Videogiochi, mania da joystick

Videogiochi, mania da joystick

Pacman

Le fonti ufficiali insistono nel dire che il primo videogioco della storia si chiama Spacewar (due navi spaziali che si sfidano in un’arena) e sia nato dall’ingegno di uno studente americano nel 1962. Questa notizia viene smentita da chi sostiene che le cose siano andate diversamente, e occorre andare indietro al 1958. Di fatti, in un centro di ricerca nucleare newyorkese William Higinbotham e il tecnico specializzato Robert V. Dvorak creano il game Tennis for Two, in cui un una pallina rimbalza da un lato all’altro di un piccolo segmento che rappresenta la rete. Nel 1968 nasce la prima consolle ad opera della premiata ditta Baer-Harrison: ci sono ping-pong, volley, hockey e alcuni shooting game, che sono utilizzati con una pistola-joystick realizzata negli anni successivi.

 

ATARI – Nel 1972 la Magnovox mette in commercio la prima consolle domestica col nome di Odissey: Hockey con manopole, tutto in bianco e nero e niente sonoro. Il mondo dei videogiochi è destinato a cambiare volto nello stesso anno quando sulla scena irrompe l’Atari di Nolan Bushnell. Dal timido uso domestico, l’arrivo roboante di Pong di Atari invade il mercato e inizia il culto della sala giochi con questa pallina che va su e giù. Nel 1974 Pong diventa ad uso domestico e nel 1976 il mercato accoglie con entusiasmo Channel F, il primo sistema domestico di videogiochi con cartucce. L’Atari risponde alla provocazione due anni dopo con la prima consolle con joystick:è il fantastico Atari VCS (2600) e le cartucce di due videogames pronti a fare storia: Space Invaders e Asteroids. Nel primo gli alieni sono i primi personaggi animati in un gioco arcade. Quarantotto di loro, disposti su sei file orizzontali, marciano attraverso lo schermo e sparando proiettili laser. Nel secondo si spara nello spazio per abbattere gli asteroidi che minacciano la terra. Sebbene sia un videogioco minimalista, Asteroids viene ricordato negli annali per essere l’ultimo videogame in bianco e nero e il primo gioco a gettone dotato di un tabellone elettronico del punteggio che permetteva ai giocatori di inserire le proprie iniziali sulla schermata.

 

PAC-MAN E COMPAGNI – Gli anni ottanta si aprono con l’arrivo sul mercato di Intellevision della Mattel, mentre si fanno strada anche Nintendo e Sega, che esportano giochi negli USA. Tra il 1980 e il 1983 arrivano titoli destinati a rimanere cult: Battlezone, Pac-Man, Frogger, Donkey-Kong, quest’ultimo primo gioco della Nintendo a sbancare oltreoceano. Battlezone è ricordato perché segna l’ingresso del videogioco da sala nel complicato mondo militaresco, mentre il labirinto blu di Pac-Man diventa una sorta di manifesto per la generazione svezzata dai videogames. Chi non è rimasto rapito da quei colori sgargianti, intervalli animati tra i vari livelli e personaggi buffi che sembravano usciti da un cartone animato? Gli impavidi inseguitori di Pac-Man, Shadow (rosso), Speedy (rosa), Bashful (blu) e Pokey (arancione), erano conosciuti, rispettivamente, come Blinky, Pinky, Inky, e Clyde. Frogger invece aveva come protagonista un simpatico ranocchio che doveva attraversare la strada, senza farsi pestare dagli automobilisti impazziti. Nella storia del videogioco si ritaglia un posto importante perché conteneva i migliori effetti sonori del periodo: il tintinnare di una nuova moneta, lo squittio di rassicurazione una volta raggiunto il nido o la triste scala discendente del requiem per ciascuna rana defunta.

 

DAL COMMODORE AL NINTENDO – Dal 1983 l’industria inizia ad avere un crollo a seguito dell’invasione del software e dei primi home computer. Caso storico è il Commodore 64, antenato dei nostri Pc moderni, che mette in ginocchio le vecchie consolle. Il 1986 segna l’arrivo dei giochi a 8 bit e tra questi di ultima generazione c’è Super Mario Bros che conquista il pubblico americano con sorprendenti risultati. Il videogioco passa dal salotto di casa ad essere portatile, da tenerlo sempre a portata di mano in qualsiasi occasione. Nel 1989 la nuova rivoluzione si chiama GameBoy ed è targata Nintendo. Il videogioco protagonista della piccolo consolle portatile è il Tetris: progettato dal ricercatore matematico sovietico Alexi Pajitnov e programmato da uno studente di informatica all’università di Mosca, Tetris è il rompicapo elettronico che ha lasciato il segno. Inizia l’era a 16 bit con titoli come Street Fighter II, Super Mario Bros III (nel 1990 è il gioco più venduto del mondo), Mortal Combat, Nba Jam e Virtual Fighter II.

 

IL ROMANTICISMO DELLA WII – Gli anni novanta si aprono con il noleggio delle cartucce, per la disperazione dei produttori di videogiochi, mentre l’arrivo dei cd-rom nel 1994 provoca nuove prospettive. L’arrivo della Playstation della Sony nel 1996 apre nuovi battenti: quella della “next generation” che assottiglia sempre di più il diaframma tra cinema e videogioco. Si smorza l’entusiasmo prodotto dai pionieri del videogames e inizia un’altra epoca, dove l’aggressività delle immagini deve vedersela con la potenza dei suoni, dove il video-player rinuncia completamente alla propria immaginazione per un full-immersion nella piattaforma della terza dimensione. Ecco che nel 2006 arriva il giustiziere romantico e così la Nintendo tira fuori la Wii: nei giorni caldi dei social network, vince “il social game” che coinvolge tutta la famiglia, sostituendo il joystick con un telecomando e restituendo alle immagini un pizzico di poesia. 

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