Silvia Salemi

Silvia Salemi

150x150-salemiTra i volti giovanili del panorama musicale italiano c’è Silvia Salemi, classe 1978, che torna con una grande grinta. “Il mutevole abitante del mio solito involucro” (2007) è il titolo del nuovo album, che contraddistingue la forma di questo nuovo progetto musicale in veste di co-autrice e co-produttrice. Spulciando nel suo diario artistico, ritroviamo la sua vittoria al Festival di Castrocaro nel 1995. L’anno dopo sbarca sul palco dell’Ariston di Sanremo, e nel 1996 il singolo “A casa di Luca” ottiene consenso di critica e di pubblico. Seguendo lo stile di Fiorella Mannoia, nel 2003 conquista le radio col singolo “Nel cuore delle donne”, mentre la partecipazione al reality “Music Farm” le restituisce visibilità televisiva.

 

Silvia, ritorni con un nuovo disco dal titolo intrigante. Perché questo titolo?
“Il mutevole abitante del mio solito involucro nasce da una profonda libertà di esprimermi e dalla consapevolezza che si devono fare cose spesso difficili e non immediate”.

Parliamo di queste canzoni. In che contesto sono nate?
“Tutti i brani dell’album sono nati in questi ultimi 4 anni. Sono nati in un contesto mentale e di riflessione, crescita e mutamento. È un luogo della mente più che fisico”.

Sei siciliana ed appartieni ad una regione che negli ultimi anni ha tirato fuori diversi talenti. In che sintonia ti senti con gli altri artisti della sua isola?
“C’è una empatia profonda tra chi fa musica in Sicilia, tra chi condivide tradizioni e l’energia di una terra che da millenni assorbe l’energia solare. In comune c’è la voglia di fare musica e suonare”.

I tuoi esordi sono legati a due manifestazioni canore importanti: Castrocaro e Sanremo. Ti hanno davvero portato fortuna?
“Assolutamente sì. Sanremo con A casa di Luca sarà sempre il mio santo protettore e Castrocaro il punto di partenza che mi ha aperto le porte per Sanremo”.

Diversi anni fa hai fatto un viaggio in Tibet. Cosa ricordi di quell’esperienza?
“Mi ricordo il freddo, la quiete, la voglia di pensare e la forza che c’è dietro la meditazione, la pazienza e l’introspezione e la voglia di fare subito un disco per raccontare questa esperienza”.

Se ti proponessero un album di duetti, con chi vorresti cantare?
“Allora… Se potessi riportarli in vita farei un duetto con De Andrè e con Tenco, di cui orrei rifare la sua Ciao Amore…. E poi ci sono Aretha Franklin (anche se non reggerei la sua grandezza) e Sting”.

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