Cinema trash, ma all’italiana

Cinema trash, ma all’italiana

bar150E’ stato definito cinema trash un filone di film della commedia all’italiana, realizzati a basso costo tra gli anni ’70 e ’80. Quali sono i titoli che hanno lasciato un segno del cuore del pubblico? Prima domanda: Cosa fa un emigrante pugliese (Lino Banfi) a Torino? Prima di tutto cerca lavoro. Assolutamente, no! Si affida alla fortuna, gioca al totocalcio e azzecca una schedina miliardaria. I problemi cominciano soltanto adesso. Per sfuggire alle minacce di parenti e amici, è costretto ad andare in esilio in Francia. Film cult, diretto da Francesco Massaro (1983), Al bar dello sport è tra gli indimenticabili del genere per la comicità a limite della demenzialità. Il cameriere muto del bar è interpretato da un Jerry Calà in gran forma. L’allenatore nel pallone di Sergio Martino è uscito nelle sale cinematografiche nel 1984. Lino Banfi indossa i panni di un allenatore sfortunato che si ritrova ad allenare la squadra calcistica della “Longobarda” per portarla in serie A. Le disavventure di Oronzo Canà e della sua equipe assicurano risate a non finire. Nel cast si segnalano Andrea Roncato e Gigi Sammarchi.

 

DA ATTILA AI GATTI – Tra i più amati dai fan di Enrico Montesano c’è Aragosta a colazione, diretto da Giorgio Capitani ed uscito sugli schermi nel 1979. Classica commedia degli equivoci, che rievoca le atmosfere comiche del cinema di Blake Edwards, “Aragosta a colazione” vede nei guai un venditore di maioliche che si finge il marito dell’amante di un suo amico. Le ciambelle non riescono sempre col buco… Da antologia la scena di Montesano nel bagno. Quando l’integerrimo Carmelo Lo Cascio di Acireale arbitra le partite non la passa liscia nessuno. Non riuscendo ad organizzare la sua vita tra lavoro, moglie e amante, Lo Cascio finirà in manicomio. Commedia di costume del 1974, diretta da Luigi Filippo D’Amico, L’arbitro brilla grazie all’interpretazione di Lando Buzzanca. Nel cast un’irriconoscibile Joan Collins (l’Alexis di Dinysty!). Il mitico quartetto dei Gatti di Vicolo Miracoli, composto da Jerry Calà, Umberto Smaila, Ninì Salerno e Franco Oppini, è protagonista di Arrivano i gatti di Carlo Vanzina (1980). La frizzante colonna sonora di Umberto Smaila accompagna le disavventure della celebre premiata ditta veronese che si trasferisce a Roma per cercare il successo. Attimi comici si alternano a momenti malinconici per un happy end scontato ma tutto da ridere. Con Attila flagello di Dio del 1982, i registi Castellano e Pipolo ci danno davvero dentro con una demenzialità allo stato puro. Uno scontro tutto da ridere tra Romani e Lombardi ai tempi delle invasioni barbariche. Abadantuono nel ruolo di Attila è davvero inimitabile col suo dialetto sgrammaticato. Oltre alla sexy Rita Rusic, si segnala la colonna sonora firmata dagli ex membri della Premiata Forneria Marconi Franz di Cioccio e Franco Mussida.

 

BISBETICI E PRETI – Chi oserebbe mai mettersi contro il forzuto ma buon gigante Banana Joe? Chi ci prova deve vedersela con questo commerciante di ortofrutticoli che non teme nessuno, neanche ad un gruppo di malavitosi che vuole ostacolare le sue vendite oneste nei paesi dell’America Latina. Co-prodotta da Italia e Germania, questa commedia di Steno (1981) porta al centro dei riflettori l’amato Bud Spencer, alias Carlo Pedersoli, autore anche della sceneggiatura. Chissà se sir William Shakeaspere, re del teatro di tutti i tempi, avrebbe mai pensato di finire in pasto al cinema trash? Ispirandosi ad una sua celebre commedia, nel 1980 il duo Castellano & Pipolo rielabora il soggetto, questa volta tutto al maschile con Il bisbetico domato Un bisbetico proprietario terriero si lascerà sedurre, dopo molteplici peripezie, da una donna ricca e snob. Consacrazione per la coppia più trash degli anni ottanta: Adriano Celentano e Ornella Muti. Il trash napoletano fa il verso alla sceneggiata con lo scugnizzo partenopeo Nino D’Angelo. Ninì Grassia porta sullo schermo nel 1981 Celebrità,  la storia di un meccanico che lascia il posto di lavoro per tentare di affermarsi come cantante nel difficile e illusorio mondo dello spettacolo. Tra gli attori si segnalano la brava attrice eduardiana Regina Bianchi. Le occupazioni scolastiche non hanno sempre fini politici o impegnativi. In un liceo di Trani gli studenti si danno da fare per occupare la scuola e poi, con la complicità di professori e bidelli si dedicano a controversie sentimentali e sessuali. La povera vittima del film di Mariano Laurenti (1976) è Tonino Licata, che si è perdutamente innamorato della professoressa di Lettere. Tra gli interpreti di La classe  Alvaro Vitali, Mario Carotenuto, Gianfranco D’Angelo e Ferni Benussi. Non sarà certo Sherlock Holmes o l’agente segreto 007, ma il Commissario Lo Gatto (Lino Banfi) si difende bene. L’unico difetto è che ne combina di tutti i colori, smascherando persino alcune marachelle del Presidente del Consiglio. Commedia politica tutta trash (1986), firmata dal reuccio della commedia all’italiana Dino Risi, è entrata a pieno titolo nell’immaginario visivo degli anni del riflusso. “Culo e Camicia” (1981) è uno dei film a episodi più amati di Pasquale Festa Campanile. Le aspirazioni di un telecronista sportivo balbuziente e la crisi di un rapporto tra due omosessuali si scontrano con gli scherzi della vita. Il secondo episodio è grottesco ed è perfettamente interpretato dalla coppia Pozzetto-Mastelloni. Non sempre però i finali riescono con il buco. Questa volta non c’è più la gloriosa coppia Cervi-Fernandel per questo remake di “Don Camillo” (1983), il celebre ciclo di Guareschi basato sugli scontri tra il parroco don Camillo e il sindaco comunista Peppone. Terence Hill (alias Mario Girotti)debutta come regista e si afferma come l’attore belloccio del trash anni ottanta. Peccato che lo scontro ideologico finisca con una scontata partita di pallone all’italiana. Nel cast si intravedono i mitici calciatori Carlo Ancelotti e Roberto Pruzzo.

 

CAFONI E CIALTRONI – Eccezziunale veramente… di Carlo Vanzina (1982) ha consacrato Diego Abadantuono come l’antieroe “terrunciello” della commedia trash all’italiana. Una serie di quadretti che vedono come assoluto protagonista il tifoso medio, incarnato dal milanista Donato, l’interista Franco e lo Juventino Tirzan. Da antologia la battuta: “Macche volete dommire! Tappe! Siete tappe! Chi domme non piglia pesci!”. Indiscusso capolavoro di Luciano Salce, “Fantozzi” arriva sugli schermi nel pieno uragano degli anni di piombo (1975). L’inarrestabile Paolo Villaggio è il ragioniere Ugo Fantozzi che vive lo squallore di una vita tra i piccoli drammi familiari e il soffocamento lavorativo. La comicità e la tragicità intelligente del personaggio inventato da Villaggio contribuiscono a far entrare Fantozzi nell’immaginario collettivo. Tra gli altri sequel si ricordano “Fantozzi contro tutti” (1980); Fantozzi subisce ancora (1983); “Fantozzi va in pensione” (1988); “Fantozzi alla riscossa” (1990); “Fantozzi in paradiso” (1994) e “Fantozzi – il ritorno” (1996). Lodevole l’interpretazione di Anna Mazzamauro. Metti tre scommettitori incalliti insieme: l’indossatore Mandrake (Gigi Proietti), il disoccupato Pomata (Enrico Montesano) e il guardiamacchine Felice (Felice De Rosa). Bisogna vincere a qualsiasi costo e, per truccare una corsa all’ippodromo, è possibile persino sostituire un fantino. Una miriade di sketch demenziali e trovate comiche che sono diventate un cult del genere. Febbre da cavallo firmato da Steno nel 1976, ha avuto il seguito “La mandrakata” (2002), diretto dal figlio Enrico Vanzina, che ha radunato a cinema tutti gli appassionati della saga. Con “Fracchia la belva umana” (1981), Neri Parenti bissa il successo di Paolo Villaggio a Cinema. Cosa succede se il personaggio “più tragicamente patetico del grande schermo” scopre di avere un sosia che è invece un feroce assassino? Invenzioni comiche a non finire per un Villaggio in grandissima forma assieme a Lino Banfi e Massimo Boldi. Il ritorno è nel 1985 con la pellicola “Fracchia contro Dracula”. Tra i monelli il signorino Giannino Stoppani, alias Gian Burrasca, è uno dei personaggi più amati della letteratura per ragazzi. Nel 1982 Pier Francesco Pingitore arruola Alvaro Vitali, il divo trash del momento, e ne realizza una versione cinematografica spassosissima. Scherzi a non finire, una punta di salsa erotica e una coppia d’eccellenza: Mario Carotenuto e Marlisa Merlini. All’interno di un albergo di super lusso, il Direttore ferreo e malvisto viene corteggiato da una donna in crisi depressiva; un mago cerca di trovare la giusta concentrazione per uno strano esperimento; un pugile, in attesa di un incontro importante, mangia e fa la corte alla cameriera invece di allenarsi; infine un cameriere fa credere alla figlia, che studia in un collegio svizzero, di essere una persona importante. Con “Grand Hotel Excelsior”, Castellano & Pipolo rispolverano la formula delle storie incrociate per un film trash apprezzato grazie anche ai super Montesano e Abadantuono. Remake trash di “Vacanze Romane” di William Wyler (ve la ricordate l’eleganza della Hepburn e di Peck?), “Innamorato Pazzo” (1981) di Castellano & Pipolo è un successo da botteghino ineguagliabile per la coppia Adriano Celentano-Ornella Muti. Love story tra il conducente d’autobus Barnaba e una principessa peperina in visita a Roma, che ha voglia di vivere una vita normale. Happy End obbligatorio con la rassegnazione del papà della sposa (Adolfo Celi) e vissero tutti felici e contenti. Uno spaccato esilarante di vita provinciale con punte di amarezza e nostalgia. Questo è Liquirizia di Salvatore Samperi, ambientato nella Padova giovanile del 1959 che vede scontrarsi sul palcoscenico, in occasione della maturità, gli studenti di un liceo e di una ragioneria. Dissacrante e canzonatoria, la pellicola del 1979 recluta tra i protagonisti Ricky Gianco, Teo Teocoli, Christian De Sica ed un irriconoscibile Giancarlo Magalli. Dietro la macchina da presa, si nasconde come aiuto regista la scrittrice Susanna Tamaro.

 

SPORT E MALOCCHIO – Memorabile farsa sul mondo del calcio, “Mezzo destro mezzo sinistro… due calciatori nel pallone” di Sergio Martino (1985) porta sul grande schermo una sfilata di volti noti: da Falcao a Paolo Rossi, da Aldo Biscardi a Tonino Carino. Protagonisti sono la premiata ditta Gigi & Andrea, rispettivamente nei panni di un centrocampista e un attaccante di una squadra marchigiana. Il calciatore Andrea Margheritoni è troppo donnaiolo ed indisciplinato per preoccuparsi della sorte della squadra. A meno che non arrivi un severo allenatore argentino… (Leo Gullotta). Due episodi (1983), firmati da Sergio Martino, che puntano l’indice a (s)favore della superstizione compongono Occhio, malocchio, prezzemolo e finocchio.  Nel primo il proprietario di un negozio di elettrodomestici è convinto che il vicino gli porti sfortuna mentre nel secondo un mago di provincia ottiene da una strega poteri paranormali. Nel cast, oltre agli irresistibili Banfi e Dorelli, compaiono Renzo Montagnani, Adriana Russo, Milena Vukotic (nota come moglie di Fantozzi!) e due stelle del teatro del novecento: Paola Borboni e Mario Scacci. Due episodi (1982), firmati da Neri Parenti, che hanno come minimo comune denominatore la casualità della vita. Nel primo di Pappa e ciccia, un emigrante che vive in Svizzera (Lino Banfi) si finge ricco per non deludere la nipote, mentre nel secondo un modesto impiegato (Paolo Villaggio) vive una vacanza in Kenya alquanto pericolosa. L’espressione “Miss? Schius me!” è da antologia. Paulo Roberto Cotechino, firmato da Nando Cicero nel 1983,è giocato sull’equivoco e sulla passione tricolore per il calcio. Per colpa della somiglianza con il famoso centravanti brasiliano Paulo Roberto Cotechino (il riferimento al fuoriclasse Falcao è casuale!), un povero idraulico (Alvaro Vitali) ne passerà di cotte e di crude. Indimenticabili gli ammiccamenti erotici della “prosperosa” Carmen Russo. Il titolo completo è “Paulo Roberto Cotechino centravanti di sfondamento”. E’ un tenerone il commissario Rizzo, conosciuto dai malviventi come “Piedone lo sbirro”. Questa volta si tratta però di risolvere un difficile caso: un gruppo straniero di spacciatori di droga cerca di inserirsi nel giro napoletano. Clamoroso successo firmato da Steno (1971) con un superbo Bud Spencer (alias Carlo Pedersoli) che inizia a ritagliarsi uno spazio nel cuore degli amanti del genere. Si segnalano i seguiti meno fortunati “Piedone a Hong Kong” (1975), “Piedone l’Africano” (1978) e “Piedone d’Egitto” (1980).

 

UN RAGAZZO E UNA RAGAZZA – Uscita sugli schermi italiani nel 1981, questa commedia “scollacciata” di Marino Girolami ha davvero sbancato i botteghini ed ha confermato Alvaro Vitali tra le intramontabili stelle trash di tutti i tempi. Parliamo di Pierino contro tutti. Il protagonista è un ragazzotto dispettoso e turbolento che si rivela un tormento per i genitori, l’insegnante bella (la sexy Michela Miti) e i compagni. Gag a non finire, con alcuni scherzi insuperabili che richiamano le atmosfere giocose del ciclo di “Amici miei”. Il meritato successo ha generato i seguiti “Pierino colpisce ancora” di Marino Girolami (1982), “Pierino medico della Saub” di Giuliano Carnimeo (1982) e “Pierino torna a scuola” di Mariano Laurenti (1990). Un gioco di equivoci e scambi di persona che richiamano il teatro plautino per una commedia spinta fino all’inverosimile. In Prestami tua moglie  Un meridionale immigrato a Milano (Lando Buzzanca) torna a corteggiare la sua ex moglie per recuperare qualche quattrino… Inimitabili macchiette firmate dalla premiata ditta Diego Abadantuono – Massimo Boldi. Nel cast c’è anche un’irriconoscibile Daniela Poggi, attuale conduttrice della trasmissione tv “Chi l’ha visto?”. La regia è di Giuliano Carnimeo ed il film è del 1980. In Il ragazzo del Pony Express Franco Amurri trasforma Jerry Calà in un giovane laureato disoccupato alle prese con rocambolesche avventure. Per guadagnarsi da vivere lavora come Pony Express e finisce come un “pesce innamorato” tra le braccia di Isabella Ferrari. Uscita sugli schermi nel 1986, è una commedia ritmata che conferma il successo dell’ex gatto di Vicolo Miracoli. Nel cast c’è anche un giovanissimo Alessandro Benvenuti. Un piccolo capolavoro del genere, firmato dalla premiata ditta Castellano & Pipolo, “Il ragazzo di campagna” (1984) consacra definitivamente Renato Pozzetto.Il trasferimento forzato di un contadino (Pozzetto) nella “Milano da bere” e i coinvolgimenti del cugino metropolitano (Boldi), plasmano una farsa riflessiva con punte malinconiche. Da antologia la scena dell’arrivo di Pozzetto a San Babila a Milano. La morale si intrufola nel finale: meglio l’ingenuità della campagna che l’ipocrisia della città! L’amatissima coppia dello schermo Jerry Calà e Marina Suma viene celebrata in questo film cult di Marco Risi (1984), realizzato su sceneggiatura dei Vanzina brothers. In Un ragazzo e una ragazza la studentessa napoletana Anna si trasferisce a Milano e conosce Calogero, uno studente impertinente che per mantenersi fa il cameriere. Love story amara e dolce con punte di poesia che in alcuni momenti riesce persino a far riflettere. Nel cast si segnalano anche Monica Scattini e Nino Prester. Un film assolutamente da non perdere per gli appassionati del genere!

 

IN SPIAGGIA O SULLA NEVE – Forte dei Marmi. Estate 1982. Un giovane chiede alla madre: “Ma come erano questi anni sessanta?”. Breve pausa. “Non lo so. Mi pare di ricordare che ci batteva il cuore”. Rievocando le atmosfere nostalgiche del cinema di Emmer, “Sapore di Mare” (1982) di Carlo Vanzina ricostruisce, attraverso il racconto di un’estate del 1964, la vacanza di un gruppo di giovani con i volti memorabili di Jerry Calà, Marina Suma, Cristian De Sica, Virna Lisi, Karina Huff e Isabella Ferrari. A fare da colonna sonora ci pensano i classici del tempo, da “Alla mia età” a “Legata a un granello di sabbia”, da “Abbronzatissima” a “Ritornerai”. Memorabile la scena finale sulle note di “Celeste nostalgia” di Cocciante: nello sguardo malinconico di Jerry Calà e Marina Suma si legge il rimpianto di un amore finito, di un tempo che non tornerà mai più. E’ uno dei pochi film in cui “la bella tigrotta” Barbara Bouchet non si spoglia del tutto: Spaghetti a mezzanotte.  Lei è la moglie di un avvocato pugliese (Lino Banfi)che non sopporta di avere le corna. Smascherare l’adultera non è facile… a meno che di mezzo non ci sia un mafioso svampito. Erotismo e giallo si mescolano insieme per un turbinio di situazioni irresistibili. “Sturmtruppen”, le famose strisce antimilitariste del fumetto di Bovi, vengono portate sul grande schermo nel 1976 da Salvatore Samperi. Renato Pozzetto, Cochi Ponzone, Lino Toffolo, Teo Teocoli e Massimo Boldi fanno parte di questo sgangherato squadrone di militari che ne combina di cotte e di crude. Esplosiva e surreale la colonna sonora di Enzo Jannacci. Il seguito è “Sturmtruppen 2 – Tutti al fronte” (1982). Il mondo del pallone raccontato da Pier Francesco Pingitore in un film a due episodi (1982): nel primo un arbitro è convinto che la moglie lo tradisca con il centravanti (omosessuale!) della Juve, mentre nel secondo il tifoso romanista Amedeo si finge laziale per accontentare il futuro suocero. Inconfutabile successo di pubblico per il Tifoso, l’arbitro e il calciatore  grazie anche all’interpretazione di Alvaro Vitali e Pippo Franco. Le atmosfere della Versilia del film “Sapore di Mare” traslocano nel 1983 sulla neve, a Cortina d’Ampezzo. Carlo Vanzina riunisce sullo schermo Jerry Calà, Christian De Sica, Stefania Sandrelli, Claudio Amendola, Karina Huff e ci porta a zonzo nella vita dell’alta borghesia tra amori che germogliano e finiscono. Incassi da record al botteghino con per Vacanze di Natale e tre seguiti: “Vacanze di Natale 90”, “Vacanze di Natale 91”, “Vacanze di Natale 95” e “Vacanze di Natale 2000”.

 

VADO A VIVERE DA SOLO – Marco Risi esordisce nel 1982 dietro la macchina da presa con un film trash: “Vado a vivere da solo”. Questa volta Jerry Calà interpreta il personaggio di Giacomino, che va a vivere da solo in una mansarda, corteggia una bella francesina (la sexy Elvire Audray)e finisce per sposarla. Manifesto dell’eterna giovinezza come antidoto alla fugacità del nostro tempo, il film di Risi ha nel cast un irriconoscibile Francesco Salvi. Le disavventure di Paquale Baudaffi (Lino Banfi), appena uscito dal carcere e alla ricerca di un lavoro su misura: da cameriere e garagista finché non troverà la donna della sua vita. Commedia irriverente di Luciano Salce (1982), Vieni avanti cretino riscuote consensi grazie alle gag “da cinema muto” e al sexy appeal di Adriana Russo. Banfi è strepitoso e le battute entrano nella top ten della risata. Viuuulentemente mia è un classico trash firmato da Carlo Vanzina (1982) perché c’è lui, “il ruspantino” Diego Abadantuono, questa volta nei panni di un poliziotto meridionale che sogna di fare carriera nella capitale. L’occasione per Achille Cotone arriva quando riuscirà a mettere nel sacco una finanziera imbrogliona, che cercherà in tutti i modi di sedurlo. Laura Antonelli è una vera “bomba sexy” e Christian De Sica gigioneggia a tempi alterni. Il rampantismo della “Milano da bere” si identifica col notaio Lorenzo (Massimo Boldi), il dentista Sandro (Cristian De Sica), il pubblicitario Sandro (Jerry Calà) e il rivenditore d’auto Willy (Ezio Greggio). Questi quattro yuppies sono lo scudo della “nuova borghesia d’assalto”, in bilico tra cialtroneria e paure. Firmato da Carlo Vanzina nel 1986, Yuppies è un impeccabile spaccato degli anni ottanta. Pochi mesi dopo il seguito “Yuppies 2”.

freccia_indietro

Pipolo.it
Pipolo.it

Leave a Comment