Novantesimo minuto

Novantesimo minuto

L'inviato Tonino Carino da Ascoli, icona di 90° Minuto

E’ cambiato qualcosa da quando nella domenica sportiva degli italiani non c’è più Novantesimo minuto. Figlia di tempi diversi, ovvero quando il calcio non era ancora finito nello spezzatino infrasettimanale e all’orizzonte non c’era la pay-tv, questo programma televisivo resta uno delle punte di diamante di mamma Rai. Fino al 1970, anno di nascita della fortunata trasmissione, il calcio in televisione era limitato ad un tempo di una partita. Due volti storici del giornalismo sportivo di allora, Paolo Valenti e Maurizio Barendeson, danno vita ad un contenitore che accompagna gli italiani nel commento delle partite. Dopo una prima fase di rodaggio, la trasmissione prende una forma diversa, dal 3 ottobre 1976, nella domenica che tiene a battesimo il nuovo programma di intrattenimento Domenica In… Paolo Valenti interviene alla fine del primo e secondo tempo delle partite per dare un commento veloce, finché non viene ceduto lo spazio vero e proprio alle 18.30 in punto.

 

90° MINUTO – L’arrivo delle nuove tecnologie consente la post-produzione dei filmati quasi in tempo reale, mentre la nascita di diverse sede regionali Rai permette agli inviati di tenere un contatto più stretto con lo studio centrale di Roma. Accanto al restyling del logo in 90° Minuto, c’è l’intervento di volti del giornalismo regionale che diventano delle piccole star televisive. Anche gli sportivi meno incalliti non dimenticheranno mai gli interventi pulcinelleschi di Luigi Necco da Napoli, che deve tenere a bada gli esuberanti tifosi partenopei; i commenti sobri di Piero Pasini da Bologna; le gaffe di Tonino Carino da Ascoli, scomparso l8 marzo 2010; il non-sense di Gianni Vasino da Milano; le parole tagliuzzate di Giorgio Bubba da Genova, o il vocione di Giampiero Galeazzi da Roma. Valenti dallo studio coordina con grande maestria tutto il carrozzone sportivo e quel suo “Amici sportivi, buon pomeriggio” è rimasto a lungo impresso nel cuore degli italiani.

 

IL TEATRINO – I collegamenti con i vari stadi italiani diventano delle finestre aperte su palcoscenici reali, dove si intravedono i primi segnali di quello che sarà il reality in tv: pensiamo ai tanti tifosi intervistati, punti di riferimento fisso nella trasmissione che sceglie di essere spesso al fianco dello spettatore. Un siparietto colorato tra interventi accesi, papere e calcio a tutto tondo finché, dopo la scomparsa improvvisa di Paolo Valenti nel 1990, 90° Minuto prende un’altra rotta, in mondo televisivo più complesso, dove la conquista dell’audience è sempre più spietata e a volte lascia indietro la qualità. Si perde la genuinità e quell’atmosfera da “bar dello sport” che l’italiano medio ritrova nel tubo catodico del salotto di casa sua. Così resta soltanto il ricordo, anche simpatico di una figuraccia storica di Giannini che, citando Quasimodo, disse: “Ed è subito gol, come direbbe Ungaretti”.

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