Drive in

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Ezio Greggio e Gianfranco D'Angelo a Drive In...

La domenica è sempre domenica, soprattutto se dall’altra parte del piccolo schermo c’è uno splash di colori. Drive In, il programma televisivo in onda su Italia 1 dal 1983 al 1989, resta uno dei migliori prodotti della televisione commerciale. Fino a quel momento la televisione aveva già avuto un contenitore fatto di sketch, ma questa volta l’impronta americana dell’allestimento e i ritmi vertiginosi con cui venivano allestite le scenette erano davvero sorprendenti. Il deus ex machina del programma cult è Antonio Ricci (Striscia la Notizia) che, con la complicità di un grande autore televisivo come Giancarlo Nicotra, lancia in pista le procaci ragazze Fast Food come la bionda Cristina Moffa, mamme delle attuali veline e letterine. Le passerelle dei diversi personaggi sono intervallate dalle coreografie di ragazze procaci come Carmen Russo o Lory del Santo.

 

I PERSONAGGI – Basta una strizzata d’occhio della Del Santo o un invito sexy dei seni della Russo a far girare la testa degli italiani, che ogni domenica restavano appiccicati davanti alla televisione. Certo, il Belpaese è attaccato al pallone e alla memoria storia della trasmissione “La domenica sportiva”, ma si faceva a cazzotti col telecomando e alla fine riusciva ad averla vinta chi sceglieva la sarabanda guidata da Ezio Greggio, Gianfranco D’angelo e compagnia bella. Ma vediamoli ad uno ad uno quella ciurma di personaggi che ha decretato il successo di questa trasmissione. Era complicato sottrarsi all’abilità di venditore del conduttore dell’Asta tosta (Ezio Greggio), che aveva un motto vincente: “Oggetti tosti per tutti i gosti”, o il criticatutto (Ezio Greggio), che si lasciava andare ai suoi “spettaguless” col tormentone “Chi ha cuccato la Cuccarini?”. Gli incontri potevano essere “ravvicinati” e “del terzo tipo” con i personaggi interpretati da Gianfranco D’Angelo: dal batuffoloide Tenerone col motto “Pippo, Pippo, Pippo!” all’impavido Armando che cercava di stupire con il suo cane Has Fidanken; da Marina Ripa di Meana e il suo Gervasetto alla Raffaella Carrà, splendida e splendente. C’erano proprio tutti e nessuno li ha mai dimenticati: la guardia giurata Vito Capozzo (Giorgio Faletti), la coppia del commissario e del suo assistente (Zuzzurro e Gaspare), i tre della “papera che non galleggia (I tre tre), il Beruscao e la sua Margherituccia (Enrico Beruschi), il molleggiato che doveva spostare la macchina (Francesco Salvi), o l’indimenticabile paninaro con Wild Boys (Enzo Braschi).

 

SENZA DRIVE IN – Senza la trasmissione Drive in non ci sarebbe mai stata Zelig, la comicità non avrebbe mai osato più. Adesso, nell’epoca in cui la tv si è involgarita, un pizzico di nostalgia resta per un programma cult, figlio del rampantismo televisivo degli anni ottanta, dove “osare” significava “trasgredire con intelligenza”. E per questo che quando Drive in è ritornato in tv in seconda serata su Canale 5 per il ventennale ha fatto un boom di ascolti.

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