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L’ultima estate di Leopold, terza puntata

Ogni giorno che passava, Leopold si chiedeva se l’avesse conosciuta in un’altra vita, se si fossero amati in un altro tempo, in un altro spazio, o magari su un altro pianeta. Sì perché quei due si erano innamorati e se lo dissero senza preavviso in una mattinata d’estate.
Lui tirò fuori dalla tasca un’armonica e accennò ad uno strambo motivetto: “L’ho scritto per te – le disse – e volevo fartelo ascoltare”. Poi la prese tra le braccia e la fece danzare. A quel bacio Beatrice non seppe dir di no perché aveva riscoperto l’amore, seppellito sotto terra fino a quando Leopold non era entrato nella sua vita.
Beatrice tornò a ridere, scovò su quella panchina la gioia delle piccole cose della vita mentre quel giovanotto scanzonato strappava dal suo diario pagine della sua storia: l’irrequieta adolescenza nella Berlino comunista; il sogno da liceale di vedere finalmente il Muro frantumato dinanzi ai suoi occhi; l’entusiasmo per il teatro che non avrebbe barattato per nessuna cosa al mondo. E lei gli confessò i suoi piccoli segreti con l’aria di bambina e con il cuore in gola: non si slegava mai le scarpe prima di togliersele, adorava il rosa, non avrebbe mai detto no ad un piatto di tagliolini al tartufo, combatteva l’afa estiva con i ghiaccioli a limone e, quando era felice, si sentiva come un pastello di colore azzurro.
Su quella panchina Leopold e Beatrice dimenticavano chi fossero, almeno fino al giorno in cui quella bambina le saltò sulle gambe: “Mamma, chi è questo signore?”, chiese Klaudia con l’impertinenza tipica di una figlia di sei anni. “Un amico che vuole fidanzarsi con la mamma”, ironizzò Leopold. Klaudia, fulminandolo con lo sguardo, replicò: “Mamma non può fidanzarsi con te perché è già sposata”. Fu in quell’istante che Leopold si sentì crollare il mondo addosso e si ricordò dei tempi goliardici in cui predicava alla combriccola degli amici: “Il primo comandamento è uno solo. Non innamorarsi mai di una donna sposata perché non lascerà mai il marito per te”. (CONTINUA)


Passaparola
Rosario Pipolo

Giornalista e Communication specialist. Una Laurea in Lingue straniere con lode all'Università Federico II di Napoli e una specializzazione in Web Communication allo IED di Milano.

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