Carnevale di Venezia

Carnevale di Venezia

150x150-carnevale-di-veneziIl Carnevale di Venezia resta tra i più eleganti e sontuosi del nostro Paese. Quando la serenissima, romantica meta tra gondole e gondolieri, indossa la maschera carnevalesca acquista un fascino davvero esemplare. Il carnevale veneziano ha una tradizione millenaria alle sue spalle: infatti, il Doge Vitale Faliero lo nomina per la prima volta in un documento ufficiale nel 1094. La kermesse rivive il suo splendore a partire dal 1980 quando, dopo le tensioni sociali che erano dilagate in Italia negli anni di piombo, le istituzioni rimettono in piedi un programma prelibato di eventi. Venezia torna ad essere il fiore all’occhiello europeo delle manifestazioni carnevalesche.Tra le edizioni da ricordare ci sono quelle di “Napoli e Venezia” (1984), “Parigi e Venezia” (1985), “Maschere d’Europa e dell’Oriente” (1988), e quella pirotecnica di fine millennio “999 anni di feste e Carnevali a Venezia”. Tra i più recenti vanno menzionati quello del 2003, dedicato al cineasta Federico Fellini in occasione del decennale della sua morte, e quello dello scorso anno dal titolo “Oriental Express – Viaggio in maschera sulla Via della Seta”, che riscopre le radici del viaggiatore Marco Polo sulle orme di quattro paesi orientali: India, Thailandia, Cina e Giappone.

 

LA STORIA – L’arte delle maschere a Venezia risale alla fine del XIII secolo. Di fatto, il Senato della Repubblica Veneziana ufficializza la festa nel 1296, con un editto in cui dichiara giornata festiva il giorno precedente la Quaresima. Mentre la festa del Carnevale dura per diversi mesi ed attira gente da tutto il vecchio continente, un editto della fine del XIV secolo ordina che “le maschere non devono girare di notte per la città”.Durante il Carnevale la Serenissima si rianima con i suoi teatri, le botteghe del caffè, trattorie, e soprattutto la piazza dove si esibiscono funamboli, attori da strada, cantastorie e prestigiatori. In una città divisa tra nobiltà e popolo, si infiltrano persone mascherate, mentre le compagnie utilizzano rudimentali carri allegorici per esibirsi.Nei secoli successivi, diversi editti tentano di punire il cattivo uso della maschera, che spesso serve ai furfanti per intrufolarsi e depredare i monasteri. In alcuni casi la maschera è accompagnata da armi nascoste per ferire o peggio ancora uccidere (XV sec.).Nel XVII secolo il Consiglio dei Dieci si rende conto che la maschera viene usata in troppi periodi dell’anno e, pertanto, a tutti i cittadini viene proibito di usare la maschera “se non nei giorni del Carnevale o dei banchetti ufficiali”.Chi trasgredisce è costretto a pagare pene salate che vanno dai due anni di reclusione a servigi della durata di 18 mesi. Le donne invece rischiamo di essere frustate in pubblico a S. Marco a Rialto o essere esiliate per quattro lunghi anni dalla Serenissima.Alla fine del XVII secolo, con la caduta della Repubblica veneta e l’arrivo dei nuovi governatori austriaci, l’uso della maschera scompare quasi dalla cultura della città, se non per feste private.Il fermento culturale veneziano si smorza e quando avviene il cambio della guardia i Veneziani sono così diffidenti che il culto della maschere è quasi svanito in una città, oramai piccola provincia di un quartiere imperiale. Infatti, bisognerà aspettare molto tempo per riappropriarsi di questa grande tradizione.

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