Fiat Cinquecento

Fiat Cinquecento

Fiat 500

La Fiat Nuova 500, una delle auto più vendute della storia a quattro ruote, è scomparsa dal mercato trenta anni fa. E’ uno dei fiori all’occhiello della casa automobilistica torinese, non solo in Europa ma anche nel mondo. Non tutti sanno che la 500 aveva già un antenato: la vecchia 500 C, ribattezzata “Topolino” e lanciata sul mercato nel 1936. L’autovettura più diffusa nel regime fascista sarà prodotta ininterrottamente per 19 anni.A seguito del fenomeno della motorizzazione di massa, scandito dalla diffusione dello “scooter” – si pensi al mito della Vespa Piaggio – l’Italia del Boom economico inizia ad orientarsi sempre di più verso le quattro ruote. La radiografia del nostro paese all’alba degli anni cinquanta ci conferma un’economia prevalentemente agricola con uno sviluppo economico all’orizzonte, dove l’italiano medio avverte sempre di più l’esigenza di spostarsi, di muoversi.

 

LA NUOVA 500 – Il Belpaese vuole un’autovettura agevole e piccola, che abbia un’identità ben definita e si distingua dalla motocicletta. Il progettista Dante Giacosa comincia a pensare ad una nuova vettura, piccola e confortevole, con delle caratteristiche davvero rivoluzionarie: motore bicilindrico raffreddato ad aria, filtro dell’olio centrifugo, e cambio di derivazione motociclistica, senza sincronizzatori. Il mese di luglio del 1957 è la data fatidica. La Nuova 500 viene presentata al pubblico al prezzo di listino delle vecchie 490.000 lire (253,06 €) con un motore di 479 cc. Il lancio si rivela un vero tonfo tanto che il pubblico continua ad indirizzarsi verso la vecchia 600, che detiene il suo primato per il motore a 4 cilindri e la capacità di trasportare senza problemi fino a quattro persone. L’Italiano medio preferisce risparmiare ancora un pochino ed arrivare alla somma di 640.000 delle vecchie lire (330,53 €) per acquistare un’automobile più rifinita. Del resto nella prima versione della 500 ci sono imperdonabili imperfezioni di finitura e mancanze tra cui il tergicristallo, il portacenere, e i cristalli discendenti. Altra caratteristica sgradita è la velocità che non supera gli 85 Km/h.

 

COMPETITION – La forte concorrenza con l’Autobianchi, costringe le menti pensanti della Fiat di trovare nuove soluzioni. Nel novembre dello stesso anno, infatti, compare una nuova versione della 500 con motore potenziato a 15 CV, cristalli discendenti, coppe alle ruote, profili di finitura in allumino, cornici ai fari cromate e devioluci allo sterzo. Il prezzo resta invariato ma la versione precedente viene ribassata di 25.000 delle vecchie lire (129,11 €). La Fiat, per rispondere al reclamo dei primi acquirenti, è disponibile ad un rimborso o ad aggiornare gratuitamente la prima serie dell’autovettura. Nel 1958 viene messa sul mercato una versione sportiva, caratterizzata da un motore a 499,5 cc, condotti lucidati, maggiore compressione e valvole e molle maggiorate. La 500 Sport (255,64 €) ha la carrozzeria tutta bianca con una banda rossa centrale e i cerchi delle ruote prima rossi e poi in argento. Ma è soltanto l’anno successivo che critica e pubblico si accorgono della nuova utilitaria della FIAT. Mentre la 500 si aggiudica l’ambito riconoscimento “Compasso d’oro” per l’innovato design, è il 1960 l’anno ufficiale dell’acclamazione con la nuova serie della “Nuova 500 D” (232,40 €), con serbatoio carburante tipo “600”, sedile posteriore ribaltabile, bordo imbottito, nel sottoplancia, per proteggere le ginocchia dei passeggeri, portacenere, lavavetro e alette parasole imbottite.

 

NUOVE VERSIONI – Questo modello domina il mercato fino al 1965 quando con la commercializzazione della Nuova 500 F, questa vetturetta si aggiudica il primato della più venduta in Italia. Accanto a questa versione, per accaparrarsi una fetta di pubblico più esigente, la FIAT introduce la 500 L (Lusso), modello extra-lusso con i paraurti tubolari cromati, nuovi colori come l’ocra e il nero, un nuovo volante, in plastica nera, il pulsante del clacson con la scritta Fiat in campo rosso, un tachimetro di forma rettangolare con l’indicatore del livello del carburante, la plancia rivestita di un sottile strato di vinile nero e un comodo portaoggetti. Entrambi i modelli dominano in assoluto il mercato automobilistico fino al novembre del 1972, quando al salone di Torino viene presentata la 500 R (Rinnovata), l’ultima serie della utilitaria dalle forme tonde: cilindrata di 594 cc. Mentre negli anni di piombo si fa avanti la nuova FIAT 126 e gli italiani preferiscono le autovetture dalle forme rigide e squadrate, la mitica 500 viene depotenziata e scompare definitivamente dal mercato nell’agosto del 1975. E’ la fine di un’epoca, nonostante il sogno si è riaccesso con la nuova versione lanciata sul mercato nel luglio 2007.

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