Commodore Vic-20, l’home computer a colori!

Commodore Vic-20, l’home computer a colori!

Il Commodore Vic-20

Pochi se lo ricordano, ma lui sì che è stato il primo home computer a colori accessibile a tutti. Parliamo naturalmente del Vic-20, di cui la Commodore ha prodotto più di un milione di esemplari tra il 1981 al 1985. Nonostante sia stato scavalcato successivamente dal fratello maggiore, il Commodore 64, il Vic-20 resta una pietra miliare dell’intrattenimento casalingo degli anni del riflusso. Al suo esordio veniva acquistato per la cifra di trecentomila delle vecchie lire e il prefisso VIC  stava per Video Interface Chip. Quello che fu denominato “the friendly computer” ebbe un impatto così forte in Europa, che i tedeschi si presero la briga di stravolgere il nome in VC-20, per lanciarlo sul mercato come “computer del popolo” (Volks computer). 

 

DOPPIA ANIMA – Rispetto alle console tradizionali di videogiochi, il Vic-20 aveva la possibilità di far sbizzarrire “i padroni del joystick” con i primi rudimenti di programmazione del linguaggio BASIC. La costituzione anatomica della tastiera, che custodiva gelosamente un microprocessore MOS 6502 a 1Mhz,  segnò il passaggio dalla console tradizionale al PC. Conteneva un vano in cui potevano essere inserite le cartucce dei videogiochi, che pulsavano con titoli che hanno fatto storia, da Battlezone (1981) a Donkey Kong (1981), da Pac-man (1980) a Frogger (1981), senza rinunciare a quelle grezze diavolerie come Robotron (1982).

 

MINIMALISMO CREATIVO – E pensare che la risoluzione grafica era solo di 176×174 pixel e la memoria ram di 5,5 kb, una bazzecola rispetto a quello che ci offrono i nostri computer attuali. Tuttavia, nel minimalismo del design e con i pochi mezzi disponibili, la Commodore riuscì a tirar su un piccolo gioiello che avrebbe fatto da battistrada negli anni avvenire  Non c’erano ancora i social network, Internet era una visione futurista, ma i “vicventisti” incalliti avevano il loro punto di ritrovo: le edicole dei giornali dove potevano scovare riviste specializzate per imparare a programmare. Chiunque abbia avuto un Commodore Vic-20 tra le mani, ha imparato a memoria come una poesia quelle righe che apparivano, dopo l’accensione, sullo schermo del nostro televisore: *** CBM BASIC V2 **** 3583 BYTES FREE READY. E i giovani poeti dell’informatica e della tecnologia iniziarono a sognare proprio da lì.

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