Il panettone, dolce sapore di Natale

Il panettone, dolce sapore di Natale

150x150-panettoneCosa sarebbero i nostri banchetti natalizi, se non ci fosse lui al centro delle nostre tavole? Parliamo naturalmente del panettone, dolce natalizio per eccellenze che ci accompagna durante tutte le festività e ci addolcisce il palato quando brindiamo per l’arrivo dell’anno nuovo. Eppure non tutti sanno che questo dolce ha un’origine davvero leggendaria. Infatti, si narra che nel XV secolo un cavaliere milanese, Ughetto degli Atellani, si innamorò di Adalgisa, bellissima figlia di un tal Toni, pasticcere di Porta Vercellina. Per amore e solo per amore, il cavaliere si improvvisò pasticcere e creò un pane diverso. Diede davvero un tocco di classe, aggiungendo alla farina e al lievito, altri ingredienti quali il burro, le uova, lo zucchero, ughetta, il cedro e canditi. Grazie alla mediazione di Ludovico il Moro e della duchessa Beatrice, il cavaliere innamorato riuscì a sposare la sua Adalgisa, dedicandosi successivamente al lancio del nuovo dolce.

 

PAN DEL TON– Il nuovo “Pan del Ton”, che riscontrò un successo senza precedenti, sembra sia il vero antenato del nostro panettone. I meno fantasiosi sostengono che ai tempi dell’Impero romano, le famiglie si riunivano intorno ad un ceppo acceso. Il pater familias si faceva il segno della croce, prendeva un grosso ceppo, solitamente di quercia, lo sistemava nel camino, vi poneva sotto un piccolo fascio di ginepro ed attizzava il fuoco.Dopo aver versato il vino in un calice ed averlo spruzzato sulle fiamme, ne sorseggiava un po’ e poi lo passava agli altri membri della famiglia. Alla fine del turno, si lanciava una moneta sul ceppo che divampava e successivamente distribuiva altre monete agli astanti. Così gli venivano presentati tre grandi pani di frumento ed egli, con gesto solenne, ne tagliava solo una piccola parte, che veniva riposta e conservata sino al Natale successivo. Questo rito, secondo gli storici più intransigenti, si è tramandato nei secoli finché nel XIV secolo, in occasione del Natale, si serviva un pane di solo frumento, un alimento di lusso detto per l’appunto “pan del ton”. Nel XV secolo era già molto simile a quello che conosciamo oggi.

 

IL PANETTONE – Tuttavia, fu Paolo Biffi a portare il panettone verso gli standard dell’epoca moderna, realizzandone nel 1847 una versione speciale per Pio IX, giunto al pontefice con una carrozza. Il dolce lombardo è stato sempre elogiato non solo da personaggi celebri come Verri, Muratori, Cima o Manzoni, ma anche dagli algidi austriaci. A tale proposito, si dice che in più occasioni il principe Metternich, facendosi ritrarre con il dolce natalizio sotto il braccio, abbia affermato che milanesi fossero “buoni come il panettone. Da allora questo dolce è diventato un perno della gastronomia natalizia, con diverse varianti. Tra questi c’è il “pandoro” che ha conquistato quella fetta di pubblico che non ama i canditi.

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