Storia del Rock 1976-2000

Storia del Rock 1976-2000

150x150-storia-del-rock-2Continua il nostro viaggio alla scoperta della storia del rock. Ripartiamo dal 1976: sono un gruppo di musicisti californiani appassionati di Country-Rock. Sono gli Eagles, ovvero Glen Frey, Bernie Leadon, Don Henley e Randy Meisner. Nel 1976 pubblicano “Hotel California”, il loro capolavoro con progressioni elettrice ed atmosfere visionarie a limite della surrealtà. Il 25 novembre, the Band festeggia lo scioglimento con un’adunata commemorativa al Winterland di San Francisco. Al concerto sono ospiti tra gli altri Dylan, Young, Diamond e Clapton. Nel 1977 debuttano i Clash con l’album omonimo che si rivela un uragano punk con hits come “White Riot”. Nello stesso periodo escono il provocante “Talking Heads 77” della band capeggiata da David Byrne e l’angosciante “Suicide”, del duo punk Vega-Rev che punta il dito sulle angosce metropolitane.

 

DAL 1978 AL 1983 – Il 1978 si apre con l’LP “The Man Machine” del gruppo tedesco dei Kraftwerk che, con il brano fascinoso “The Model”, aprono la strada alla techno-pop, che dominerà gli anni ottanta. L’anno successivo, gli inglesi Wire denunciano l’era industriale con l’album psichedelico “154”, i Who salutano il compagno compianto Keith Moon con il doppio “The Kids Are Alright”, e gli australiani AC/DC pubblicano il loro capolavoro “Highway To Hell”. Il 1980 segna due lutti sconvolgenti nella storia del rock: la morte di Bon Scott degli AC/DC, punto di riferimento irrinunciabile per l’Hard-Rock, e l’assassinio dell’ex-Beatles John Lennon per mano del fanatico Mark David Chapman.Intanto, “Gentlemen Take Polaroids” della band londinese dei Japan scala le classifiche con pezzi di Glam Rock tra cui spiccano “Swing” e “Burning Bridges”. L’Irlanda ha un nuovo testimonial attraverso la la voce vigorosa di Bono (1960) e la chitarra suadente di The Edge (1961). Sono gli U2, un quartetto fantastico che prende quota nel 1981 con l’LP “October”, dove il micro universo dublinese diventa pretesto per affrontare tematiche sociali scottanti. L’anno dopo, Paul Weller (1958) annuncia il divorzio dei graffianti Jam, e gli Aerosmith tentano il rilancio con “Rock In A Hard Place”. Nel 1983 l’ex-Beatles Paul Mc Cartney duetta con Michael Jackson in “Say say say”, contenuto nell’album “Pipes of Peace”. Jackson, grande fenomeno dell’America di colore, ricambia l’ospitalità con “The Girl Is Mine”, contenuto nell’LP “Thriller”, tra i più venduti della storia del pop-rock.

 

DAL 1984 AL 1989 – Nel 1984 la bandiera americana sventola sulla copertina dello scintillante “Born In The USA” di Bruce Springsteen (1949): indimenticabile manifesto dell’America che si ribella al lassismo reaganiano e segna l’impegno sociale della rock-star con il progetto USA for Africa. Gli australiani Dead Can Dance, dopo una lunga gavetta a Melbourne, si fanno notare e nel 1985 irrompono nelle radio di tutto il mondo con “Spleen and Ideal”. L’anno successivo, i Metallica, padri fondatori dell’Heavy Metal, conquistano la diffidente critica musicale con l’album “Muster of Puppets”, con il piccolo gioiello strumentale di oltre otto minuti “Orion”. I Genesis, la band britannica, formata da Gabriel, Collins, Banks, Rutherford e Hackett, entra in classifica con “Invisible Touch”, album della maturità con hits come “Tonight, tonight, tonight”. Nuovi scenari si preannunciano per il gruppo newyorkese degli Swans che, nel 1987, rivestono di dark il loro doppio “Children of God”. Nel 1988 la band irlandese dei My Bloody Valentine, reinventori del Pop e del Rock ‘n Roll attraverso l’uso sperimentale delle sei corde, sfondano ogni parametro di sperimentazione e rivoluzione con l’album “Isn’t Anything”: un misto di suoni sinfonici, rumori assordanti e ritmi pop. Sempre nel 1988, la band dei Pixies lascia pubblico e critica con il fiato sospeso per il loro capolavoro “Surfer Rosa”, contenenti piccole gemme come “Bonne Machine” e “Broken Face”. Gli anni ottanta si chiudono con il debutto dei Mudhoney, primo gruppo Grunge, e degli Stone Roses. Da segnalare la reunion dei Who, festeggiata con un celeberrimo concerto nella Grande Mela.

 

DAL 1990 AL 1992 – Gli anni novanta si aprono con lo scioglimento di una delle band “punk-rabbiose” più attive del decennio precedente. Gli Alarm, formati dai gallesi MacDonald, Sharp e Twist, salutano i loro fan con LP “Standards”, seguito dal deludente “Raw”. Nello stesso 1990, l’ex-Genesis Peter Gabriel (1950), dopo diversi mesi in sala di registrazione, pubblica “US” con i brani “Come Talk To Me” e “Blood Of Eden”, forse i migliori della sua carriera da solista. Nel 1991, mentre il cardinale O’ Connor chiede al Papa Giovanni Paolo II di scomunicare Madonna (1958) per le sue provocazioni oltraggiose, nel cuore di Mosca 500.000 persone applaudono grandi formazioni musicali come i Pantera, gli Ac/Dc, e i Metallica. Nel novembre dello stesso anno, Freddy Mercury (1946-1991), anima carismatica dei Queen, muore di AIDS. Tuttavia, il testamento è scritto nelle parole della canzone che chiude l’album “Innuendo” (1991): The Show must go on. Nel 1992 esce sul mercato discografico “Automatic For The People”, uno dei manifesti del Rock di fine millennio. A firmarlo sono i R.E.M., straordinario quartetto che sin dal 1982 riesce a dominare le classifiche senza alcun impedimento. Tra gli hits si segnalano “Man on the Moon” e “Monty Got a Raw Deal”.

 

DAL 1993 AL 1997 – Nel 1993 il grande Frank Zappa (1940-1993) si spegne all’età di 53 anni con un cancro, mentre gli Stereolab, il duetto al femminile formato da Tim Gane (1964) e Laetitia Sadier (1968), si mettono alla ricerca di nuove sonorità pubblicando “Transient Random Noise Bursts Wuth Announcements”. Nel 1994 Jeff Buckley (1966-1997) balza in vetta alle classifiche con “Grace”, un album in cui i tormenti dell’anima annegano in atmosfere drammatiche e deliranti. Il 1995 segna due perdite nella scena Rock: muoiono Sterling Morrison (1943-1995) dei Velvet Underground e Jerry Garcia dei Grateful Dead. Nello stesso anno, i Queen commemorano il compianto Freddy con l’album “Made in Heaven”, dove la voce del fantasma di Mercury riappare con brani ripescati e risistemati in sala di registrazione. Alanis Morissette (1974) incide “Jagged Little Pill”, che contiene il singolo “You Oughta Know”, un misto tra pop puro e rock alternativo. Nel 1996 la cantautrice rock Suzanne Vega (1959) pubblica “Nine Objects Of Desire” e, l’anno dopo, prende parte al Lilith Fair Tour che vede in scena molte rock-star della scena contemporanea. Sempre nel 1997, i britannici Radiohead pubblicano il loro capolavoro. Si tratta di “OK Computer” che si guadagna una new entry nella storia del Rock con brani come “Karma Police”, “Paranoid Android” e “Exit Music”.

 

DAL 1998 AL 2000 – Nel 1998 i tre moschettieri di Melbourne, ovvero i Dirty Three, pubblicano uno dei migliori lavori discografici degli anni novanta. “Ocean Songs” è un album appassionato, originale e ricco di sonorità. Nello stesso periodo, scompare Linda Eastman, moglie e compagna artistica dell’ex-Beatles Paul McCartney, ed esce il bellissimo live “Perfect Night Live In London” dell’ex-Velvet Lou Reed (1942), registrato dal vivo il 3 luglio dell’anno prima al Meltdown Festival. Nel 1999, a tredici anni dal loro scioglimento, esce “From Here to Eternity”, primo live ufficiale dei Clash. Il terzo millennio si apre con un evento tragico. Il 31 giugno 2000 in Danimarca, durante l’esibizione dei Pearl Jam al Festival di Roskilde, nove spettatori muoiono schiacciati contro la transenna. Il mondo della musica si indigna. Intanto, i Beatles ritornano a dominare l’Hit Parade con “One”, raccolta dei loro singoli balzati al primo posto.

 

DISCOGRAFIA ESSENZIALE – AC/DC, Highway To Hell (ATCO, 1979); Aerosmith, Rocks (Columbia, 1976); Alarm, Declaration (IRS, 1984); Clash, London Calling (CBS, 1979); Clash, Sandinista (CBS, 1980); Dead Can Dance, The Serpent’s Egg (4AD, 1988); Dead Can Dance, Spiritchaser (4AD, 1996); Eagles, Hotel California (Asylum, 1976); Peter Gabriel, Peter Gabriel (Charisma, 1980); Peter Gabriel, So (Charisma, 1986); Peter Gabriel, Us (Real World, 1993); Genesis, A Trick Of The Tail (Charisma, 1976); Jam, Sound Affects (Polydor, 1980); Japan, Gentlmen Take Polaroids (Virgin, 1980); Metallica, Kill ‘Em All (Megaforce, 1983); Metallica, Master Of Puppets (Elektra, 1986); Mudhoney, Tomorrow Hit Today (Reprise, 1998); My Bloody Valentine, Isn’t Anything (Creation, 1988); Pixies, Surfer Rosa (4AD/Elektra, 1988); Pixies, Trompe Le Monde (4AD/Elektra, 1991); Bruce Springsteen, The River (Columbia, 1980); Bruce Springsteen, Born in The USA (Columbia, 1984); Bruce Springsteen, Tracks (Columbia, 1998); Stone Roses, The Stone Roses (Silverstone, 1989); Talking Heads, More Songs About Buildings And Food (Sire, 1978); U2, War (Island, 1983); U2, The Joshua Tree (Island, 1987); U2, Zooropa (Island, 1993); Wire, Pink Flag (Harvest, 1977); Wire, 154 (Harvest, 1979).

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