Negli ultimi anni aveva mostrato una vena polemica nei confronti dello star-system discografico perché non gli dimostrava più abbastanza considerazione. Nell’epoca dell’usa e getta vi sono finiti tutti e le canzoni dei grandi cantautori, che in ogni parola custodivano gelosamente il vezzo di una poesia, sembrano roba di altri tempi. Anche Sergio Endrigo (1938-2005) se n’è andato.Se n’è andata un’altra voce, un’altra storia, un’altra Italia. L’Italia “povera ma bella” che si innamorava con una canzone, si commuoveva dinanzi ad una melodia, impallidiva di fronte ad una nota stonata, l’Italia che aveva ancora il comune senso del pudore.
SERGIO & ENDRIGO – La malinconica “Aria di Neve”, la sbarazzina “Viva Maddalena”, la passionale “Canzone per te” o la romantica “Lontano dagli occhi” sono ancora galoppate sincere all’interno del nostro canzoniere. Mentre i nostri figli dichiarano i loro sentimenti con un sms o una banale suoneria, i nostri genitori si sono innamorati e amati su questi spartiti: soltanto per questo dobbiamo qualcosa a Sergio Endrigo. Ma gli devono qualcosa anche i bambini perché il suo estro, nascosto dietro quella sua timidezza che qualche volta lo faceva apparire un po’ orso, ha dato vita alla famosa “Ci vuole un fiore”, piccolo inno alla vita scritto a quattro mani con Gianni Rodari. A proposito della sua gavetta, raccontava con nostalgia: “All’Hotel Excelsior, dove lavoravo dall’inizio dell’estate del ‘52, canticchiavo da solo in ascensore o nella toilette sperando che qualche produttore americano di passaggio mi sentisse e mi portasse a Hollywood… Sempre in quell’anno ci fu al teatro Malibran un concorso per cantanti dilettanti ed io cantai September Song. Arrivai secondo perché vinse uno che cantava Pasquale ‘nnammurato. Quasi un segno premonitore: infatti questa fu la prima volta in cui a mie canzoni sono state preferite altre di rilevante…significatività”.
DALLE BALERE ALLA CANZONE D’AUTORE – Dal 1952 al 1958, infatti, Endrigo finì per cantare in balere, dancing e night-club, dal Dancing Cristallo di Mestre all’Hotel Bellevue di Cortina d’Ampezzo, dall’Embassy Night-Club di Milano all’ Hotel Bauer Grunwald. Iniziava un percorso, un processo di maturazione che negli anni successivi avrebbe dato i suoi frutti. Il resto lo conosciamo tutti: è già storia, leggenda. Le persone si dissolvono ma per fortuna restano le canzoni a farci compagnie, a farci innamorare nuovamente, a farci rimpiangere con nostalgia gli amori perduti e magari, in una serata stellata di settembre, a farci ritornare la voglia di spingerci fino al davanzale della finestra e canticchiare:” Ma oggi devo dire che ti voglio bene, per questo canto, e canto te. E’ stato tanto grande ormai, non sa morire per questo canto, e canto te”.Arrivederci Endrigo, sognatore e poeta di un’Italia semplice e pulita, che purtroppo adesso non c’è più. Quell’Italia non mi appartiene per una questione anagrafica, ma la preferisco a quella di oggi.
DISCOGRAFIA ESSENZIALE – Sergio Endrigo (Rca, 1962); Endrigo (Rca, 1963); La vita, amico, è l’arte dell’incontro (Cetra, 1969); L’Arca di Noè (Cetra, 1970); La voce dell’uomo (Ricordi, 1974); Ci vuole un fiore (Ricordi, 1974); Canzoni venete (Ricordi, 1976); Sarebbe Bello (Vanilla, 1977); Donna mal d’Africa (Vanilla 1978); …E noi amiamoci (Cetra, 1981); Mari del Sud (Cetra, 1982); E allora balliamo (Rca, 1986); Il giardino di Giovanni (New Enigma, 1988); Qualcosa di meglio (GRD, 1993); Altre emozioni d’autore (Grd, 2003).
Simona Bencini, classe 1969, è nata in una famiglia in cui la musica e la passione per il canto erano di casa: sia la madre che il nonno erano dei bravissimi cantanti di stornelli fiorentini. Si forma tra cover band, jingle pubblicitari, musica dance per il mercato giapponese con i Monnalisa, perfezionando uno stile interpretativo e vocale sempre più vicino a quello del soul. Nel 1990 arriva l’importante incontro con i Dirotta su Cuba, un gruppo funky-soul. Dal 1992 fa il suo esordio come lead vocal, l’omonimo album “Dirotta su cuba” del 1995 che balza in cima alle classifiche. Presto arriverò da te è il nuovo singolo dell’ex Dirotta su Cuba. Abbiamo conversato piacevolmente con la vocalist fiorentina, che ti colpisce subito per il suo raggiante sorriso e per la grande passione che mette nelle cose che fa.
Indossa un vestito seta viola e glicine. Scintillano le scarpe di velluto rosso che contornano tra i capelli lunghi tanta femminilità. Arriva così Carmen Consoli. La nostra “bambina impertinente” è in splendida forma e si racconta tranquillamente.
La sua voce è da “brivido caldo”. Silvia Mezzanotte, ex front woman dei Matia Bazar, conversa piacevolmente con noi a pochi giorni dall’uscita del nuovo album Lunatica. Oltre a brani inediti, Silvia rilegge pezzi di altri, attraversando note diverse e passando con disinovltura da Battiato a Cocciante.
Classe 1977, Simone Cristicchi è tra i cantautori romani più interessanti del panorama emergente. Appassionato di fumetti, è stato persino allievo del grande Jacovitti. Nel 2000 si fa conoscere dal palco di Il Locale, assieme ad altri giovani cantautori della nuova scuola romana come Daniele Silvestri. Il singolo del 2005 “Vorrei cantare come Biagio” lo ha confermato rivelazione dell’anno, tanto che lo stesso Antonacci lo invita a cantarla in apertura di un suo concerto. Nel 2006 si porta a casa la prestigiosa targa Tenco 2006 e pochi mesi dopo il Festival di Sanremo 2007 con il brano “Ti regalerò una rosa”.
Ogni volta che tiro fuori dal mio archivio l’album “Registrazioni moderne”, mi convinco sempre più degli sforzi sperimentali di Antonella Ruggiero, di questo carisma di interprete che si insinua nel desiderio di contaminazione. L’ex voce dei Matia Bazar si racconta, dopo il ritorno al Festival di Sanremo col pezzo “Canzoni tra le guerre”. Genovese di nascita, dopo l’importante sodalizio con i Matia Bazar, la Ruggiero ha catalizzato la sua curiosità verso nuovi territori da esplorare, sempre e con la convinzione di fare questo mestiere con passione
Tra i volti giovanili del panorama musicale italiano c’è Silvia Salemi, classe 1978, che torna con una grande grinta. “Il mutevole abitante del mio solito involucro” (2007) è il titolo del nuovo album, che contraddistingue la forma di questo nuovo progetto musicale in veste di co-autrice e co-produttrice. Spulciando nel suo diario artistico, ritroviamo la sua vittoria al Festival di Castrocaro nel 1995. L’anno dopo sbarca sul palco dell’Ariston di Sanremo, e nel 1996 il singolo “A casa di Luca” ottiene consenso di critica e di pubblico. Seguendo lo stile di Fiorella Mannoia, nel 2003 conquista le radio col singolo “Nel cuore delle donne”, mentre la partecipazione al reality “Music Farm” le restituisce visibilità televisiva.
Francesco Baccini è un musicista imprevedibile e per questo è curioso incontrarlo, adesso che è rispuntato. Il silenzio è finito e il nuovo album “Dalla parte di Caino” propone dieci brani e qualche insolito duetto: La donna dei sogni e Il topo mangia il gatto, due brani scritti a quattro mani con Povia e Gianluca Grignani. Nato il 4 giugno 1960 a Genova, si esibisce nei locali della sua città e nel 1988 riesce a pubblicare dopo tante fatiche il suo primo singolo. Con l’album Cartoons (1989) vince il premio Tenco e l’anno dopo duetta con De André nel secondo album Il pianoforte non è il mio forte (1990). Tira a bersaglio contro tutti e tutto nell’album Nomi e cognomi (1992), mentre lascia sfumare l’ironia in nome dei sentimenti in un’altra fatica discografica: Nudo. Ancora satira pungente con Baccini a colori (1996), mentre la maturità artistica compare in Nostra signora degli Autogrill (1999).
Daniele Silvestri, classe 1968, uno dei cantautori rivelazioni dell’ultimo decennio. Silvestri è un tipo che non bada a formalità. Gli stringi la mano, scambi un paio di battute e già ti sembra di conoscerlo da tempo. Ha composto il suo primo pezzo a 14 anni per festeggiare il secondo scudetto della Roma. Il suo debutto discografico avviene nel ‘94 con l’album “Daniele Silvestri” mentre il successivo “Prima di essere un uomo” gli regala tanta popolarità. Il songwriter romano, dopo un lungo periodo di silenzio, torna con un nuovo album: “Il latitante”, tredici brani inediti. Per il ritorno al Festival di Sanremo, ha scelto “La Paranza”, un pezzo travolgente e movimentato che allaccia il musicista di oggi a quello di ieri.







