Caffè Trieste a San Francisco

Caffè Trieste a San Francisco

150x150-caffe_triesteA San Francisco c’è un sole. Una brezza leggiadra accarezza il mare che trascina i surfisti che trasformano la baia californiana in una costellazione di acqua salata. Il Golden Bridge primeggia sul panorama, mentre un brusio di voci serpeggia da Union Square a Market Street, da China Town a Haigh Ashbury, il luogo dove alla fine degli anni sessanta sbucarono i figli dei fiori. La tentazione piacevole è quella di soffermarsi a parlare con la gente per farsi raccontare qualcosa, in questa città affascinante presa d’assalto dai senza tetto. Tuttavia, nel mio itinerario c’è una meta che rappresenta l’orgoglio dell’immigrazione italiana nella sconfinata terra dell’ovest americano. Nel cuore di North Beach c’è il delizioso Caffè Trieste.

 

SORSI D’ESPRESSO – Qui sono passati per sorseggiare il miglior cappuccino d’america grandi nomi: da Bill Crosby agli scrittori della Beat Generation tra cui Jack Kerouac; da Mimmo Modugno a Gianni Morandi, da Nilla Pizzi ai politici più illustri dell’american way of life. Il mito di questo locale è iniziato più di mezzo secolo fa, quando il triestino Giovanni Giotta – da tutti conosciuto come Papà Gianni – si è trasferito con tutta la sua famiglia qui a San Francisco per portare oltreoaceno la migliore tradizione del caffè italiano.
Col passare degli anni, il pioniere dell’Espresso del litorale dell’Ovest ha trasformato qeste quattro mura in un piccolo impero affollatissimo, dove dal 1970 ogni sabato è di scena The Caffè Trieste Saturday Concert dove viene eseguita musica dal vivo con un repertorio di classici della canzone italiana e napoletana. Papà Gianni, che ha superato gli ottant’anni un pezzo, ha una voce davvero splendida e il pubblico accorre per sentirlo cantare. Non da meno sono la moglie Ida ed i figli Fabio e Sonia che continuano la tradizione di famiglia. “La mia vita è stata una bella avventura – ci racconta Papà Gianni – e ne sono davvero fiero. Chiunque è passato al Caffè Trieste, se lo è portato nel cuore per sempre. Mi manca molto mio figlio Gianfranco, scomparso pochi anni fa per un male incurabile, a cui abbiamo dedicato un bellissimo cd con le sue più belle interpretazioni dei classici di tutti i tempi”.

 

PAPA’ GIANNI – Il sapore di quel cappuccino, la forza di vivere di Papà Gianni, i valori di quella famiglia, il ricordo straziato di quel figlio che non c’è più, l’atmosfera autentica del Caffè Trieste di San Francisco è rimasta scalfita nella mia memoria come un tatuaggio. La sera, salito su un autobus che mi portava dall’altra parte della California, ho ripensato a quel pomeriggio ed ho acciuffato una stella cadente in memoria della voce che usciva dal mio cd portatile: quella di Gianfranco Giotta che cantava la vita al di là del cielo. Mi sono assopito mentre alle mie spalle scompariva la baia di San Francisco per convincermi sempre di più che i viaggi ci aiutano a crescere, a dare un senso alla nostra breve esistenza, qualsiasi sia il costo da pagare.

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