Willy il coyote e Bip Bip

Willy il coyote e Bip Bip

Willy il coyote e Bip Bip

La nostra “Second life” nel mondo dei cartoni animati non sarebbe stata la stessa senza Willy il Coyote e Beep Beep, la spassosissima serie di 45 episodi prodotta dalla Warner negli anni ’40. Ed è proprio negli Stati Uniti del dopoguerra che appaiono questi due personaggi che ancora oggi divertono generazioni di papà e figli. Un coiote che insegue un road runner fino allo stremo non è forse qualcosa di più di una chicca dell’intrattenimento targata Looney Tunes e Merrie Melodies?

 

ANIMAZIONE E PSICOLOGIA – La gag è nella filosofia del grande cartoonist Chuck Jones (1912-2002), che si ingegna negli studi della Warner per valorizzare la comicità con sprazzi di psicologia. Accadrà con il suo topo Speedy Gonzales e con gli stessi Willy il coyote e Bib Bip, i suoi personaggi di maggior successo, che fanno l’ingresso sul piccolo schermo americano il 16 settembre 1949. Questi corti che hanno una media di sette minuti sono dei piccoli gioielli della creatività d’oltreoceano perché allargano l’orizzonte su un congegno narrativo che mette al centro della storia il mito del cacciatore e braccato.

 

IL COYOTE O IL PENNUTO? – Da che parte sta lo spettatore? Dalla parte di Beep Beep, del maldestro braccato, di quello che in realtà non appartiene alla specie degli struzzi, ma ad un uccello tipico dei deserti americani: il Geococcyx californianus, un uccello della famiglia dei Cuculidae dell’ordine dei Cuculiformes. Insomma, in alcune puntate in italiano, Bip Bip è stato associato ad una specie che non gli appartiene. Buon per gli struzzi che hanno avuto così la loro meritata rivincita! E chi tifa per Willy? Quelli più ingegnosi, quelli a cui può dare ai nervi la velocità dell’indomabile pennuto. Il coyote – tra i primi player di un cartone animato a volgere lo sguardo in macchina – si prenderà la sua rivincita con l’ingegno delle sue trappole , ma il gioco continuerà all’infinito.

 

METAFORE DISEGNATE – Il successo della serie animata si moltiplica decennio dopo decennio perché Willy il coyote e Bip Bip sono una metafora perfetta dell’esistenza umana, e dello scambio dei ruoli che spesso ci tocca da vicino. Willy ha un pregio, l’ostinazione; il pennuto invece predilige la sfida, sempre e comunque. Persino il web e Facebook li hanno fatto un monumento: sul social network più cliccato del web stravince la pagina “Per chi ha sempre desiderato vedere Bip Bip strangolato da Wile Coyote” (quasi 750.000 iscritti).

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