Disney World

Disney World

150x150-disneyworldQuando si arriva a Los Angeles, sia un bambino che un adulto, esprimono un desiderio: almeno una volta nella vita trascorrere una giornata a Disneyland. Non si può rinunciare alla proposta, soprattutto quest’anno che il parco dei divertimenti più famoso del pianeta festeggia il suo 50° compleanno. Il DisneyLand Resort si trova ad Anaheim, ad oltre 70 chilometri dalla city. La data dell’apertura della mecca del divertimento è il 17 luglio 1955. Che strani scherzi ci gioca la vita. Coincide con il giorno del mio compleanno e forse questa è una buffa combinazione che spiega il mio legame morboso con alcuni personaggi dei comics d’oltreoceano: da Topolino a Paperino, da Pippo a Zio Paperone.
Rodrigo, bambino di origine messicana, mi offre un po’ del suo zucchero filato e mi confida di aver fatto salti mortali per essersi fatto portare qui dai suoi genitori. Ha un paio d’occhioni scuri che mi evocano le montagne andine. Guardandolo penso a quello che a suo tempo disse Walt Disney: “Voglio semplicemente che Disneyland sia un luogo dove grandi e piccini vivano insieme le meraviglie della vita”.

 

FANTASYLAND – Basta guardarsi intorno per respirare un’aria che trasporta la magia dal sogno alla realtà. Il tempo passa davvero in fretta tra una giostra e l’altra, tra l’incontro dei personaggi Disney e la miriade di possibilità di gustare specialità appetitose per non rischiare di finire col solito hamburger e il litro di Coca-Cola.Attraversando Main Street, dopo il doveroso saluto alla statua del vecchio zio Walt, ci addentriamo nelle zone monotematiche del parco. Tocca per primo ad Adventureland, dove il divertimento è assicurato nella Indiana Jones Adventure e nella Jungle Cruise per poi passare a Fronterland, dove il battello Mark Taiwan o l’isola di Tom Sawyer può farti toccare con mano quell’America che abbiamo immaginato nelle pagine letterarie di pomeriggi trascorsi sul davanzale di una finestra.

 

TOMORROWLAND – Dopo una puntata a Tomorrowland, ovvero dove il futuro si materializza negli avventurosi Astro Orbitor, Star Tours (con la complicità di George Lucas) o Autopia, è d’obbligo mettersi in fila per strappare un bacio a Minnie, visitando la sua casa a Mickey’s Toontown e ficcando il naso negli angoli più nascosti della sua quotidianità. A Fantasyland, ultima tappa di una giornata da sindrome di Peter Pan, ritrovo Rodrigo che mi mostra il suo cappellino nuovo con le orecchie da Topolino. A salutarmi c’è un bellissimo tramonto, quasi per ricordarmi che qualche volta è salutare fare i bambini per un giorno, per riappropiarsi di sapori e atmosfere che da grandi abbiamo perso. E forse questo Walt Disney, creatore di questa straordinaria fabbrica dei sogni, lo aveva capito prima di chiunque altro.

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