Claudio Baglioni, 1974-1978

Claudio Baglioni, 1974-1978

musikante6Cantico d’amore a tutti gli effetti, “E tu…” è uno degli LP più amati dai seguaci di Claudio Baglioni ed è la colonna sonora dell’estate 1974. A parte l’omonima canzone che dà il titolo all’album (nel ritornello la voce Baglioni raggiunge il picco più alto!), si segnala “Ninna nanna nanna ninna”, versione in musica dei celebri versi del poeta romano Trilussa (pseudonimo di Salvatore Salustri). Non mancano le partiture amorose (“E me lo chiami amore”, “Chissà se mi pensi”), quelle scherzose (“Oh Merilù”, “Ad Agordo è così”)e quelle trasognate (“Il mattino si è svegliato”, “Canto”). La ciliegina sulla torta è il brano “A modo mio”, proposto a Sanremo dal bravo Gianni Nazzaro all’insaputa dello stesso Baglioni. Un brutto tiro giocato dalle strapotenti case discografiche, ieri come adesso.

 

SABATO POMERIGGIO (1975) – Nel “Sabato pomeriggio” raccontato da Baglioni, ritorna l’idea di un concept album dove i brani singolarmente diventano il coro polifonico dello stesso stato d’animo. Siamo nel luglio 1975 e gli arrangiamenti sono affidati a Luiz Bacalov. A parte la famosa canzone di “passerotto, non andare via”, l’album si sviluppa tutto di un fiato e le canzoni si rincorrono trepidamente una dopo l’altra: l’attesa che diventa riflessione e conquista (“Ed aspettare”), una scatoletta con i suoni della giovinezza e del tempo che fu (“Carillon”), la voglia di evadere e fuggire via (“Poster”), una dichiarazione d’amore sulle note di una canzone (“Doremifasol”), la delusione per un amore mai nato (“Lampada Osram”)o il mondo fiabesco di una figura femminile disciolta nel tempo (“Il lago di Misurina”). Sulla copertina un gigantesco tramonto, per una sola volta in tutta la discografia da studio, sostituisce il volto di Baglioni.

 

SOLO (1977) – “Solo” è l’album della svolta, in quanto Baglioni decide di realizzarlo tutto da solo, occupandosi persino della produzione. Non dimentichiamo che fino a questo momento i brani portano la doppia firma Baglioni-Coggio. Questo lavoro discografico, pubblicato nel gennaio 1977, è intenso e solare perché nasce dall’esperienza di un viaggio fatto nel Sud America. Si avverte da parte dell’artista la voglia di restare solo (nell’omonimo brano persino nel rapporto di coppia)per guardare la realtà da una prospettiva diversa. La canzone d’apertura “Gagarin” è un pretesto per celebrare l’infinito dell’universo, un vero squarcio di poesia. Man mano che ci si inoltra tra le liriche , Baglioni medita sul Sud e sulle sue problematiche, sulla sua povertà ma anche sulla sua ricchezza interiore. “Duecento lire di castagne”, “Romano male malissimo”, “Gesù Caro Fratello” (commovente lirica in romanesco, incisa anche da Mia Martini), “Nel sole nel sale nel sud” o “Il pivot” accentuano a tratti il percorso complesso di un album, ingiustamente dimenticato, che apre la strada al Baglioni più maturo e più riflessivo degli anni ottanta. All’uscita dell’album, segue la prima tournée del cantautore romano.

 

E TU COME STAI? (1978) – Vita nuova, casa discografica nuova. L’album “E tu come stai?”, disco d’oro, segna il passaggio del cantautore romano alla Columbia-Sony, dopo una serie di polemiche e tribolazioni con la RCA. Il Baglioni, che troneggia in copertina, è oramai un divo della canzone italiana. Un altro concept album, uscito nel dicembre 1978, questa volta dedicato interamente al rimpianto per un amore finito. Un profondo velo di malinconia su ogni verso e ogni nota di “Con te”, “Signori si chiude”, “Ti amo ancora”, “Giorni di Neve” fino alle celeberrime “E tu come stai?” e “Un po’ di più”. E’ un album di transizione, con qualche incertezza. Le incertezza per un decennio buio che si sta chiudendo cautamente, senza far presagire le contraddizioni degli anni del riflusso.

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