Vespa, le due ruote Piaggio

Vespa, le due ruote Piaggio

150x150-vespa“Che colpa ne ho se il mio cuore batte per Vespa” potrebbe essere l’inizio di una serenata. Una dichiarazione d’amore che dura da oltre mezzo secolo per lo scooter che rappresenta l’orgoglio nazionale italiano: la Vespa. L’Italia viene liberata dagli alleati, l’incubo della guerra è finito, bisogna ricominciare. La Vespa, nata nel 1946 dall’idea di Enrico Piaggio e dal progetto rivoluzionario di Corradino Ascanio, mette in sella i sogni e le speranze di una generazione, trafitta dagli orrori del secondo conflitto mondiale. Al bando la vecchia motocicletta! Ecco un piccolo gioiello dal mondo del motoveicolo: la scocca portante, il cambio sul manubrio, il motore posizionato sulla ruota posteriore e il braccio di supporto all’anteriore (per una facile sostituzione della ruota).

 

UN MITO A DUE RUOTE – L’idea dello scooter non è certamente nuova ma questo veicolo si contraddistingue subito da ogni precedente realizzazione a due ruote. Nell’aprile del 1946 escono dallo stabilimento di Pontedera i primi quindici esemplari della Vespa 98, che diventeranno trentacinquemila nel 1949. Questo primo tipo di Vespa ha una cilindrata di 98 cc., due tempi, tre marce, accensione a volano magnete, raggiunge una velocità massima di 60 km/ h ed è lunga 1,65 metri. Il marchio registrato nel 1942 e il vocabolo “Vespista” (chi fa uso della Vespa), reclutato dai dizionari a partire dal 1950, entrano a far parte dell’immaginario collettivo. Con la produzione della storica Vespa 125 nel 1948, comincia una scalata verso un successo senza precedenti, che toccherà i 60.000 scooter prodotti nei primi anni cinquanta. Spunta la “Vespa-mania” e il Vespa Club d’Italia, fondato nel 1949, organizza i primi raduni dei vespisti.

 

VACANZE ROMANE – Lo scooter made in italy entra nella storia del costume del Bel Paese tanto da richiamare l’attenzione della stampa estera. L’autorevole quotidiano inglese Times parla di “un prodotto interamente italiano come non si è mai visto da secoli” mentre la stampa specializzata ne risalta l’eleganza e la comodità. Scorazzare in Vespa diventa sinonimo di libertà, di diversa fruibilità degli spazi, di rapporti sociali più immediati per generazioni che si susseguono negli anni della contestazione (’60), negli anni di piombo (’70) e negli anni del riflusso (’80). Un fenomeno sociologico raccontato nei romanzi e in centinaia di film, da “La Dolce Vita” di Fellini a “Vacanze Romane” di Wyler. Di quest’ultimo film, rimane indimenticabile la sequenza che vede Gregory Peck e Audrey Hepburn girovagare in Vespa a Roma. Il veicolo a due ruote entra nello schermo, sfida il tempo e diventa inarrestabile. Nessuno lo fermerà più, neanche chi ha tentato di farlo diventare – Nanni Moretti nel film “Aprile” – l’icona di un’ideologia politica. La Vespa esprime la libertà di una generazione. La Vespa appartiene a tutti, al risorgimento di un paese democratico.

 

CRONOLOGIA – 1948 Il primo tipo di Vespa non ha il cavalletto; 1950 Apertura della produzione in Germania; 1951 I soci del Vespa Club d’Italia hanno percorso 2.568.880 chilometri; 1953 Si costituisce il Vespa club d’Europa; 1965 Si produce una Vespa ogni 52 abitanti; 1992 Sono prodotti fino a questo momento 89 modelli differenti; 1995 Un francobollo celebra i cinquant’anni della Vespa; 2002 Si taglia il traguardo dei 16.000.000 di esemplari prodotti.

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