Simona Bencini, ex Dirotta su Cuba

Simona Bencini, ex Dirotta su Cuba

150x150-simona-benciniSimona Bencini, classe 1969, è nata in una famiglia in cui la musica e la passione per il canto erano di casa: sia la madre che il nonno erano dei bravissimi cantanti di stornelli fiorentini. Si forma tra cover band, jingle pubblicitari, musica dance per il mercato giapponese con i Monnalisa, perfezionando uno stile interpretativo e vocale sempre più vicino a quello del soul. Nel 1990 arriva l’importante incontro con i Dirotta su Cuba, un gruppo funky-soul. Dal 1992 fa il suo esordio come lead vocal, l’omonimo album “Dirotta su cuba” del 1995 che balza in cima alle classifiche. Presto arriverò da te è il nuovo singolo dell’ex Dirotta su Cuba. Abbiamo conversato piacevolmente con la vocalist fiorentina, che ti colpisce subito per il suo raggiante sorriso e per la grande passione che mette nelle cose che fa.

 

Simona, sei una delle donne più interessanti del panorama musicale italiano. E’ tutto genetico, visto che in famiglia…
“Ti ringrazio prima di tutto per tale considerazione! Effettivamente una predisposizione genetica c’è. Mio nonno Sergio suonava la chitarra e cantava gli stornelli, mia madre, Franca Fligor, che ha anche un bellissimo nome per fare la cantante, dai 6 anni ai 21 andava in giro con il padre a cantare per mantenere la famiglia, ha cantato in molte orchestre della zona fiorentina. Mio fratello Alberto suona la batteria e balla l’hip-hop ed io ho proseguito la carriera interrotta da mia madre. Il Dna perciò non è certo un’opinione!”

 

Tu sei fiorentina e vieni da una città che vive troppo di passato. Cosa ti ha lasciato di positivo Firenze per le tue scelte musicali?
“Nelle scelte mie musicali poco e niente… Firenze, anzi, è sempre stata una città rock, che pullulava di festival e concorsi soltanto per musica rock. Anzi è stato un miracolo che proprio da Firenze partisse questa vena funky! I Dirotta erano veramente delle mosche bianche al tempo, nessuno faceva musica come la nostra. Era impossibile non notarci. Diciamo che la città in sè e per sè non ha contribuito un gran chè, non c’erano molti posti in cui suonare dal vivo (oggi ancora meno) e in giro solo rockettari. Però erano gli anni in cui io e Irene Grandi facevamo gavetta insieme, gli anni della formazione di grandi jazzisti come Stefano Bollani, del successo dei Litfiba e del movimento new-wave fiorentino, dei cantanti pop prodotti da Bigazzi e Dado Parisini. Sicuramente Firenze nei primi anni Novanta era molto più viva musicalmente rispetto adesso, questo sì. Le tendenze si sviluppavano e si seguivano. L’onda acid-jazz per esempio è arrivata a Firenze come una fresca ventata di musica nuova e noi eravamo le star in patria! Oggi Firenze, e in genere la Toscana, si è dimenticata di noi.”

 

L’incontro con i Dirotta su Cuba è stato un fulmine a ciel sereno! Quale è stato il successo di quel percorso musicale?
“Una favola bellissima, un sogno tanto desiderato e inaspettatamente realizzato. Il successo dei Dirotta è stato un mracolo, un’alchimia di elementi nel momento giusto, nel posto giusto, con le persone giuste: un genere che in Italia non esisteva cantato in italiano, la caparbietà nel proporlo alle case discografiche nonostante diversi anni di porte sbattute, un nome originale, fortissimo che non si può non ricordare, un primo singolo come Gelosia che aveva sound, ritmo, melodia da tormentone, arrangiamento curatissimo, un testo orecchiabile, una grande energia nel live e alta qualità musicale. Tantissimi i musicisti in Italia nostri fans ci emulavano… insomma, c’era un’idea forte alla base e il momento storico giusto per proporla, grazie all’onda acid jazz che cominciava a spopolare in Italia. Difficile invece è stato mantenere alto il livello raggiunto col primo disco soprattutto da un punto di vista commerciale (vendemmo 100 mila copie). Quando non riesci più a raggiungere il traguardo del primo disco, arrivano le pressioni della casa discografica che si riflettono inevitabilemente all’interno del gruppo. Poi la crisi della vendita dei cd, l’arrivo di Internet che cambia il modo di acquistare la musica…”

 

Perché hai deciso ad un certo punto di intraprendere la strada da solista e quali risultati potresti appuntare su questi nuovi passi?
“Non è stato facile prendere questa decisione, ci ho messo quasi due anni. L’uscita dal gruppo di Stefano De Donato nel 2000 ha lasciato dietro di sè molte ferite aperte. Io e Rossano abbiamo cercato di proseguire da soli, ma non era più come prima, troppe energie sprecate in cose che con la musica non c’entravano niente… Intanto la mia casa discografica mi faceva la corte e così col tempo l’idea della solista ha cominciato a farsi strada dentro di me. Mi sono arricchita, sono diventata più forte. Ho preso lezioni di pianoforte ed ho scritto la gran parte dei brani racchiusi in Sorgente, il mio primo album da solista, uscito nel 2005. Una cosa di cui sono orgogliosa, e che mi mancava coi Dirotta, è che ho cominciato a collezionare tante collaborazioni con altri artisti: da Stefano Bollani a Elisa, da SarahJane Morris a Renato Zero”.

“Presto arriverò da te” è il titolo del tuo nuovo singolo. Internet ha cambiato il modo di fruire la musica tanto che il tuo nuovo pezzo uscirà su I-Tunes. Perché?
“Io e il produttore Max Calò non abbiamo voluto aspettare la chiusura dell’album prima di farlo uscire… Essendo un brano “da viaggio”, solare e positivo credevamo che non ci fosse momento migliore di questa estate per farlo uscire! La scelta di renderlo acquistabile solo sul web è sicuramente dettata prima di tutto dall’osservazione della realtà, di quello che sta succedendo sul web rispetto alla musica che sempre più viene caricata direttamente sul proprio I-Pod; l’altra è un fatto pratico, di velocità di distribuzione del prodotto e di un ammortamento dei costi di stampa di un cd. D’altronde da pochi mesi ho seguito la strada delle etichette indipendenti, più appassionate e più entusiaste, ma con mezzi e budget minori”.

 

Progetti a breve scadenza…
“Concretamene un po’ di live e promozione, ma soprattutto il proseguimento ed ultimazione della scrittura del nuovo album insieme a Max. Per quanto riguarda i miei sogni ne avrei tanti nel cassetto. Mi piacerebbe per esempio fare un disco acustico, oppure incidere in un’altra lingua per il mercato straniero. E fra un progetto e l’altro e i miei sogni… trovare il tempo per mettere al mondo un figlio…

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