Claudio Baglioni, 1970-1973

Claudio Baglioni, 1970-1973

musikante2Claudio Baglioni (1970), album di esordio del cantautore romano, è un tessuto di stati d’animo molto personali che richiamano la quotidianità dello stesso Baglioni. Il brano di apertura è la malinconica “Notte di Natale” (blasfema secondo la dirigenza RAI che la censurerà nel 1971) che si affianca alla triste “Le lacrime di marzo”, dove serpeggia l’angoscia per una morte prematura e la presa di coscienza sulla caducità della vita. A parte la loquace “Una favola blu”, l’intero album segue un itinerario molto interiore che culmina con i brani “I silenzi del tuo amore” e “Mia cara Esmeralda”. Un Baglioni acerbo di non facile ascolto, un collage di singoli messi assieme dalla RCA. Eliminato subito dal mercato, l’album sarà ristampato soltanto nel 1988.

 

UN CANTASTORIE DEI GIORNI NOSTRI (1971) – La copertina lo ritrae assieme al suo fedele compagno d’avventura: il pianoforte. Alcuni brani della session dell’anno precedente vengono riproposti con l’aggiunta di alcuni inediti. La RCA, infatti, aveva deciso di eliminare definitivamente l’album “Claudio Baglioni” dal catalogo e mandare al macero le copie in giacenza. Con questo LP, uscito nel settembre 1971, inizia la discografia ufficiale di Baglioni, che diventa un cantastorie e traccia il profilo di stati d’animo e persone che appartengono alla vita di tutti i giorni: una passionale dichiarazione d’amore (“Se…caso mai”), l’insoddisfazione e l’infedeltà di una donna (“Signora Lia”), la pensione del mendicante Samuel che arriva troppo tardi (“Vecchio Samuel”) o i momenti sbarazzini che ci regala la vita (“Io la ragazza e la gente”). L’album conserva quell’atmosfera intima e lunare del precedente.

 

QUESTO PICCOLO GRANDE AMORE (1972) – “Questo piccolo grande amore”, pubblicato il 30 settembre e balzato nel 1972 ai primi posti della hit parade, viene segnalato non solo perché contiene la celeberrima ballata che consacra definitivamente Baglioni. E’ tra i primi concept-album realizzati in Italia, ovvero un album a tema. Di fatto, le 14 canzoni che lo compongono sono unite tra loro da un leit-motiv unico: l’amore come sentimento incomparabile ed universale, nelle sue diverse manifestazioni. Il sipario si alza su “Piazza del Popolo” e “Porta Portese”, luoghi iconografici della Roma di Baglioni, per raccontare l’evoluzione di un amore dall’inizio alla fine attraverso l’incontro (“Una faccia pulita”), il litigio (“Battibecco”), l’innamoramento (“Con tutto l’amore che posso…”), il matrimonio (“Io ti prendo come mia sposa”), l’amore del passato (“Questo piccolo grande amore”), la nostalgia (“Sembra il primo giorno”). Tocco di classe la copertina, con un disegno che proietta le emozioni in una visione fumettistica. Il 6 gennaio 1985, “Questo piccolo grande amore” sarà proclamata la canzone d’amore più bella del secolo.

 

GIRA CHE TI RIGIRA AMORE BELLO (1973) – Il legame tra il cantautore e la sua città, che si snoda in quest’album, è evidenziato dalla copertina. Sullo sfondo della Roma imperiale, Baglioni si fa ritrarre assieme alla sua Camilla, l’inseparabile auto Citroen 2cv divenuta un oggetto di culto e data in fiamme durante le riprese del video dell’album. Le canzoni di “Gira che ti rigira amore bello”, uscito nel maggio 1973, sono legate da un sottile filo autobiografico che sfiorano la tenerezza delle pagine di un diario: dalla drammatica “Gira che ti rigira” alla scanzonata “W L’Inghilterra”, dalla struggente “Io me ne andrei” allo squarcio fotografico di “Ragazza di campagna”, dalla romantica “Amore bello” alla più intima “Lettera”. Un album lineare dove l’amore e la nostalgia tentano altre strade, altri

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