Antonio Ligabue – Espressionista tragico” (fino al 18 settembre 2005), che punta a valorizzare l’artista attraverso l’esposizione delle opere ma anche ai testi in catalogo affidati a celebri studiosi europei. A Palazzo Magnani a Reggio-Emilia sono stati in esposizione più di cento dipinti, tra cui molti di grandi dimensioni, mentre a nelle sale di  Palazzo Bentivoglio a Gualtieri avremo l’inedita opportunità di incantarci dinanzi a trenta disegni e incisioni originali – nella tiratura firmata dall’artista – e più di cinquanta terrecotte.

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One thought on “Antonio Ligabue, arte e follia

renato biolcatiPosted on  7:35 pm - Ott 14, 2010

sicuramente il piu grande di tutti

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