U2, Milano 20 luglio 2005

U2, Milano 20 luglio 2005

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Gli U2 con il loro doppio concerto a San Siro hanno fatto tremare tutto: ragione, anima e corpo. E chi non c’era, ahimé, forse si è perso uno degli happening musicali più belli.. Larry Mullen, Dave Evans alias “The Edge”, Adam Clayton e il carismatico Bono Vox sono sempre in forma e non hanno niente a che vedere con le band degli anni ottanta, già dimenticate, già consumate. Il Vertigo Tour 2005 è un concerto che ci fa fare una riflessione: gli U2 tracciano ancora il futuro della musica, se in questo futuro serpeggia la costanza e la voglia di dare alla canzone un impegno sociale.  150 minuti di una grande performance che i 70.000 spettatori di San Siro non dimenticheranno per il resto dei loro giorni. Il presente di Vertigo e delle tracks dell’ultimo album fanno da guida a 25 anni di grande storia musicale. Elevation e A Beautiful Day vengono fuori come i lapilli di una lava incandescente mentre I Still Haven’t Found What I’m Looking For si pone come la bandiera di una generazione che nasconde dentro di sé insicurezze e paure. La scenografia crea dei vortici luminari davvero originali ed imprevedibili mentre la storia ci riporta a quella domenica tragica e sanguinosa per l’Irlanda che non può dimenticare (Sunday bloody Sunday), all’elegia dei diritti dell’uomo (Where the streets have no name), alla speranza dell’amore (One e Pride), al romanticismo di un amore che resiste e non vuole scomparire (With or without You).  Ma il vero gioiello della serata è l’intimissima Miss Sarajevo, composizione che Bono aveva scritto per un vecchio Pavarotti & Friends. Così gli ideali buttano via dalla finestra l’utopia e aleggiano in un concerto in bilico tra allucinazione, sogno e realtà per chi vuole ancora crederci

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