Radio libere

Radio libere

150x150-radio-libereNonostante la mostruosa invadenza della televisione, la radio continua a conservare il suo fascino racchiuso in quella scatola che da oltre un secolo accompagna la storia del nostro Paese. Nel 1894 Guglielmo Marconi trasmette segnali telegrafici grazie alle onde elettromagnetiche nella sua casa di Pontecchio, in provincia di Bologna. Il 2 novembre 1920 nasce a Pittsburgh la KDKA, la prima stazione radio. Il primo programma è il resoconto delle elezioni presidenziali americane. Il nuovo mezzo di comunicazione di massa si diffonde ampiamente durante la seconda mondiale, tanto che nel 1951 gli italiani possono ascoltare la voce di Nunzio Filogamo che, con il suo celebre “Miei cari amici, vicini e lontani…”, apre la prima edizione del Festival di Sanremo. Tuttavia, nella cronistoria della radio c’è una tappa importante che ha rivoluzionato il flusso musicale in FM: la nascita delle radio private all’alba degli anni settanta.

 

LA RADIO E’ LIBERA – Si sente la voglia di cambiamento, di novità anche a livello di programmi. E’ molto forte l’esigenza di ringiovanire, di fare la radio in modo diverso. Persino “l’assurdo” e il “nonsense” irrompono in alcune trasmissioni radiofoniche all’avanguardia. E’ il caso di “Alto Gradimento” (1970), il programma innovativo di Renzo Arbore e Gianni Boncompagni che tiene incollati dieci milioni di ascoltatori a puntata. Il 1975 é una data importantissima nella storia della radio italiana, in quanto la riforma della RAI apre la via al rinnovamento. La libertà d’antenna porta alla nascita di centinaia di stazioni e, presto, di radio private. Le radio libere nascono innanzitutto dietro una spinta commerciale, come è accaduto più tardi per le televisioni, al fine di dare uno slancio creativo e artistico che vuole sfondare il monopolio dello Stato. Tuttavia, si rivelano anche un fertile terreno di sperimentazione, “un campo di ricerca di soluzioni sempre nuove e più adatte alla descrizione del divenire del reale”. La radio inizia a stare molto in mezzo alla gente, cercando di guardarsi attorno sia per la musica che per l’intrattenimento, anche con la realizzazione di feste e di eventi. Si avverte un rilancio del mezzo radiofonico che abbandona il ruolo marginale assegnatole dopo il boom della televisione negli anni sessanta.

 

DA RADIO PARMA A RTL – Nel dicembre 1974, infatti, era cominciata la regolare programmazione Radio Parma, considerata tutt’oggi la prima emittente radiofonica commerciale a trasmettere nell’etere italiano. Per coprire una città bastavano appena 5-10 Watt di potenza, mentre oggi si utilizzano potenti trasmettitori che possono raggiungere persino 30.000 Watt di potenza, per coprire più o meno la stessa area di servizio. Mentre nel nostro paese si diffonde il 33 giri, che diventa il prodotto di maggior consumo della ribelle gioventù di allora, le cosiddette “radio libere” si moltiplicano come funghi lungo tutto il corso del decennio. Il 10 marzo 1975 Angelo Borra fonda Radio Milano International, destinata a diventare la prima grande emittente privata italiana (dal 1988 Radio 101 Network e dal 1999 Radio 101 One O One). Alle 15.40 del 16 febbraio dell’anno dopo, inizia a trasmettere sui 105.650 MHz a Milano Radio Studio 105 (dal 1983 Rete 105 e poi Radio 105, con copertura nazionale soltanto dal 1989). Il 1976 è un anno storico nell’evoluzione della radio private. Il 28 luglio, infatti, la sentenza n°202 della Corte Costituzionale sancisce la legittimità di trasmissioni private, purché a copertura locale. Negli anni successivi è la volta di Radio Dimensione Suono a Roma (1978), Radio Italia Solo Musica Italiana a Milano (1982), Rai Stereo Uno e Rai Stereo Due a Roma (1982), Lattemiele a Bologna (1982), Radio Italia Network a Udine (1982) e RTL 102.500 nel bergamasco (1987). Negli anni novanta si segnalano Radio Capital (1996), fondata da Claudio Cecchetto e Jovanotti, Station One (1999) e Radio 24 (1999), che introduce in Italia il formato all-news.

 

RADIO DEEJAY – Un caso a parte è Radio DeeJay, nata per volontà dello stesso Cecchetto, nel lontano 1982 nella Milano da bere. E’ il 1 febbraio e sulle ceneri di Radio Music sorge, con la voce di Ronny Hanson in onda, questa nuova emittente destinata a fare la storia dell’etere negli anni del riflusso. Nello stesso anno ha inizio la storica Deejay Time, la prima trasmissione radiofonica di musica house, condotta da una delle voci più amate degli ultimi venti anni: Albertino. Un vero e proprio show radiofonico ricco di personaggi reali e virtuali, che lo consacra il programma radiofonico più seguito in Italia con una media di 4 milioni di ascoltatori ogni giorno. Alla storia di Deejay Time sono legati numerosi eventi che hanno portato l’enorme successo radiofonico nelle piazze, negli stadi e in qualche apparizione televisiva. I Capodanni ’91, ’92, ’93, ’94, ’95 a Roma, Milano e Torino la festa “One Two One Two” al Portello di Milano nel ’96 e al Forum con il “Mentos Hip Hop Village” nel ’97 con i più importanti rappers italiani (totale presenze nei due eventi 30.000 persone). Ma Albertino ha un celebre “fratello” che fa parte dell’olimpo dei volti più amati dello star-system radiofonico: Linus. Pasquale Di Molfetta, questo è il suo vero nome, classe 1957, approda a Radio Deejay nel 1984 e, contemporaneamente, su Deejay Television fino al 1990. Nel 1991, anche Linus entra nella storia dell’etere con “Deejay chiama Italia”, il programma radiofonico “cucito su misura” da lui stesso, in cu il dee-jay chiacchiera con gli ascoltatori e si fa raccontare aneddoti e brandelli di vita. Nel 1994 è stato promosso, assumendo la direzione artistica della stazione radiofonica fondata da Cecchetto. Il resto è cronaca…

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