Fumetti a piccole dosi II

Fumetti a piccole dosi II

diabolik150Con la benda nera sull’occhio destro e una cicatrice sulla guancia sinistra, Capitan Harlock (Giappone, 1974)  lotta contro le incursioni e le minacce aliene. Questo pirata dello spazio, a tratti solitario e romantico, è senza dubbio il personaggio più noto di Leiji Matsumoto, il cui merito è quello di aver affievolito le nostre diffidenze verso le incertezze del futuro. E’ stata anche realizzata una fortunata serie a cartoni animati, sul piccolo schermo italiano a partire dal 1979. Il fumetto d’autore approda in Italia nelle strisce del marinaio apolide Corto Maltese (Italia, 1967), creato dalla matita impeccabile di Hugo Pratt. Nel raccontare le vicissitudini del suo “alter ego spirituale”, il disegnatore riminese si abbandona ad atmosfere letterarie in un mondo dominato dalla magia e dalla superstizione. Corto Maltese si consolida “eroe degli stati d’animo e degli atteggiamenti mentali”. Diabolik (Italia, 1962) resta ancora il capostipite del fumetto nero made in italy. L’imprendibile ladro mascherato, creato da Angela e Luciana Giussani, continua ad essere braccato dall’ispettore Ginko ma sempre accompagnato dalla sua fedele amante Eva Kant. Nel 1999 il re del terrore è ritornato alla ribalta grazie alla realizzazione di un cartone animato, composto da 40 episodi e coprodotto da Italia, Francia, Giappone e Stati Uniti.

 

NIPPO – Con oltre sei milioni di copie vendute in Giappone, Dragon Ball (Giappone, 1984)  è uno dei manga più amati in assoluto nel mondo nipponico e non solo. Akira Toriyama, già noto agli appassionati per Dr. Slump & Arale, ci racconta le peripezie di Goku, bambino superdotato di incredibili forze fisiche e conoscitore di tecniche segrete. Mescolando toni comici a toni tragici, la saga riscuote un tale successo da generare diversi seguiti come Dragon Ball Z.  A mettere freno alla baraonda e al riflusso degli anni ottanta ci hanno pensato Tiziano Sclavi e Angelo Stano creando l’eroe a fumetti che meglio di tutti esprime il disagio e le paure dell’uomo contemporaneo: Dylan Dog (Italia, 1986). L’indagatore dell’incubo, che ha il volto dell’attore Rupert Everett, ci porta nei vicoli dello splatter sanguinolento, evocando atmosfere visionarie e cinematografiche. I Fantastici Quattro( usa, 1961) sono  quattro amici che si ritrovano ad avere poteri incredibili. La decisione più giusta? Metterli a disposizione per difendere l’umanità. Mr. Fantastic, la Ragazza invisibile, la Torcia e la Cosa sono i primi supereroi a non accettare con entusiasmo i propri poteri. L’attenzione ai rapporti interpersonali prende il sopravvento sulla “rabbiosa rassegnazione” ad avere tali poteri.

 

NON SOLO SUPEREROI – Il nuovo Frankestein del XX secolo è un energumeno dalla pelle verde di nome Hulk (USA, 1962). Lo scienzato Banner si trasforma nell’incredibile Hulk a causa di un’esplosione di raggi gamma. Dietro questo personaggio, che continua a far presa sul pubblico giovanile, la coppia collaudata Stan Lee e Jack Kirby affronta problemi quali l’intolleranza razziale e l’isolamento sociale. Ivo Milazzo e Giancarlo Berardi la fanno finita con l’usurato stereotipo del western e lanciano uno dei personaggi più amati del fumetto italiano: Ken Parker (Italia, 1977). Rileggendo la mitologia dell’antieroe, Parker diventa l’eroe crepuscolare immerso in una crescita interiore dove la landa desolata del vecchio West diventa la “linea d’ombra” della nostra esistenza. Quando Rumiko Takahashi cominciò a pubblicare su “Shonen Sunday comics” il manga che l’avrebbe resa celebre nel mondo, non immaginava che avrebbe dovuto dirottare la sua storia verso il personaggio più folle: l’extra-terrestre Lamù (Giappone, 1978). E così il movimentato manga “Il rumoroso popolo della Stella Uru”, in Italia noto come Lamù, si sviluppa sull’amore incompreso della ragazza dello spazio per Ataru. Un melange umoristico di leggende e tradizioni nipponiche con molti ammiccamenti erotici. I seni prorompenti di Lamù (più censurati nella versione a cartone animato) hanno incantato persino il popolo del piccolo schermo.Il mondo dei sogni protagonista di un’intera saga. A partire dal 1905 il New York Herald pubblica “Little Nemo in Slumberland” (USA, 1905), uno dei capolavori assoluti dell’immaginario fantastico, firmato da Winsor McCay. I sogni del piccolo Nemo sono viaggi in realtà diverse, movimentate da suggestioni visionarie e fantastiche, con ambienti che richiamano lo stile dell’art nouveau.

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