Barbie sotto il cielo Mattel

Barbie sotto il cielo Mattel

150x150-barbieE’ un’elegante signora quasi 50 anni. Eppure non li dimostra. Non ha bisogno di lifting perché lei è destinata a non invecchiare mai, come succede nel mondo che si riflette nello specchio dei sogni. Stiamo parlando naturalmente di Barbie, la mitica bambola creata dall’americana Ruth Handler nel 1957. E’ inutile negarlo. Se siete state almeno una volta bambine, avrete sicuramente giocato con una Barbie. E forse sarà capitato anche a qualche bimbo, che annoiato dalle solite automobili telecomandate, si è lasciato sedurre dall’affascinante pupattola biondina. Zingarelli la definisce così nel suo dizionario di lingua italiana: “Barbie: Nome commerciale di una bambola modellata sulla figura di una giovane donna, fornita di un ricco guardaroba e di vari accessori. (Ironico) Donna o ragazza che nell’aspetto fisico, nel modo di vestire e negli atteggiamenti ricorda una bambola”.

 

DAGLI USA IN SVIZZERA – Nel 1938, i due sposi novelli Ruth ed Eliott Handler arrivano a Los Angeles e mettono su una fiorente attività di mobili e forniture per case di bambole. L’idea geniale di realizzare una bambola che richiami il mondo adulto viene alla signora Handler osservando la figlia. La piccola Barbara, infatti, si diverte a giocare con immagini di riviste e bambole di carta. Ogni pomeriggio, ritaglia puntualmente abiti accessori per vestirle e immagina per il suo personaggio ruoli e professioni.  Durante un viaggio in Svizzera, Ruth vede in un negozio di giocattoli di Lucerna una bambola longilinea che assomiglia a quella immaginata: Lilli rappresenta una giovane donna bionda e formosa, misura 29,5 centimetri in altezza ed è realizzata in plastica rigida. La bambolina europea si ispira ad un personaggio del mondo del fumetto, disegnato da Hausser, che viene pubblicato con successo in Germania a partire del 1952. Ruth ne acquista tre esemplari e se li porta in America per modellare la sua nuova bambola. L’idea era una figura femminile che fosse il simbolo della dolcezza, della purezza e dell’innocenza. Del resto, una bambola troppo procace, “disinvolta ed emancipata” come l’europea Lilli, non avrebbe avuto lunga vita nell’America conformista e puritana di quegli anni.

 

BARBIE NEL SEGNO DELLA MATTEL – La fondatrice della Mattel lancia Barbie sul mercato il 9 marzo 1959 e la chiama così in onore della figlia Barbara. Le dimensioni della prima Barbara Millicent Roberts (questo è il nome completo della bambola statunitense) sono 1/6 di quelle di una persona reale, nonostante le sue misure siano state modificare per consentirle di avere un guardaroba assortito. E’ alta 29,5 centimetri ed ha un corpo quasi perfetto con un paio di belle gambe slanciate. Questa prima Barbie, ambito oggetto per i collezionisti incalliti, è vestita semplicemente con un costume da bagno a righe bianche e nere, con sandali neri con tacco a spillo, occhiali da sole, ciglia incurvate e pettinata con la coda di cavallo , elemento che caratterizzerà le Barbie degli anni Sessanta.Il primo cambiamento importante nell’aspetto di Barbie avviene nel 1967 con le aggiunte delle ciglia e del movimento rotatorio del busto. Inoltre, fino al 1971 la bambola ha gli occhi rivolti di lato ed in basso per darle un aspetto sottomesso che bilancia la sua procacità nelle forme. Da questo momento le cose cambiano e viene prodotta la prima Barbie, “Malibù”, con lo sguardo diretto in avanti. Una grande svolta di emancipazione che si concretizzerà negli anni ’70 in un make-up leggero ed adolescenziale.Dal 1959 ad oggi, Barbie ha avuto oltre venti amici con le zampe: quattordici cani, sette cavalli, due gatti, più un pappagallo, un panda e un delfino. Praticamente un piccolo zoo personale.

 

UN FIDANZATO E TANTI AMICI – Nell’ottobre del 1961, la Mattel le regala un fidanzato e lancia nei negozi Ken Curson, battezzandolo col nome del figlio maschio degli Handler. In coppia con la sua già famosa girl-friend, Ken ne condividerà tutte le sorti, vestito da un sofisticato guardaroba tutto al maschile, adatto ad ogni situazione per accompagnare Barbie durante i numerosi momenti della loro vita, mondana e sportiva. Tra 1963 e il 2000, la famiglia Mattel si arricchisce con una serie di nuovi comprimari: Midge, migliore amica di Barbie, col suo volto lentigginoso ma sempre sorridente; Skipper, la sorellina minore di Barbie; Allan, il fidanzato di Midge; i monelli Skooter e Richy, amici di Skipper; Francie, la cugina di Barbie; Casei una amica americana; Cristie, la prima amica di colore di Barbie; e Brad e Curtis, entrambi di colore e con tratti fisiomatici ben definiti. Tra i personaggi più recenti si segnalano Shelly e Kcrissy, le nuove sorelline di Barbie, e il fratello minore di Ken, Tommy. Grandi stilisti, da Cristian Dior a Versace, hanno vestito Barbie di splendidi abiti su misura da 44 anni a questa parte. Sfogliando le pagine della storia di Barbie, compaiono i più disparati mestieri tra cui l’hostess, la student teacher, la dottoressa, la veterinaria, l’attrice, la cantante, l’infermiera, la modella, la ballerina, l’astronauta, il chirurgo, l’ atleta, e potremmo andare avanti ancora per molto. Per non parlare – e i fanatici ne sanno qualcosa – dei 4800 accessori tra scarpe, borse, gioielli, letti, tavoli, sedie, camper, tende, automobili e persino … una bara tutta rosa.

 

IL MITO DI BARBIE – Dal 1959, ogni anno vengono prodotti più di cento esemplari diversi, per la gioia delle piccine di tutto il mondo ma anche per i collezionisti che hanno reso Barbie una vera e propria celebrità del XX secolo. Barbie, da sola o in compagnia, con il suo sguardo profondo, la sua elegante camminata, le sue mille pettinature, il suo abbigliamento chic o trasgressivo, ha accompagnato l’America per più di quarant’anni, attraversando le speranze, le delusioni, le prepotenze di un popolo. La sua popolarità le ha fatto perdere col tempo i tratti somatici della donna americana media per diventare dai primi anni ottanta bruna, nera o asiatica. Infatti, oggi è utilizzata per rappresentare razze e culture diverse attraverso modelli speciali che interpretano con attenzione i costumi delle varie nazioni. Negli ultimi quindici anni, la Mattel ha rafforzato l’aspetto sartoriale che riprende l’abbigliamento di quel paese, al fine di facilitare il riconoscimento della nazionalità della bambola. Inoltre, da nazione a nazione cambiano le modifiche nei modelli del volto, quindi occhi e trucco, il colore della pelle o la capigliatura. Negli ultimi decenni, accanto alle Barbie destinate al gioco, sono state prodotte diverse serie da collezione tra cui si distinguono i Miti di Hollywood (le più toccanti sono le riproduzioni di Marlyn Monroe e di Audrey Hepburn); la serie Moda con i tailleur esclusivi di famosi stilisti; Pop culture and Entertainment con personaggi che riprendono la vita popolare americana; e le fantastiche Barbie da porcellana che sono tra le più costose sul mercato (oltre 200 euro). Chi scrive può oggi fare una confessione raccapricciante. Nella mia collezione di action figure, ho anche un esemplare di Barbie. L’ho acquistata alla vigilia di un’epifania. La cassiera sorridendomi mi ha sussurrato: “Farà davvero la gioia della sua bambina con questa bella Barbie…”

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