Roberto Murolo, ugola di Napoli

Roberto Murolo, ugola di Napoli

150x150-roberto-muroloPer la città di Napoli e per il mondo intero, la canzone napoletana è un patrimonio inimitabile. La genialità di musicisti e parolieri da oltre un secolo filtra attraverso un coro di voci che plasma e sviscera suoni e parole. La canzone napoletana è una colonna portante della storia musicale del nostro Paese, un fenomeno unico ed irripetibile che stenta ad esaurirsi. Tuttavia, quando scompare un artista come Roberto Murolo (1912-2003) si avverte una strana sensazione. Sembra di essere diventati improvvisamente incapaci di scrivere il diario della storia di questa canzone, che ha riscattato un popolo e più generazioni da preoccupazioni, fallimenti ed illusioni. E’ come se nella penna stilografica più preziosa fosse finito l’inchiostro per continuare a trascrivere, attraverso il timbro di una voce vellutata ed elegante, la longevità di sonorità capaci di scuotere l’anima di qualsiasi ascoltatore, anche del più disattento.

 

NAPOLI SENZA MUROLO – Pensando alla canzone partenopea senza Murolo, è lecito lasciarsi prendere dal panico e convincersi che il volto principesco e nobile della chanson napolitaine si sia dileguato nel vento. Eredi non ci sono e non ce ne saranno. Oggi chi si vanta con superbia di cantare Napoli in giro per il mondo è lontano anni di luce dal pianeta Murolo perché ha fatto della volgarità uno stile di vita. Del resto la linea d’ombra che separa “la napoletanità” dal “napoletanismo” è così sottile da disorientare chiunque cerchi di mantenere con coerenza una posizione. Roberto, figlio del poeta Ernesto Murolo, è uno dei pochi ad appartenere a quelli della prima schiera, coloro che hanno cellofanato Napoli e la sua poesia in un sussurro aggraziato. Accompagnato dai soli accordi di una chitarra, la sua esile voce dipingeva un paesaggio musicale pregnante come un acquerello. Gli anni a cavallo della seconda guerra mondiale, che lo vedono girovagare per l’Europa con il quartetto “Mida”, lo avviano ad una lunga carriera concertistica e discografica. Mentre la rivoluzione canora e sonora di un Carosone è irruente e vistosa, quella di Murolo serpeggia in sordina nei solchi principeschi che ritrovano “un sottile filo di voce” come arma vincente. A questo proposito, è memorabile la sua breve apparizione nel film “Catene” di Matarazzo, dove canta una leggendaria versione della malinconica “Lacrime napulitane”, che rievoca il dramma dell’emigrazione e della lontananza dalla propria terra.

 

VOCE DA ANTOLOGIA – Prendendo le distanze dagli urlatori e dai presuntosi “tenori”, che recuperavano lo spessore della canzone napoletana nell’ accompagnamento orchestrale, Murolo ci ha lasciato in eredità una preziosa rilettura filologica della canzone napoletana dagli albori ai giorni nostri.La celebre “Antologia napoletana”, pubblicata in 12 dischi a cavallo tra il 1959 e il 1963, riordina un percorso musicale ricco e complesso, anteponendo la sostanzialità della canzone al manierista arrangiamento dei tempi più recenti. Le sue interpretazioni, ammorbidite da squisiti arpeggi vocali, rendono classici come “Voce ‘e notte”, “Piscatore ‘e Pusilleco”, “‘O sole mio”, “‘Na sera ‘e Maggio” o “Munastero ‘e Santa Chiara” delle vere gemme del nostro canzoniere. L’atteso ritorno in studio nel 1992 per la realizzazione dell’album “Ottantavoglia di cantare” segna una nuova fase nella carriera di Murolo: riscoprire, duettando con musicisti come Dalla, De André e Gragnaniello, il sapore e gli slanci di sonorità moderne e contemporanee. Per tutto il decennio quella voce sottile ha continuato a stupirci e ad emozionarci con brani come “Cu ‘mmè” (con Mia Martini) e “Anima e core”, in coppia con una superba Amalia Rodriguez.Adesso che Roberto Murolo non c’è più, sarà più difficile far girare la manovella delle suggestioni e dei batticuori che non finiscono più. Basterà un vecchio e polveroso disco 78 giri?

DISCOGRAFIA ESSENZIALE – Ottanta voglia di cantare (1992); L’Italia è bbella (1993); ‘Na voce ‘na chitarra vol.I (1993); ‘Na voce ‘na chitarra vol.II (1993); Anema e Core (1994); Tu si ‘na cosa grande (1997);Napoletana vol.I (2 CD,2000); Napoletana vol.II (2 CD,2000); Napoletana vol.III (2 CD,2000); Ho sognato di cantare (2002)

freccia_indietro

Pipolo.it
Pipolo.it

One thought on “Roberto Murolo, ugola di Napoli

aldo borrieroPosted on  3:48 pm - Mar 15, 2012

gentmo sig Pipolo
Ho letto la sua recensione su R. Murolo.
E’ possibile che sia introvabile il cd 2°volume di Roberto Murolo -Napoletana “antologia della canzone partenopea” Sto cercando in tutte i negozi e siti on line niente.Grazie Borriero Aldo

Leave a Comment