Edwige Fenech, insegnante e poliziotta sexy!

Edwige Fenech, insegnante e poliziotta sexy!

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Edwige Fenech resta uno dei volti più noti della commedia sexy all’italiana. Eros e sensualità si mescolano in due filoni di film cult dedicati a chi è in divisa o siede dietro la cattedra. Omaggio cult alla categoria dei docenti, “L’insegnante” di Nando Cicero esce sugli schermi nel 1975 e crea qualche imbarazzo nell’ambiente politico italiano. Il figlio di un potente onorevole siciliano rischia di essere bocciato. Soluzione? Farsi dare lezioni private dalla procace professoressa Giovanna (Edwige Fenech), che gli farà provare piccoli piaceri proibiti. Ricordato da tutti gli amanti del trash erotico all’italiana, questo film consacra la bellezza statuaria della Fenech. Nel cast ci sono Vittorio Caprioli, Carlo Delle Piane, Mario Carotenuto e il partenopeo Enzo Cannavale.

 

TUTTE IN CATTEDRA – “L’insegnante balla con tutta la classe” di Giuliano Carnimeo (1979) viene ricordato dai cultori del genere per la godibile visione panoramica del fondoschiena di Nadia Cassini. Un preside perde al gioco i soldi che servono per finanziare l’attività della squadra di basket della sua scuola. Il bidello Anacleto convince la prosperosa insegnante di educazione fisica a partecipare ad una gara di ballo per vincere un danaroso premio. Sono presenti all’appello Lino Banfi, Renzo Montagnani, Mario Carotenuto e Alvaro Vitali. Da antologia la scena in cui Banfi si traveste da John Travolta. Ossessionato dai sequestri di persona, un ricco industriale del nord (Renzo Montagnani)si trasferisce in Puglia e inizia a vivere come un barbone per sottrarsi alle minacce. Nel frattempo, si consola con la bella insegnante d’inglese (Edwige Fenech) del figlio. Morale della favola: perde la moglie, l’amante e viene persino rapito. Grande successo di botteghino, “L’insegnante va in collegio” di Mariano Laurenti (1978) è il secondo capitolo della saga sexy dedicata al “corpo docente”. Nel cast Alvaro Vitali, Lino Banfi e Gianfranco D’Angelo. Ultimo capitolo della saga, “L’insegnante viene a casa” di Michele Massimo Tarantini (1978) è una satira politica “tutto sesso, erotismo e battute goliardiche”. L’insegnante milanese Luisa (Edwige Fenech) si trasferisce a Lucca per sostenere l’amante, un consigliere comunale impegnato in campagna elettorale per diventare sindaco. Ma la sua presenza potrebbe creare qualche problema… In poco meno di 90 minuti di film, sovrabbondano le docce e i nudi della Fenech, un po’ più “vamp” del solito.

 

SENZA DIVISA? – “La poliziotta a New York” di Michele Massimo Tarantini (1981) è ambientato in un distretto di polizia d’oltreoceano. A tirar fuori dai guai l’imbranato poliziotto americano Mac Caron (Renzo Montagnani), ci pensano Gianna D’Amico (Edwige Fenech) e il fedele appuntato Tarallo(Alvaro Vitali). Scazzottate, colpi di scena, spogliarelli e doppi sensi per questo poliziesco erotico all’italiana che evoca le atmosfere boccaccesche. Secondo episodio della trilogia, “La poliziotta della squadra del buon costume” di Michele Massimo Tarantini (1979) vede la nostra poliziotta Gianna D’Amico (Edwige Fenech) alle prese con un’organizzazione di tratta delle bianche. A movimentare la vicenda ci pensa “la strana coppia del giallo pecoreccio”, il commissario Scappavia (Lino Banfi) e l’appuntato Tarallo (Alvaro Vitali). Indimenticabile la Fenech in versione spogliarellista di night club e i frequenti doppi sensi dialettali. Da annotare la battuta di Banfi: “Niente di mele, le pere!”. “La poliziotta fa carriera” di Michele Massimo Tarantini (1976) apre la strada ad un nuovo filone della commedia sexy all’italiana, a metà strada tra poliziesco e farsa pecoreccia. Arruolatasi nella polizia femminile, Gianna Amicucci (Edwige Fenech) dovrà vedersela con gente poco raccomandabile della malavita. Non mancano gli allupati corteggiatori che cercano di portarsela sotto le lenzuola. Clamoroso successo per la bella Fenech, già collaudata in versione divisa. Nel cast c’è un irriconoscibile Giuseppe Pambieri, oggi volto noto della fiction tv “Incantesimo”.

 

SOLDATESSE E VEDOVE – Nella “Soldatessa alle grandi manovre” (1978), Nando Cicero movimenta la situation con l’aggiunta di un prete peperino, interpretato da Lino Banfi. Abbondano le serrature per spiare i nudi vaporosi di Edwige Fenech. Dopo l’inaspettato successo di “La dottoressa del distretto militare”, Nando Cicero alza ancora il tiro contro le caserme. Questa volta la Fenech veste i panni del sottufficiale medico Eva Marini che strega tutti: dal colonnello Fiaschetta (Renzo Montagnani) al caporale infermiere (Gianfranco D’Angelo). Uscito al cinema nel 1977, “La soldatessa alla visita militare” resta un classico del genere e viene ricordato soprattutto per il tagliente umorismo pecoreccio antimilitarista.  Questa volta Mariano Laurenti rende omaggio alle vedove scollacciate. Per riscuotere una fruttuosa eredità, una vedova (Edwige Fenech) deve diventare mamma entro trecento giorni, altrimenti i parenti del povero marito defunto si divideranno il bottino. L’arma vincente sarà la seduzione e la carica erotica. “La vedova inconsolabile” (1973) viene apprezzato al botteghino. Tra gli interpreti Carlo Giuffré e Didi Perego. E’ un classico firmato da Mariano Laurenti (1975) che satireggia e sberleffa i vizi della famiglia borghese all’italiana: il vizio di famiglia. Tutti i componenti di questa famiglia settentrionale hanno una certa propensione a dimenarsi in avventure erotiche. Edwige Fenech, la nuova arrivata, si adatta subito alle situazioni. Susan Scott è una vera “bomba sexy” e Renzo Montagnani se la spassa tra curve sinuose e seni prosperosi.

 

SOTTO IL CAMICE BIANCO – La dottoressa ci sta con il colonnello,firmato da Michele Massimo Tarantini (1980), è zeppo di doppi sensi e battute da antologia, tra cui il termine “coglionello”, coniato per l’occasione. “La dottoressa del distretto militare” di Nando Cicero (1976) è un vero capolavoro del film erotico all’italiana. L’arrivo inaspettato della dottoressa Elena Dogliozzi (Edwige Fenech) in una caserma romana mette scompiglio nel rigido ambiente militare. Sberleffo “pecoreccio” del mondo della leva, il film viene ricordato per alcune sequenze antologiche: Alvaro Vitali che risucchia un uovo col sedere, Carlo Delle Piane travestito da Giulietta shakespeariana, e la pudica Fenech che, calandosi la sottoveste, dichiara: “Si, sono una porca”.

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