Beverly Hills 90210

Beverly Hills 90210

Gli adolescenti hanno sgomitato e finalmente venti anni fa sono riusciti a raccontarsi attraverso il piccolo schermo. Il 3 ottobre 1991 spuntava in Italia Beverly Hills 90210 il primo di 296 episodi che hanno fatto furore per aver messo intorno allo stesso tavolo temi banditi in passato: come vivono i teenager la propria sessualità, affrontano il quotidiano, si barcamenano tra tentazioni come droga o alcool?
La gioventù di Fonzie e compagni in Happy Days è roba di altri tempi, perché questa volta il pubblico si aspetta uno scenario contemporaneo: è quello chic di Beverly Hills, fatto di soldi e belle donne, ma anche della superstite upper-class americana che tenta di dialogare con i propri figli.

Del resto i due gemelli protagonisti, Brendon e Brenda Walsh, con quel mondo ci hanno poco a che fare. Hanno un’altra storia alle spalle, sono figli della middle-class di Minneapolis e, appena sbarcano nel bunker dorato di Los Angeles, si troveranno di fronte un altro stile di vita. Eppure questa volta, ricchi o poveri, la quotidianità degli adolescenti è identica dappertutto e perciò Beverly Hills 90210 diventa la serie tv di riferimento.

Si casca nel trabocchetto, ma questo fa parte del gioco televisivo. Ogni telespettatore vuole assomigliare ad uno di quei ragazzotti: Kelly, Dylan, Donna, David o Andrea aprono il cerchio dei volti che raccontano quel mondo, per la prima volta senza gli spasimi censori dell’America bacchettona. Quella di Beverly Hills 90210 è un’altra America, la stessa che riporrà le speranze nella socialdemocrazia clintoniana, lontana anni luce dagli orrori pronti dietro la porta: l’11 settembre e la reazione guerrafondaia di Bush.

I teenager di allora adesso sono cresciuti, sono over 35, e forse non somigliano più a nessuno di quei personaggi, perché non sempre la vita segue i passi di quella stritolata in una sceneggiatura. Le vicende di Brenda e compagni hanno fatto da apripista ad altre serie tv come The O.C. o Gossip Girl, senza bissarne il successo.

Pipolo.it
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