Negli appunti di viaggio del compianto Hugo Pratt (1927-1995) ci sono i diversi continenti. Tuttavia, ci sono i paesi esotici dove si corre lontano, si fugge via. Ci sono viaggi immaginari, che sono sinuosi e avventurosi come quelli della nostra anima inquieta. Sono gli stessi viaggi che il grande autore di fumetti Hugo Pratt ha affidato al suo alter ego delle nuvole parlanti: Corto Maltese. Chi di noi non si è imbattuto almeno una volta nella “Ballata del Mare salato”, uno dei racconti più intensi della letteratura a fumetti, paragonabile per spirito e fragranza al “Moby Dick” di Melville e a “Il vecchio e il mare” di Hemingway.
PRIMA DI CORTO – Il suo primo personaggio famoso è Asso di Picche, mentre del suo periodo trascorso in Argentina, Pratt ci ha regalato personaggi inossidabili come il Sergente Kirk ed Ernie Pike. Nella seconda metà del 1967, di nuovo in Italia, Pratt pubblica sul mensile genovese “Sgt Kirk” Una ballata del Mare Salato, una lunga saga che darà vita per l’appunto a Corto Maltese, eroe romantico alla Conrad. La seconda avventura di Maltese è datata 1974 e si intitola”Corte Sconta detta Arcana”. Ispirato a una leggenda che voleva l’apertura di sette porte dedicate a Satana prima di entrare in un cortile, il percorso narrativo è a metà strada tra sogno e realtà. Ma chi è veramente Corto Maltese?
L’EROE NEI MARI DEL SUD – Naufrago nei mari del sud dell’Oceano Pacifico dopo un ammutinamento da parte dei marinai, Corto Maltese viene trovato e curato dal pirata Rasputin, un disertore dell’esercito zarista. Sappiamo che il marinaio con l’orecchino è nato nel 1887 nell’isola di Malta da una zingara andalusa e un marinaio inglese. Ed è proprio nel suo Dna che l’eroe di Pratt si scopre amante della libertà e, leggendo attraverso la coscienza del proprio destino, si trova a sfidarlo inevitabilmente in modo da essere lui e soltanto lui l’artefice della sua fortuna. Da suo padre, che non ha mai conosciuto, ha ereditato la voglia spasmodica di attraversare i mari lontani e la passione per le leggende e i luoghi incantati tipici della tradizione celtica. Ciò che continua ad attirare migliaia di lettori ancora oggi verso le storie del bel marinaio è la pignola documentazione storica, che contribuisce a rendere reali perfino le leggende e i luoghi immaginari.
LA MOSTRA – A Siena, nelle belle sale di Palazzo Squarcialupi, è stata allestita alcuni anni fa una mostra completa su Corto Maltese che si snoda attraverso sette percorsi: Venezia, Mondo celtico (Irlanda e Bretagna), Africa, America Latina, Nord America, Pacifico e Asia. Gli appassionati hanno finalmente ammirto le 163 tavole originali di Una ballata del Mare salato e quelle di tutti i 29 episodi di Corto Maltese. Una mosta utile a dipingere un ritratto definitivo dell’indimenticabile Hugo Pratt, che è sempre stato propenso all’indagine, con un’accurata attenzione per i dettagli. Ne è venuto fuori l’artista esploratore dove la geografia di un paesaggio o il sinuoso corpo di una donna diventavano facce di una stessa medaglia. Una bella avventura, un bel racconto itinerante per ricordare, per apprezzare l’arte di un viaggiatore italiano che continua a farci sognare. Ed è vero che a Hugo Pratt dobbiamo qualcosa. Il marinaio Corto Maltese ne sapeva qualcosa.
Erano altri tempi in America: c’era un presidente carismatico che si chiamava Roosevelt, c’era un programma politico ed economico che si chiamava New Deal e le minacce erano diverse da quelle di oggi. Tuttavia, alla vigilia del Secondo Conflitto Mondiale, gli Stati Uniti si sentivano già una super potenza e così nel 1933 questo atteggiamento assunse il volto del primo super eroe della storia dei fumetti: Superman. Nato dalla fantasia di Jerry Siegel e disegnato dalla matita di Joe Shuster, fa la sua prima apparizione soltanto nel 1938 nel primo numero dell’albo “Action Comics” (della Detective Comis). Tuttavia, il successo tarda ad arrivare in quanto non siamo più di fronte a paesaggi esotici ma ad un superuomo dai poteri eccezionali, cittadino di una metropoli e protagonista di una serie di avventure che mischiano abilmente fantascienza, guerra e giallo.
A chi non è successo di incrociarli su un libro, su un quaderno o su una t-shirt? La coppia, lui e lei, disegnati come “eterni bambini” e racchiusi in una striscia con un’intestazione: Love is… L’idea è balenata all’artista neo zelandese Kim Grove, che alla fine degli anni sessanta ha messo a punto questa icona. Realizzata per il futuro marito Roberto Casali, la comic-strip ha segnato l’immaginario adolescenziale di più generazioni grazie a precisi connotati della coppia, anonima e senza nomi: lei è sorridente con i capelli lunghi castani, lui ha i capelli corti e neri ed è pronto a ricambiarle il sorriso. La celebre coppia è stata utilizzata in più contesti, ricoprendo i ruoli di fidanzati, marito e moglie, o di un semplice incontro tra due persone. Sui loro capi echeggia la scritta “Love is…”. Questa sospensione, alla ricerca di una definizione, è quasi da Schultz (il creatore di Snoopy e compagni, ndr.), che nel famoso ensemble di strisce dei Peanuts dal titolo “Happiness is…”, usa questo tecnica per fluidificare il connubio tra letteratura, poesia e fumetto.







