Storia del Rock, 1950-1975

Storia del Rock, 1950-1975

150x150-storia-del-rock-iNel 1951 il termine “Rock ‘n’ Roll” viene coniato dal D.J. americano Alan Freed. Appare per la prima volta nel titolo del programma radiofonico “Moondog rock’n’roll party”. Nello stesso periodo esce sul mercato discografico il primo album di questo genere: “Rocket 88” dei Kings Of Rhythm di Ike Turner mentre iniziano a suonare i primi juke-box. Nel 1952, Little Richard (1932), l’anima nera del R’n’R , canta la storica “Tutti i frutti” e l’anno successivo il singolo “Crazy Man Crazy” di Bill Haley (1925-1981) è il primo hit ad entrare in classifica. Il 78 giri cede il mercato al 45 giri, destinato ad essere il supporto storico di questo genere.

 

DAL 1954 AL 1959 – Il 5 luglio 1954 Elvis Presley (1935-1977), destinato a diventare il re del R ‘n’ R, incide un misto di blues e country con “That’s All Right Mama” e “Blue Moon of Kentucky”. Il disco, sotto l’etichetta della mitica Sun Records del talent scout Sam Phillips, vende in breve 20.000 copie. L’anno successivo, Elvis passa alla RCA con un contratto di 45.000 dollari mentre il leggendario Chuck Berry (1926) debutta con “Maybellene”. Si respira aria di cambiamento: nuovi arrangiamenti, modo provocante di muoversi sul palco e, soprattutto, uno stile di riff davvero impareggiabile. Il 1955 è anche l’anno di Fats Domino (1928) che esplode con “Ain’t That A Shame” mentre l’America “bacchettona” applaude Pat Boone (1934). Carl Perkins (1932-1998) diventa un fenomeno nazionale quando Elvis incide due dei suoi brani: “Honey Don’t” e “Blue Suede Shoes”. Nel marzo del 1956 Elvis Presley pubblica il suo primo album, mentre tra maggio e giugno il suo singolo “Heartbreak Hotel” resta al primo posto in classifica per otto settimane. Accompagnato dai Crickets, nel 1957 Buddy Holly (1936-1959) è sulla cresta dell’onda in USA con il singolo “That’ll Be Day”. Dopo un’apparizione alla trasmissione tv Ed Sullivan Show, nel 1958 Holly intraprende la carriera da solista, interpretando hits come “That’s My Desire” e “It Doesn’t Matter Any More”. L’anno successivo resterà vittima di un incidente aereo nello Iowa assieme a Ritchie Valens (1941-1959) e Big Bopper (1930-1959). Intanto gli USA condannano alcuni DJ, tra cui lo stesso Freed, per corruzione a favore delle case discografiche.

 

DAL 1960 AL 1965 – Il 1960 si apre con “la febbre da twist” diffusa dal brano di Chubby Checker (1941) “Twist” mentre la versione americana di “‘O Sole mio” incisa da Elvis col titolo di “It’s Now or Never”, con 780.000 copie vendute nella sola settimana d’uscita, diventa il brano più gettonato nella storia del mercato britannico. Nel 1961 i Beatles, una band di Liverpool, firmano un contratto con il nuovo manager Brian Epstein, e all’Ealing Club di Londra si esibiscono gli sconosciuti Mick Jagger, Brian Jones, Geoff Bradford, Dick Taylor, Keith Richard, Tony Chapman e Ian Stewart, ovvero i futuri Rolling Stones. L’anno successivo, i Beatles pubblicano il loro primo album “Please Please me” e negli USA debuttano gli Animals e gli Yarbirds, con un giovane Eric Clapton. Dopo il successo mondiale del singolo “I Want Hold Yor Hand”, nel 1964 i Beatles sbarcano negli Stati Uniti. Mentre comincia la Beatlesmania tra gli isterismi dei fan dei Fab Four, i Rolling Stones pubblicano l’omonimo primo album con una serie di celebri cover. L’anno dopo, Jagger e Richard degli Stones firmano “Last Time”, prima canzone a finire in vetta alle classifiche inglesi. Il ’65 vede anche l’esordio degli Byrds con la rilettura della gemma di Bob Dylan “Mr. Tambourine Man” e l’ingaggio dei Velvet Underground da parte del pittore della pop-art Andy Wharol per il suo spettacolo multimediale “The Exploding Plastic Inevitable”.

 

IL 1967 E IL 1968 – Il 1966 viene ricordato perché John Lennon (1940-1980) afferma che “i Beatles sono più popolari di Gesù Cristo e il cristianesimo è destinato a scomparire”. Negli USA le canzoni del quartetto di Liverpool vengono soppresse per protesta da molte radio. Intanto, Bob Dylan (1941) pubblica “Blonde on Blonde”, uno dei doppi album più belli della storia del rock, registrato a Nashville con una serie di grandi musicisti tra cui Kooper e Robertson. Anche per i Beach Boys, la band californiana nata nel 1961, è un anno importante: esce “Pet Sounds”, votato dalla critica internazionale come il miglior album di tutti i tempi. Il rock alternativo ha come portavoce i Jefferson Airplane che debuttano con “Takes Off” mentre già vibra la chitarra di Jimi Hendrix (1940-1970) che incide “Hey Joe”, il suo primo singolo. Con l’uscita dell’album leggendario dei Beatles “Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band”, il 1967 spalanca le porte all’era psichedelica. I Pink Floyd si affacciano alla scena con l’opera prima “The Piper At The Gates of Dawn”, in una direzione stravagante e sperimentale. La band londinese dei Procol Harum fa centro con il singolo “A Whiter Shade Of Pale”, primo esempio di rock sinfonico, che primeggia nella classifica britannica per sei settimane. La prima Rock-Opera della storia del R’n’R si intitola “Absolutely Free” e porta la firma di Frank Zappa (1940-1993). Intanto, con il suo secondo album “Goodbye & Hello”, Tim Buckley (1947-1975) brucia i tempi del Rock ed entra nell’emisfero underground.

 

1968 E IL 1969 – Il 1968 celebra il Rock con un memorabile concerto all’isola di Wight in Inghilterra, dove vi prendono parte 10.000 spettatori. Van Morrison (1945) incide il suo capolavoro “Astral Weeks”, fondendo atmosfere jazz, blues e Rock, e la band inglese dei Kinks, propone la rock-opera “The Village Green Preservation Society”, dove si parla dell’ascesa e della caduta dell’Impero Britannico. L’anno successivo, debuttano i Led Zeppelin (ex Yardbirds) sfornando a distanza di otto mesi “Led Zeppelin” e “Led Zeppelin II”, due diamanti discografici con intelligenti provocazioni musicali. La band inglese dei Who, nata nel 1965 sulle orme degli Stones, trionfa con la rock-opera “Tommy”, manifesto indimenticabile del progressive-rock che racconta l’esistenza di un ragazzo cieco. I favolosi anni sessanta si concludono con Woodstock, il più grande raduno della storia del Rock che si tiene a White Lake negli USA il 15, 16 e 17 agosto.

 

DAL 1970 AL 1973 – Il 1970 alza il sipario sulla tragica scomparsa di Jimi Hendrix e sullo scioglimento dei mitici Beatles. In classifica, oltre all’ultimo album dei favolosi di Liverpool “Let It Be”, compaiono già “John Lennon Plastic Ono Band”, “McCartney”, “All Things Must Pass” e “Sentimental Journey, rispettivamente primi album da solisti di John Lennon, Paul McCartney (1942), George Harrison (1943-2002) e Ringo Starr (1942). Mentre Lou Reed (1942) abbandona i Velvet Underground, i Deep Purple accolgono nella formazione Ian Gillan (1945) e Roger Glover (1945), e pubblicano il grande “In Rock”, mettendo a ferro e fuoco l’Hard Rock. Nel 1971, l’inglese David Bowie (1947) incide il trasgressivo “Hunky Dory”, John Lennon partorisce la ballata pacifista “Imagine”, e l’ex-beatle George Harrison promuove un mega concerto di due serate a favore del Bangladesh al Madison Square Garden di New York, a cui aderiscono tra gli altri Dylan e Clapton. Nel 1972 esce sul mercato discografico l’opera prima dei Roxy Music, band londinese formata da Bryan Ferry (1945), Phil Manzanera (1951), Andy Mackay (1946) e Brian Eno (1948). L’anno successivo il rock religioso trova le sue radici nella Germania dei Popol Vuh, che dominano le classifiche con l’LP “Hosianna Mantra”, in nome di una spiritualità ritrovata. Tuttavia, il 1973 viene ricordato per “Dark Side of the Moon” dei Pink Floyd, capolavoro psichedelico che sbanca le classifiche per diversi anni. Nello stesso periodo esce la colonna sonora del film “Pat Garrett & Billy The Kid” di San Peckimpah, firmata da Dylan con il brano riuscito “Kmockin’ On Heaven’s Door”.

 

IL 1974 E 1975 – Nel 1974 la formazione tedesca dei Kraftwerk pubblica uno dei prodotti migliori discografici: “Autobahn”, che contiene l’omonima suite di 22 minuti, con vertiginosi richiami al futuro Electro-Funk e Techno Pop. L’anno dopo, il canadese Neil Young (1945) presenta l’album “Tonight’s The Night”, un’opera complessa e meditata dedicata a Danny Whitten e Bruce Berry, i due amici rocker scomparsi per overdose. Tuttavia, è proprio nel 1975 che arriva il boomerang del grande rock di tutti i tempi: si tratta di “Born to Run”, terzo album del fuoriclasse americano Bruce Springsteen (1949). Capolavoro indiscusso del Rock di tutti i tempi, “Born to Run” resta una pietra miliare del percorso artistico del folk-singer del New Jersey che raggiunge la vetta con classici come “Thunder Road” e “Backstreets”.

 

DISCOGRAFIA ESSENZIALE – Animals, Complete (EMI, 1998); Beach Boys, Pet Sounds (Capitol, 1966); Beatles, Rubber Soul (Parlophone, 1965); Beatles, Revolver (Parlophone, 1966); Beatles, Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band (Parlophone, 1967); Beatles, The White Album (Apple, 1968); Beatles, Abbey Road (Apple, 1969); Chuck Berry, The Chess Box (Chess, 1988); David Bowie, Hunky Dory (RCA, 1971); Byrds, Mr. Tambourine Man (Columbia, 1965); Deep Purple, In Rock (Harvest, 1970); Deep Purple, Machine Head (Purple, 1972); Fats Domino, They Call Me The Fat Man (EMI,1991); Bob Dylan, Blonde On Blonde (Columbia, 1966); Bill Haley, Golden Hits (MCA, 1972); Jimi Hendrix, Are You Experienced? (Track, 1967); Jimi Hendrix, Electric Ladyland (Track, 1968); Buddy Holly, The Complete (MCA, 1979); Jefferson Airplane, Surrealistic Pillow (RCA, 1967); Kraftwerk, Autobahn (Philips, 1974); Led Zeppelin, Led Zeppelin I & II (Atlantic, 1969); Led Zeppelin, Led Zeppelin III (Atlantic, 1970); Led Zeppelin, Led Zeppelin IV (Atlantic, 1971); Van Morrison, Astral Weeks (WB, 1968); Pink Floyd, The Piper At The Gates Of Dawn (Columbia, 1967); Pink Floyd, The Dark Side Of The Moon (Harvest, 1973); Popol Vuh, Hosianna Mantra (Pilz, 1973); Elvis Presley, Omonimo (RCA, 1956); Elvis Presley, Rock ‘n’ Roll vol. I & II (RCA, 1956-1957); Elvis Presley, Elvis is Back! (RCA, 1960); Elvis Presley, His Hand in Mine (RCA, 1961); Elvis Presley, From Elvis in Memphis (RCA, 1969); Little Richard, 22 Greatest hits (Mercury, 1987); Rolling Stones, Aftermath (Decca, 1966); Rolling Stones, Beggar’s Banquet (Decca, 1968); Rolling Stones, Let It Bleed (Decca, 1969); Roxy Music, For Your Pleasure (Island, 1973); Bruce Springsteen, The Wild, The Innocent & The E Street (Columbia, 1973); Bruce Springsteen, Born to Run (Columbia, 1975); Velvet Underground, The Velvet Underground and Nico (Verve, 1967); Who, Tommy (Track, 1969); Who, Quadrophenia (Tack, 1973); Yarbirds, For Your Love (Epic, 1965); Yarbirds, Having A Rave Up (Epic, 1966); Neil Young, Tonight’s The Night (Reprise, 1975); Frank Zappa, The Mothers Of Invention – Freak Out! (Verve, 1966); Frank Zappa, The Mothers Of Invention – We’re Only in It For The Money (Verve, 1968); Frank Zappa, Hot Rats (Reprise, 1969).

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