Cinema horror

Cinema horror

horrorIl cinema e l’orrore hanno da sempre trovato punti in comune. Sbirciando nella letteratura, Edgar A. Poe ha avuto il merito di dare a questo genere un alto valore letterario. Eppure, solcando questo nuovo territorio è facile comprendere che la settima arte è riuscita a dirottare ancora di più l’horror verso il pubblico. A differenza del lettore, che arriva allo spavento attraverso la mediazione della propria immaginazione, lo spettatore cinematografico vive “la visione onirica” attraverso l’allucinazione del grande schermo, della sequenza delle immagini. Occorre spaventare ma anche divertire, nonostante la fruizione del film horror vada vissuta con una consapevolezza: l’orrore serpeggia nella nostra quotidianità, nascosto dietro i piccoli incubi che ogni giorno ci perseguitano. 

DA NOSFERATU A L’ESORCISTA – Fatta questa premessa, è quasi un “piacere onirico” sfogliare la storia del cinema e trovare quei film che hanno segnato l’immaginario collettivo di diverse generazioni. Nosferatu di Murnau (Germania, 1922), pietra miliare dell’espressionismo tedesco, primeggia tra i film muti: liberamente ispirato al Dracula di Bram Stoker, il film riesce ad assemblare con abilità e perfezionismo il senso visionario con alcune profezie socio-politiche. Il conte Dracula è stato molto corteggiato dalla cinematografia: dal Dracula di Tod Browning (USA, 1931), interpretato dall’indimenticabile Bela Lugosi, a Il Bacio dello spettro di Paul Landres (USA/GB, 1958); da Nosferatu – Principe della notte di W. Herzog (Germania, 1978) al Dracula calligrafico di Francis Ford Coppola (USA, 1992). Frankestein, personaggio letterario di Mary Shelley, ha invaso assieme al conte vampiro la filmografia di tutti i tempi. Il mitico Boris Karlof presta il volto al Frankestein di James Whale (USA, 1931), titolo che si inserisce nel progetto cinematografico della Universal di realizzare una serie di film horror lungo tutto il corso degli anni trenta. L’ingegnoso regista Mel Brooks gli conferisce addirittura un taglio divertente e spiritoso col suo Frankestein Junior (USA, 1974), che ha tra gli interpreti uno spassosissimo Gene Wilder. Per non parlare dei lupi mannari, dove la licantropia viene persino sbeffeggiata da John Landis in Un lupo mannaro americano a Londra (USA, 1981). L’orrore non copre soltanto la mostruosità del personaggio – è non è da meno la Notte dei morti viventi di Geroge Romero (USA, 1968 ) – ma è anche un velo sottile che riveste lo scorrere dei nostri giorni, scomodando persino la psicologia, il paranormale o la fantascienza: si pensi a gli Uccelli (USA, 1963) o Psycho (USA, 1960) di Halfred Hitchcock; Shining di Stanley Kubrick (USA, 1980) o IT di Tommy Lee Wallace (USA, 1990), tratti dagli omonimi romanzi di Stephen King; l’Esorcista di William Friedkin (USA, 1973) e La Cosa di John Carpenter (USA, 1982).

 

DA NIGHTMARE A SUSPIRA – L’horror cinematografico spesso cade nella trappola piacevole dello “splatter” con ferite sanguinolenti e cervelli di mostri spiaccicati al soffitto: da Halloween – La notte delle streghe di John Carpenter (USA, 1978) a Nightmare (USA, 1984) o Scream (USA, 1996) di Wes Craven, da Venerdì 13 di Sean Cunningham (USA, 1980) a La Casa di Sam Raimi (USA, 1981). Il cinema horror incontra anche il modo musicale con l’edulcorato The Rocky Horror Picture Show (USA, 1975) e la sfera del cinema d’animazione con Nightmare Before Christmas di Tim Burton o il nuovissimo Monster House di Gil Kenan (USA, 2006), considerato il primo horror per bambini. Non va dimenticato il filone cinematografico made in Italy, che ha avuto come indiscusso padre Riccardo Freda con il suo I Vampiri (Italia, 1957). Nel cenacolo dell’horror all’italiana siede a pieno titolo il regista Dario Argento con le pellicole Profondo Rosso (Italia, 1975) e Suspira (Italia, 1977), che hanno avuto il merito di aver esportato l’orrore all’italiana anche all’estero con un inaspettato successo al botteghino, grazie anche alla complicità della colonna sonora dei Goblin.

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