Pringles, storia e curiosità delle famose chips

Pringles, storia e curiosità delle famose chips

le Pringles

Negli scaffali dei supermercati, al cinema o da Blockbuster hanno sempre un posto in primo piano. Parliamo naturalmente delle Pringles. Sì, non hanno un prezzo abbordabile, ma sono le chips più amate dalla generazione del Web 2.0. Sarà perchè si fanno sgranocchiare in fretta mentre si naviga in rete, sarà perchè la loro forma ergonomica fa sussultare il nostro palato, sarà perchè  si sposano bene con le coccole e le fusa: provate a dividere una Pringle con la vostra metà perchè un bacio possa essere anche “patatoso”!

CHIPS DA TUBO – Queste patatine, il cui marchio appartiene al colosso Procter & Gamble,  hanno una lunga storia alle spalle, nonostante abbiano l’aspetto di uno snack dei nostri giorni: croccanti, speziate e con più gusti tutti aromatizzati. Pare che un primo prototipo fosse già stato usato come snack per l’esercito americano durante la Seconda Guerra Mondiale. Tuttavia, il papà delle Pringles viene considerato Fredric J. Baur, che ha inventato il famoso contenitore a forma di tubo, contribuendo a farle diventare famose in tutto il mondo. Anzi Baur è stato Mr. Pringles fino alla fine: nel suo testamento aveva chiesto espressamente che le sue ceneri fossero deposte in un tubo di Pringles! E così è avvenuto il 4 maggio 2008, giorno dei suoi funerali.

I LIKE PRINGLES – Nate in una ricetta risalente al 1956, le Pringles sono entrate in produzione soltanto nel 1964. Quattro anni dopo viene effettuato il primo test di mercato. A seguito dell’introduzione della mitica confezione a tubo che le chips di Baur conquistano gli americani negli anni ’70. Nel 1985 nasce il primo fans club e negli anni ’90 le Pringles partono alla conquista del mondo. Oggi sono presenti in oltre 40 paesi  tra cui l’Italia. Neanche loro sono riuscite a scampare le imposte ed in Gran Bretagna è avvenuto un fatto curioso: lo scorso maggio un tribunale inglese ha stabilito che le Pringles sono fatte di patate per il 40% e quindi sono “patatine”. Pertanto, la Procter & Gamble non ha potuto raggirare il fisco ed ha dovuto sborsare il 15% di imposta. A questo punto è legittima la domanda: le Pringles sono patate artificiali, sì o no?

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