Bauli, un Natale dolce e burroso

Bauli, un Natale dolce e burroso

Il pandoro

Il Panettone è milanese, ma il Pandoro è veronese. Questo dolce natalizio continua, all’insegna della tradizione, a resistere nel tempo e ad essere protagonista sulle nostre tavole a Natale. Tuttavia, parlare di pandoro significa tirare in ballo un brand storico: Bauli. Riconoscibile per lo stile del marchio, per il colore rosa che anima la confezione, per i suoi spot pubblicitari che hanno come protagonisti i bambini, l’azienda veronese di Castel D’Azzano continua a sfornare più di 7 milioni di Pandoro ogni anno.

 

IL SOGNO DI UN PASTICCIERE – La storia della Bauli è un tassello della cronologia della pasticceria artigianale italiana. Nel 1927 il pasticciere Ruggero Bauli emigra in Argentina alla ricerca di fortuna e pare lì nel nuovo Continente un’attività che gli fa mettere da parte qualche soldino. Dieci anni dopo, preso da un attacco di nostalgia, torna nella sua amata Verona e apre lì il primo laboratorio. Il signor Bauli decide di puntare alla tradizione dolciaria della sua città e rivisita la ricetta del Pandoro, un dolce davvero semplice, fatto di farina, burro e zucchero.

 

PANDORO BAULI – Così nel 1953, negli anni in cui il Belpaese avverte i primi sintomi del Boom economico, parte la produzione di centinaia di pandori, che diventeranno migliaia negli anni ’60 con distribuzione su scala nazionale. Il brand Bauli si associa al Natale degli italiani, soprattutto dall’estate del 2009. Infatti, l’azienda veronese ha acquisito da Nestlè i marchi di due vecchi concorrenti, Motta e Alemagna, facendo tornare il Panettone tra le braccia del made in Italy.

 

PUBBLICITA’ – La Bauli ha avuto sempre un grande impatto nella rassegna delle pubblicità natalizie. E quella che resta più impressa del cuore del consumatore. Ad esempio, il motivetto “BaBa ba ba Ba! Ba-ciamo-ci con Bauli!” è una delle hit degli anni ottanta, che ha funzionato per quasi dieci anni. Dal 2000 in poi è un’altra musica, e così il claim di evolve con “Il natale è buonissimo”, accompagnato dalla vestizione iconografica del bambino che dona pezzi di pandoro alla gente per strada. “A Natale puoi” è il nuovo pay off che, negli ultimi anni, continua a farcire gli spot della Bauli, con il mondo dell’infanzia protagonista. Non sono forse i bambini a funzionare ancora in tv e a ricordarci che è già Natale?

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