Rino Gaetano

Rino Gaetano

Rino Gaetano

Me lo ricordo Rino Gaetano con quell’aria scanzonata sul palcoscenico del teatro Ariston di Sanremo. Era il 1978 e da un televisore in bianco e nero usciva “Gianna”, una canzone un po’ strampalata che ha sedotto persino un bambino come me. La canticchiavo spesso in casa e quando mi divertivo con i miei compagni di giochi. “Gianna, Gianna aveva un coccodrillo” era il verso che preferivo di più: il fatto che questa donna, libera e senza inibizioni, avesse persino un coccodrillo al posto del solito “cane da passeggio”, mi trasmetteva un forte senso di libertà.Nella sua breve carriera, Rino Gaetano non solo ha saputo raccontare ma ha, soprattutto, guardato con occhio profetico e radiografato l’Italia che sarebbe venuta: il Belpaese corrotto, pieno di malesseri dove i valori si sarebbero consumati all’ombra del potere malsano.

I LOVE YOU MARYANNA! – Tuttavia, Gaetano fu anche uno che provocava con espressioni che fecero arrossire l’Italia bacchettona degli anni settanta: “Evviva la vita”, “La notte la festa è finita” o “chi vivrà vedrà” si ritagliano un posto in prima fila nel canzoniere dell’Italia che non ne poteva più delle censure, ma aveva una voglia spasmodica di contestare. Calabrese di origine (nasce a Crotone nel 1950), Rino Gaetano diventa romano di adozione dall’età di dieci anni e viene notato con la sua chitarra da Bardotti e Micocci. Il cantautore mette il piede nel mercato discografico con lo pseudonimo di Kammamuri´s e pubblica il suo primi 45 giri: “I love you Maryanna”. Da questo momento inizia la sua parabola di successi con capolavori come “Ma il cielo è sempre più blu” (1975), un cocktail esplosivo di impegno sociale, ilarità, sarcasmo e vis comica. Si legge nel testo della canzone: “Chi e` assunto alla Zecca, chi ha fatto cilecca/ chi ha crisi interiori, chi scava nei cuori/ chi legge la mano, chi regna sovrano/ chi suda, chi lotta, chi mangia una volta/ chi gli manca la casa, chi vive da solo/ chi prende assai poco, chi gioca col fuoco/ chi vive in Calabria, chi vive d’amore/ chi ha fatto la guerra, chi prende i sessanta/ chi arriva agli ottanta, chi muore al lavoro”.

NUNTEREGGAE PIU’ – Seguono gli album “Mio fratello e´ figlio unico” (1976), “Aida” (1977) e “Nuntereggae piu´” (1978), che contiene l’omonima canzone che si rivela uno degli inni più contestatori degli ultimi trenta anni. “Mio fratello è figlio unico – canta Rino Gaetano – perché è convinto che Chinaglia non può passare al Frosinone/ perché è convinto che nell’amaro benedettino non sta il segreto della felicità/ perché è convinto che anche chi non legge Freud può vivere cent’anni/ perché è convinto che esistono ancora gli sfruttati malpagati e frustrati”. Invece, nella delirante “Nuntereggae piu´”, non viene risparmiato nessuno: da Costanzo alla famiglia Agnelli, da Villaggio a Bearzot, dai partiti politici di allora alle mode dell’annata. Così canta Rino Gaetano nella sua canzone: “Nuntereggae più, eya alalà pci psi dc dc pci psi pli pri dc dc dc dc/ Cazzaniga/ avvocato Agnelli Umberto Agnelli /Susanna Agnelli Monti Pirelli/ dribbla Causio che passa a Tardelli /Musiello Antognoni Zaccarelli/ Gianni Brera /Bearzot /Monzon Panatta Rivera D’Ambrosio /Lauda Thoeni Maurizio Costanzo Mike Bongiorno Villaggio Raffa Guccini/ onorevole eccellenza cavaliere senatore nobildonna eminenza monsignore vossia cherie mon amour”.

GIANNA E LA BALLATA DI RINO – Poi arriva il terzo posto al Festival di Sanremo nel 1978 con il brano “Gianna” e l’inizio della prima tournée con 11 artisti, seguito dal passaggio discografico alla RCA. Nel 1980 esce l’ultimo album “Ed io ci sto” ed il pubblico ha finalmente notato Rino Gaetano, rendendosi conto che avrebbe avuto ancora molte cose da dire e raccontare se non si fosse spento a causa di uno sfortunato incidente stradale avvenuto nella capitale il 2 giugno 1981. Sempre sopra le righe, originale, sconveniente, scanzonato, irriverente, spontaneo e dolce, Rino Gaetano viene ricordato come uno dei cantautori più sorprendenti del panorama italiano, lui che “ha saputo cogliere con estrema lucidità e scontrosa ironia i vizi e le distorsioni di un mondo in caduta, un mondo tanto serio da apparire quasi ridicolo”. Sarà pure un brutto scherzo del destino, ma pare che il cantautore avesse scritto il brano “La ballata di Renzo”, rimasto inedito, che annuncia la sua morte in un incidente stradale. Neanche sul suo amaro destino, ha sbagliato il profeta Rino Gaetano.

DISCOGRAFIA – Ingresso Libero (1974); Mio fratello è figlio unico (1976); Aida (1977); Nuntereggae più (1978); Resta vile maschio, dove vai? (1979); E io ci sto (1980); Q Concert (con Riccardo Cocciante e New Perigeo, 1981); Gianna e le altre (1990); Superbest (1996); La storia (1998); Sotto i cieli di Rino (2003).

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