Meteore e plagi al Festival di Sanremo II

Meteore e plagi al Festival di Sanremo II

Il teatro Ariston di Sanremo

Nonostante abbiano provato l’emozione di salire sul palcoscenico dell’Ariston, sono scomparsi dalla scena musicale e sono entrati a far parte della lista delle meteore irrecuperabili. Continua il nostro viaggio a caccia delle meteore del Festival di Sanremo. Balzano subito all’occhio – per chi non ha lasciato a casa gli occhiali – una strana coppia: i Jalisse. Il duo , composto da Alessandra e Fabio, debutta all’Ariston in sordina nel 1996 con il brano “Liberami”. L’anno dopo vincono il Festival di Sanremo immeritatamente con “Fiumi di parole”. Dopo la parentesi all’Eurofestival seguita dall’album “Il cerchio magico del mondo”, sono caduti nel dimenticatoio, per fortuna nostra. Nel frattempo si sono sposati. Lui fa il manager e lei continua a cantare. Come fu detto a suo tempo: “I Jalisse… già lessi!”.

SENZA I NERI PER CASO – Altri grandi assenti sono i Neri per Caso, gruppo indimenticabile che si è distinto per il suo canto “a cappella”, ossia senza strumenti. I sei ragazzi salernitani, scoperti da Claudio Mattone, sbancano all’Ariston con “Le ragazze”, brano firmato dallo stesso Mattone. Dal 1994 in poi cavalcano le classifiche e fanno il pienone anche ai concerti. Dopo la separazione artistica da Mattone, sono scomparsi dalla scena per poi tornare seguiti dal mattone junior. Il successo non si è ripetuto! Altro volto sanremese scomparso è Lena Biolcati, la cantante bergamasca pupilla di Stefano D’Orazio dei Pooh. I suoi esordi risalgono a più di vent’anni fa a Castrocaro. Tra i suoi pezzi sanremesi si ricordano “Grande grande amore” (1985) e “Vita mia” (1987). Una grande voce dimenticata da tutti. Adesso la Biolcati si occupa di un centro per la formazione di musicisti alle prime esperienze e fa parte del cast del musical “Pinocchio” dei Pooh. E cosa dire della palermitana Francesca Alotta, ex-ragazza Compilation di “Domenica in”, che nasce artisticamente nel 1991 nella categoria emergenti del Cantagiro con il brano “Chiamata urgente”? Nel 1992 la canzone “Non amarmi”, cantata in coppia con Aleandro Baldi, vince nella categoria dei Giovani e diventa il tormentone musicale dell’anno. L’anno dopo, Alotta si presenta all’Ariston da sola con “Un anno di noi” che viene censurata, in quanto l’Italia bacchettona la considera un elogio all’adulterio. Da allora è scomparsa dalla circolazione.

MINETTI E JENNY B – Annalisa Minetti invece fa già parlare di sé fin dal 1997 quando accede alla finale del concorso di Miss Italia. I più cinici hanno da sempre sostenuto che abbia usato la sua cecità per intenerire giuria e pubblico. Già due anni prima aveva fatto un’incursione a Sanremo Giovani come voce del gruppo Perro Negro. Tuttavia, l’assurdità resta la sua vittoria immeritata dell’edizione ’98 del Festival di Sanremo. Grazie al regolamento di quell’anno, che permette ad alcuni giovani di passare nel giro di ventiquattro ore nella sezione dei Campioni, la Minetti balza al primo posto con il brano “Senza te o con te”. Le vendite basse smentiranno la sua vittoria. Si è sposata con un calciatore napoletano e sporadicamente appare in qualche trasmissione televisiva.
Ultima meteora da segnalare è Jenny B, all’anagrafe Giovanna Bersola, che con “Semplice sai”, vince tra le Nuove Proposte di Sanremo 2000. Le vendite del singolo e dell’opera prima “Come un sogno” sono molto scarse. L’anno dopo, la cantante di colore ci riprova tra i Big con “Anche Tu”, pezzo firmato da Piero Cassano, ma il sesto posto ottenuto la fa scomparire dalla circolazione. Peccato perché la sua voce “nera” aveva un bel timbro.

PLAGI – Concludiamo questo nostro viaggio sanremese, segnalandovi altri plagi. “Tracce di te” dell’ex-Timoria Francesco Renga (2002) è troppo uguale al pezzo di Iva Zanicchi “Due grosse lacrime bianche” (1969). La prima parte di “Con il tuo nome”, presentata all’Ariston da Ivana Spagna nel 2000, è simile alla colonna sonora di “Braveheart”, film diretto da Mel Gibson.E’ inbarazzante per i Matia Bazar il plagio di “Brivido caldo”, terzo posto a Sanremo 2000, la cui armonia richiama “Libertango”, interpretato da Grace Jones nel 1980.Non passano inosservati “Fortuna” (2003) di Luca Barbarossa, troppo simile a “Il bandito e il campione” (1992) di Francesco De Gregori; “Ora che ho bisogno di te” (2002) ed “Eri tu” (2003) di Fausto Leali, il cui giro armonico e l’arrangiamento al pianoforte richiamano rispettivamente “Do that to me one more time” di Captain & Tenille (1979) e “Fallin'” di Alycia Keys (2001) ; e “Tu che ne sai” (2001) di Gigi D’Alessio che rievoca l’andamento musicale di “Circle of Life” (1994) di Elton John. Ma la peggio di tutte è toccata ai Sottotono che, per la loro “Mezze verità” (2001), sono stati smascherati da Striscia La Notizia per aver plagiato “Bye, bye, bye” di N’Sync (2000).Ultimi plagi da segnalare: “Stai con me” (2001) dei Gazosa scopiazzata da “Kashmir” (1975) dei Led Zeppelin , e “L’uomo volante” di Marco Masini, vincitrice di Sanremo 2004, il cui ritornello evoca il giro armonico di “E ritorno da te” (2001) di Laura Pausini.

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