Ugo Tognazzi

Ugo Tognazzi

tognazziQuando sento un buon profumo in cucina, penso a lui. Non era né un cuoco né uno chef ma era appassionato di arte culinaria tanto che Marco Ferreri, affidandogli un ruolo chiave nel film “La grande abbuffata” lo mise per davvero vicino ai fornelli. Parliamo di uno dei più grandi attori italiani del ‘900: Ugo Tognazzi (1922-1990). Figlio di un ispettore di una società di assicurazioni, trascorre l’infanzia trasferendosi da una città all’altra a causa del lavoro del padre. Nel 1945 si trasferisce a Milano e comincia a frequentare il mondo dell’avanspettacolo, all’ombra di nomi come Wanda Osiris. Nel 1951 conosce Raimondo Vianello e i due formano una coppia comica che dal 1954 al 1960 lavora con successo in televisione. 

 

I GRANDI REGISTI – Tra il 1963 e il 1988 si dedica al cinema satirico, lavorando per registi come Marco Ferreri (“L’ape regina”, 1963; “La donna scimmia”, 1964; “Marcia nuziale”, 1966; “La grande abbuffata”, 1973) e Dino Risi (“I mostri”, 1963; “Straziami ma di baci saziami”, 1968) e dando vita alle due fortunate serie di “Amici miei” (1976 – 1985) e “Il Vizietto” (1978 – 1985). La sua versatilità gli ha permesso di dimenarsi con disinvoltura nei generi cinematografici più disparati, guidato dai più grandi registi del cinema italiano. Marco Ferreri, ad esempio, gli ha fatto indossare i panni della meschinità e del grottesco in “La donna scimmia” o in “Una storia moderna: l’ape regina”. Tuttavia, l’indimenticabile Tognazzi appartiene alla satira che colpisce nel segno con toni crudeli e impietosi in “Il petomane”, “Il magnifico cornuto”, “Signore e signori buonanotte”; al sarcasmo che unisce amarezza e comicità in “Il federale”, “Io la conoscevo bene”; o al tono acre e drammatico della tragedia personale e sociale in “La tragedia di un uomo ridicolo”, “In nome del popolo italiano”.

 

COMMEDIA ALL’ITALIANA – La sua comicità originale e ambigua lo ha portato ad essere uno degli interpreti storici della commedia all’italiana ma ha dato ottime prove anche quando si è cimentato in ruoli più seri e drammatici come in “La tragedia di un uomo difficile” (1981) di Bernardo Bertolucci, che gli vale la Palma d’oro come miglior attore al Festival di Cannes. Roma (sua città d’adozione), Cremona (la città natale) e Torino (sede del Museo del Cinema) rendono omaggio a Ugo Tognazzi con una grande manifestazione dal titolo “Tutti per Ugo, Ugo per tutti”: una serie di iniziative realizzate in collaborazione con i familiari dell’attore. Lo Spazio Oberdan di Milano invece proietterà i migliori film, alcuni dei quali restaurati dalla Cineteca Italiana.

 

FILMOGRAFIA ESSENZIALE – I cadetti di Guascogna (1950); Il Federale (1961); La marcia su Roma (1962); I mostri (1963); L’ape regina (1963); La vita agra (1966); Straziami ma di baci saziami (1968); Il commissario Pepe (1969); In nome del popolo italiano (1971); La grande abbuffata (1973); Romanzo Popolare (1974); Amici miei (1975); Il vizietto.

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