Mulino Bianco

Mulino Bianco

150x150-mulino-biancoCosa ci fa un vecchio mulino in una distesa di grano? Passeggiando tra spighe e fiori di campo, ci smarriamo in una sorta di idillio che sembra un’opera d’arte. Con questa immagine nasce nel 1975 un marchio destinato a cambiare il modo italiano di fare colazione. Parliamo naturalmente di Mulino Bianco, simbolo di più generazioni lanciato dal gruppo Barilla. Questo marchio vuole far riavvicinare gli italiani ai sapori tradizionali. Nella linea dei biscotti primeggiano Tarallucci, Campagnole, Pale e Macine. I primi spot si aprono con l’indimenticabile “Quando i mulini erano bianchi”, un incipt che annuncia un mondo “fiabesco”, di “buoni sapori”, “incontaminato”.

 

IL PICCOLO MUGNAIO – Le merendine, in particolar modo, finiscono sul tavolo della generazione degli anni ottanta con quattro prodotti storici: il Tegolino (inizialmente a forma quadrata), quattro fette di pan di spagna disposte in verticale; la Crostatina ad albicocca o cioccolato; il Saccottino, morbida brioche che evoca il pan au chocolate francese; e il dimenticato Soldino, una variante del tegolino ricoperto di cioccolato e con un soldo di cioccolato. La grande novità sono le sorprese all’interno delle confezioni, oggi dei piccoli oggetti di cult per collezionisti.: dai mulini-giocattolo ai diversi gadget, contenute nelle scatolette create da Franco Gengotti. Nel 1982 partono gli spot disegnati dalla matita di Grazia Nidasio del Corriere dei Piccoli. Programmati nella fascia pomeridiana, raccontano le avventure del piccolo mugnaio, che cerca di rubare il cuore della bella Clementina con una serie di dolci gustosi. Riscuoto un gran successo, tanto da spingere i pubblicitari a crearne diversi, una vera e propria mini serie pubblicitaria. Nel frattempo, i piccoli consumatori si dedicato alla raccolta dei punti delle merendine per portare a casa preziosi regali da offrire alla proprie mamme: è il caso di i Cocci, un vero oggetto di cult per gli appassionati, che si ispirano alle vecchie tazza da caffelatte nello stile di terracotta a mano.

 

RITORNO ALLA NATURA – “Mangia sano, torna alla natura” è il pay-off che chiude i nuovi spot che arrivano nella seconda metà degli anni ottanta: in primo piano c’è un mondo rurale, accompagnato dalla chitarra di una ragazza che canta una canzone di Bruno Lauzi. Dopo i Dolcetti delle Feste, la famiglia del Mulino Bianco si allarga: Pan di Stelle e Spicchi di Sole conquistano il palato dei più golosoni, mentre nel 1989 arriva anche Plum Cake. Negli anni novanta il marchio impone i nuovi prodotti con una campagna pubblicitaria, filmata dal regista Giuseppe Tornatore e musicata dall’Oscar alla carriera Ennio Morricone, che trasporta la famiglia nel verde della campagna toscana, lieta di trascorrere le vacanze in un vero mulino. Tuttavia, l’immagine sfonda l’immaginario collettivo nella stagione 1994-1995, che vede le principali piazze d’Italia trasformarsi in campi di grano. Nel 1993 nasce Cuor di mela, miglior novità dolciaria dell’anno, e i Cracker 5 cereali.

 

NEW MILLENNIUM – Il terzo millennio si apre per Mulino Bianco all’insegna di nuove linee guida, con i sapori cremosi di riso al latte delle Campagnole e quelli di grano saraceno dei Molinetti, mentre gli spot pubblicitari adattano il marchio al mondo fiabesco con i principali personaggi: da Cappuccetto rosso a Cenerentola. Dal 2004 arriva un restyling della confezione, testimone che Mulino Bianco sa adattarsi ai tempi: più informazione per i consumatori, mentre all’orizzonte spuntano le barrette Grancereale, i grissini Raggianti, le brioche Girasoli o i Filoni da tavola. L’ultima campagna pubblicitaria sfida l’atroce concorrenza dell’epoca della globalizzazione con tre incipit molto incisivi: “Una cosa è parlare di trasparenza, un’altra è invitarvi a vederla”; “Una cosa è parlare di genuinità, un’altra, metterla al centro di tutto”; “Una cosa è parlare di natura. Un’altra, rispettarla”. Il resto già fa parte della storia dell’alimentazione made in Italy.

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