Claudio Baglioni, 1981-1990

Claudio Baglioni, 1981-1990

musikante10“Strada Facendo”, disco di platino, apre un nuovo decennio per Claudio Baglioni e si colloca come il primo capitolo di una trilogia di successo che culminerà nel 1990 con il doppio album “Oltre”. Pubblicato nel giugno 1981, è sicuramente l’album più autobiografico di Baglioni, che nell’omonima canzone tira le somme sul percorso fatto e su quello che c’è da fare, “lasciandosi dietro il sellino della moto una parola che assomiglia a quella di speranza” (questa frase sarà l’epitaffio di Alé-Oo’, la prima grande tournée di Baglioni). Le canzoni sono congiunte dal brano “51 Montesacro”, scomposto in quattro parti che rievocano l’infanzia di Claudio, tra sogni e piccole fantasticherie in una camera in subaffitto della Roma degli anni cinquanta. Un viale di canzoni che rispolverano le tappe della vita: l’ansia di libertà e di fuga (“Via”), la senilità in bilico tra saggezza e le ombre della morte (“I vecchi”), la vita della notte che precede la luce del giorno (“Notti”), un dolce ritratto dei paesi dell’Est (“Ragazze dell’Est), immagini sbiadite della vita che scorre (“Fotografie”), una tenera serenata (“Ora che ho te”), e in chiusura, un canto di augurio per un domani migliore (“Buona Fortuna”).

 

LA VITA E’ ADESSO (1985) – Arrangiato da Cerare Valli, “La vita è adesso” esce a giugno e si rivela l’album più cantato di tutta l’estate 1985. Un’altra importante sterzata nella vita del cantautore romano, che si è liberato della sua zazzera e si ripresenta al pubblico con un nuovo look. 10 canzoni inedite con un approccio al verso del tutto nuovo. Tagliando i ponti con l’asfissiante grammatica della struttura metrica, Baglioni accorpa i versi dei brani e li fa ricorrere uno dietro l’altro. Ogni parola acciuffa l’altra e l’effetto sonoro è sorprendente. Si segnalano le struggenti “Tutto il calcio minuto per minuto” e “E adesso la pubblicità”; la drammatica “Uomini persi” (in filigrana affronta il tema del terrorismo); le speranzose “Un nuovo giorno o un giorno nuovo” e “L’amico e domani”; la sentimentale “Amori in corso” e il bellissimo notturno “Notte di note note di notte”. Se in “Strada facendo”, brano di punta del precedente album, Baglioni faceva i conti con il passato e col divenire, nella canzone “La vita è adesso” si scompone e ricompone il tempo presente come unica certezza della vita che scorre. “La vita è adesso” è uno splendido inno alla vita, ai piccoli particolari, alle piccole emozioni della nostra fugace esistenza.

 

OLTRE (1990) – Nel novembre 1989 parte la campagna di prenotazione del nuovo e misterioso album di Baglioni. Non trapela niente. Un anno dopo, il 16 novembre 1990 esce finalmente il doppio “Oltre – Un mondo uomo sotto un cielo mago”, un lavoro discografico molto complesso partorito dopo un lungo periodo di gestazione (la corsa affannosa in apertura nel brano “Dagli il via” rappresenta questo stato d’animo). Nei giorni precedenti, il musicista era rimasto illeso da un brutto incidente. Nonostante le 100.000 copie vendute nel giro di due settimane, al primo ascolto il pubblico resta perplesso di fronte a questo nuovo Baglioni. Ci vorrà tempo prima di rendersi conto che questa è l’opera maxima del cantautore romano, finalmente liberatosi dall’etichetta della ballata d’amore sdolcinata e mielosa. “Nel mezzo del cammin di nostra vita…”, il Claudio quarantenne decide di affrontare un viaggio interiore ai confini della propria coscienza di uomo e di artista. L’immagine della bellissima ed emblematica copertina lo vede sofferente tra le fiamme di una dimensione quasi infernale. “Oltre” è un viaggio catartico, attraverso 20 brani inediti, per rivivere e centellinare i temi universali della nostra esistenza: dalla magia e superstizione di “Acqua dalla luna” al richiamo della morte di “Tamburi lontani”, dalla fine di un amore eterno di “Mille giorni di te e di me” (una delle ballate più intense degli ultimi trent’anni) alla ricerca di una tranquillità interiore di “Io dal mare”. La figura femminile perde ogni connotato autobiografico (pensiamo alla “Signora Lia” degli anni settanta) e diventa evanescente ed irraggiungibile come la “Signora delle ore scure”, mentre lo stesso cantico d’amore affonda le radici in una complessità meditativa mai ascoltata prima (“Domani mai” o “Noi no”). La canzone d’apertura “Dagli il via” è lo spartiacque e l’anello di congiungimento tra il Baglioni di ieri e quello di oggi. Nell’album, ospiti d’eccezione come la compianta Mimì Berté, in arte Mia Martini.

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