Coldplay, Milano 30 settembre 2008

Coldplay, Milano 30 settembre 2008

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Scenografia minimalista, una serie di sfere che ruotano sospese nell’aria, getti di raggi laser,  gigantografia della copertina dell’ultimo album: Viva la vida. Quest’ultimo non è certo tra i migliori dei Coldplay, forse perché è un album “più di testa che di cuore”, troppo ragionato per protendere un grido disperato di libertà espressiva. Chris Martin è abile in palcoscenico e non ci mette molto a surriscaldare il popolo dei Coldplay, che non avrebbe rinunciato a questo concerto per niente al mondo. Bastano Violet Hill, In My Place, Speed of Sound e Fix You ed il gioco è fatto. Lo show è semplice, niente di impegnativo, insomma una serata per stare bene assieme. Un sussulto di cori e ovazioni caricano il basso di Berryman, la chitarra di Buckland e la batteria di Champion, mentre Martin fa di tutto, in perfetto stile Bono Vox , per stare il più vicino al suo pubblico. Così il vocalist dei Coldplay si siede al piano su un piccolo palco laterale e continua a raccontare altre storie musicali, con quel pop che scalcia l’elettronica, trovando qualche pretesto per ridimensionare tutto nel fluido rock di Viva la vida o Lost. I Coldplay continuano a spostarsi a sorpresa e finiscono addirittura a cantare su uno spalto laterale del Datchforum. Armonica alla mano per Martin con The Scientist e voce saltellante di Will Champion per Death Will Never Conquer. I quattro paladini del Brit Pop si muovono veloci come le canzoni, che non sono suppellettili, ma puoi lasciarle dove vuoi per capire quello che vogliono dirci. Nonostante alcune facciano il verso agli U2 o ai Radiohead, il bis è d’obbligo con due pezzi trascinanti come Politik e Yellow, perché questa musica piace comunque ed ha permesso ai Coldplay di restare in cima senza finire sulla zattera dei fenomeni passeggeri. E poi dopotutto non è soltanto questione di musica. Chris Martin e soci sembrano i simpatici vicini della porta accanto, a Londra come a Milano, quelli che puoi invitare a bere un drink nel tuo soggiorno e ringraziare per averti tenuto sveglio in una serata autunnale.

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