Lamù, la ragazza dello spazio

Lamù, la ragazza dello spazio

lamuRumiko Takahashi ha superato da un bel pezzo la quarantina. Nonostante il successo che hanno ottenuto i personaggi nati dalla sua matita, come Lamù e Ranma 1/2, “la principessa del manga” non ha lasciato mai la terra natale. Gli anni passano ma Rumiko continua a dedicarsi instancabilmente ai suoi eroi, con amore e meticolosità, a ritmo costante, con un disegno dalla linea morbida. La genesi di Lamù (Yurusei Tatsura in Giappone) è un caso singolare. Pubblicata nel 1978 sulla rivista Shounen Sunday, l’aliena più sexy del fumetto nipponico doveva essere soltanto una comparsa. L’autrice sarà costretta a dare una svolta alla storia, a seguito delle infinite letterine dei lettori. Nel 1981 viene realizzata la ben nota serie animata (Lamù, 218 episodi, Kitty Film) che viene trasmessa regolarmente in Giappone dal 14 ottobre 1981 al 19 marzo 1986.

 

LA RAGAZZA DELLO SPAZIO – La sceneggiatura della Takahashi, il character design dell’abilissima Takada e la regia ritmata di Oshii, costituiscono un concentrato eccellente per il piccolo schermo e decretano il successo di Yurusei Tatsura (Gente casinista della stella Uru) a livello planetario. In Italia è il circuito televisivo delle emittenti locali a trasmettere a partire dal 1982 gli episodi della bella aliena dai cornini e dal bikini tigrato. Il giovane studente Ataru Moroboshi è scelto da un computer per salvare la terra da un’inaspettata invasione degli Oni, gente molto “extra” e poco “terrestre”. Gli alieni sono pronti a causare una catastrofe interplanetaria se non si interviene immediatamente. La sfida? Un terrestre deve toccare un corno della bella Lamù, che tra l’altro sa anche volare. L’impresa riesce con uno stratagemma (Ataru le sfila il reggiseno) e gli Oni mantengono i patti stabiliti. Un equivoco, tuttavia, fa restare Lamù, illusasi che lo sfacciato ragazzo voglia sposarla. C’è aria di guai. Ataru non ne vuole sapere e per giunta neanche la fidanzata Shinobu è disposta a rinunciare a quel ragazzo sfaccendato. Lamù non si arrende, e dopo tante peripezie bizzarre e movimentate, riuscirà a conquistare il cuore del suo “tesoruccio”.

 

MITI E TRADIZIONI NIPPONICHE – In un mondo come quello nipponico dove è difficile innamorarsi, a causa delle convenzioni sociali millenarie e del numero alto dei matrimoni combinati, queste love story strane e travagliate fanno presa su una gioventù fragile ed insicura. I giovani del Sol Levante sono indottrinati come automi a far carriera a qualsiasi costo: il lavoro prima di tutto e l’amore trova il tempo che trova. I comportamenti stralunati di Ataru & company e l’isterismo di Shinobu riflettono la fragilità della loro generazione, ma li oppongono allo status nipponico. Per farla breve, evviva il sesso e l’amore alla faccia dell’economia. Il giovane Moroboshi, così come la sua combriccola, è uno sfaticato e allupato, che di fronte alla sensualità femminile non sa resistere in nessun modo. La serie tv è stracolma di ammiccamenti erotici e sessuali. Forse questo è uno dei motivi che non ha mai permesso ai fortunati episodi di approdare sul circuito televisivo nazionale. La censura avrebbe dovuto fare a pezzetti una buona parte dell’anime. L’escamotage narrativo del rapporto/scontro tra un terrestre e un alieno, è una modalità semplice e infallibile per riflettere sulla ricchezza della diversità. Diversità intesa come confronto di spazio e tempo, di tradizioni antiche (i cornini sul capo di Lamù richiamano gli antichi demoni orientali) spazzate via dallo scorrere frenetico dell’epoca ipertecnologica, che tende ad offuscare il corredo della memoria storica di un popolo. Lo stesso Sakurambo, il simpatico monaco buddista che predice le sfortune, è la rappresentazione caricaturale di questo squilibrio tra passato e presente.

 

DAL CARTONE AL CINEMA – La vivacità al limite dell’assurdo, alimentata da un uso estemporaneo di stralci tratti dalla mitologia giapponese, si frappone tra i vari personaggi: Shutaro Mendo, il compagno di classe di Ataru invaghito di Lamù; Sakura, l’affascinante nipote di Sakurambo con il suo credo shintoista; Rei, l’ex fidanzato di Lamù che si trasforma in un mostro tigrato ogni volta che si arrabbia; il capriccioso cuginetto Ten, follemente innamorato di Sakura; Benten, la principessa Oyuki e Ran, amiche fidate della nostra aliena scalmanata. Al centro di questa giostra c’è Lamù, facilmente irascibile, ma fondamentalmente altruista e sentimentale. La ragazza dello spazio porta scompiglio ma è il deus ex machina che denuda l’anima della confusa galassia nipponica. Il successo è assicurato anche al cinema con ben tredici film animati, tra cui va menzionato Lamù: bellissimo sognatore (1984, Kitty Film), una pellicola dalle atmosfere oniriche con Lamù che cerca di rivivere i suoi giorni felici. Nel caso vedete Lamù scorazzare per i cieli della vostra città, non fatela arrabbiare se non volete essere colpiti con una delle sue micidiali scariche ad alto voltaggio! Se pure fosse, sarà soltanto uno scherzo dell’immaginazione.

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