I Beatles vivi e rimasterizzati!

I Beatles vivi e rimasterizzati!

I Beatles

L’industria discografica è in crisi e adesso si gioca un jolly. Tira fuori dagli archivi gli album che hanno fatto la storia delle musica e li rilancia in versione rimasterizzata. Questa volta tocca ai Beatles, una delle band più amate del pianeta con un seguito di fan che non ha età. I Four Fab sono più vivi che mai, nonostante  las scomparsa di John Lennon e George Harrison abbia interrotto il sogno di rivederli suonare assieme. Il 9 settembre 2009 in tutto il mondo esce la discografia in studio completamente rimasterizzata. La EMI mette in vendita anche due box pregiati che fanno gola a tutti gli appassionati.

 

FROM LIVERPOOL WITH LOVE –  Persino le fiabe dove c’è di mezzo la musica iniziano con un incontro. John Lennon e Paul McCartney si incrociano nel 1957 nella chiesa di St. Peter a Liverpool. Nascono i Querryman, sulle cui ceneri sbocceranno i  Silver Beatles con George Harrison e i Beatles  con Ringo Starr alla batteria. La Decca boccia questi quattro ragazzotti di provincia, mentre George Martin della EMI guarda lontano e investe su di loro. Dal 1963 al 1970 sono stati “più famosi di Gesù Cristo” (citando l’affermazione blasfema di Lennon) ed hanno aperto nuove porte allo sviluppo dei linguaggio della musica contemporanea. Lennon e McCartney sono stati tra gli autori musicali più geniali del XX secolo, mentre tutta la band inglese ha dato una svolta anche nella storia del costume, lanciando mode e tendenze. Le loro carriere da solisti a partire dal 1970 hanno dimostrato quanto fossero versatili e produttivi singolarmente, ma l’epopea Beatles resta ineguagliabile in una misteriosa e rara formula alchimica.

 

L’ALBA – Please Please me (1963) segna il debutto di John, Paul, George e Ringo: a parte le due tracce di testa(Please Please me/Love me Do) ci sono soprattuto cover, da Chains di Goffin/King a Twist and Shout di Medley/Russell. George Harrison scrive la prima canzone (Don’t bother me) per il secondo album With the Beatles (1963), che contiene ben otto brani originali. La famosa foto di copertina è affidata allo scatto di Robert Freeman.  Gli album A Hard day’s Night (1964) e Help (1965) li portano al cinema e fanno da colonna sonora ai due omonimi film diretta da Richard Lester. Il primo è stato definito da Rolling Stone tra i 500 album migliori della storia della musica, mentre il secondo contiene la famosa ballata Yesterday.

 

TUTTO DI UN FIATO – Dopo la parentesi “eccessivamente” melodica di Beatles for Sale (1964), spuntano due splendidi gioielli della loro discografia: Rubber Soul (1965) e Revolver (1966). Nel primo Lennon scrive testi tra problemi esistenziali e giochetti nonsense, mentre nel secondo già tira aria di revolution tra sound psichedelico (Tomorrw never knows) e poesia in musica (Eleonor Rigby). La musica è destinata a cambiare direzione travolta dall’uragano psichedelico di Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band (1967) e il doppio the White Album (1968), in cui viene fuori il meglio di Harrison (While my Guitar gently Weeps).

 

THE END – Dopo Magical Mistery Tour (1967) e Yellow Submarine (1969), entrambi colonne sonore di due pellicole con i Fab Four protagonisti (Yellow Submarine è un fantastico cartoon!), arriva la fine di questa parabola musicale. Abbey Road (1969), con la famosa copertina dove i quattro sono ritratti sulle strisce pedonali dell’omonima strada londinese, rappresenta l’arresto cardiaco e il pezzo The End ne è la dimostrazione. In coda a questa storia c’è l’album Let It Be (1970), un’operazione da studio con un collage curato dall’abile George Martin. La favola è finita, il resto è storia, quella che pochi di noi conoscono. Gli altri segreti sono stati consegnati nelle mani degli dei nell’universo incalzante dei grandi astri della musica.

 

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