Quando ero bambino mi accorsi che non avevo la linea della fortuna sulla mano.
Così presi il rasoio di mio padre e zac! Me ne feci una come volevo.”
(Hugo Pratt, Corto Maltese)

Sono cresciuto intorno al Vesuvio con un destino tatuato sulla pelle: Napoli al centro della mia vita, sempre, di giorno e di notte, d’estate e d’inverno, anche quando dell’esilio ne ho fatto un vagabondaggio in giro per il mondo, da Buenos Aires a Tokyo, da Rio De Janeiro al Circolo Polare Artico, dal Sudafrica al Tibet, dal Medio Oriente al Rio delle Amazzoni tra Brasile e Perù. Chi è Rosario Pipolo? Lasciatemi guardare attraverso il cannocchiale della mia vita.

STORIE DI VITA ALLA PERIFERIA DI NAPOLI
Rosario Pipolo, 1974

Innanzitutto il bimbo in questa foto ingiallita del 1974, che mi ritrae mentre provo a scappare dal box. Segno che la provincia mi è stata sempre stretta.
Poi aggiungerei quello che negli anni dell’adolescenza, alla periferia di Napoli e in sella ad una Vespa rossa PK50XL, tra contorni e dintorni umani raccoglieva già storie: con i capelli brizzolati, decenni dopo, avrebbe scritto su un sasso che non c’è umana ricchezza se non quella di calarsi nella vita degli altri per migliorare sé stessi.

ESSERE SE STESSI SEMPRE
Corto Maltese a Napoli

Da viaggiatore, con l’alterego di Corto Maltese, ho imparato che un traguardo bisogna trasformarlo in un punto di partenza e condividerlo con le persone speciali che la vita ti farà incrociare e tu dovrai avere l’intuito di riconoscerle. Da esploratore di sogni ho sperimentato che le opportunità non citofonano mai, ma occorre mettersi alla loro ricerca, con sforzo, fatica, determinazione, entusiasmo.
Sono ancora convinto che gli alter ego digitali siano una bolla di sapone perché niente dovrà sopraffare mai la nostra persona che vive nei piccoli particolari del quotidiano, quelli a cui sbattiamo la porta in faccia per giocare a fare gli schiavi della routine.

DALLE SPALLE DI TONINO ALLA MANO DI LUISA
Positano, Campania

Chi è Rosario Pipolo? Quello sulle spalle di Tonino – così lo chiamavo gattonando prima che imparassi la parola papà – ho visto come da un altopiano la più grande eredità che un genitore può lasciare ad un figlio: la libertà di scegliere, la libertà di esistere. Se nasco un’altra volta mi rimetterò alla ricerca di Tonino per dirgli che non è mai abbastanza lo sforzo di un figlio per ringraziare un genitore, è il pulviscolo di una cometa nel cosmo infinito.
Dal cannocchiale della mia vita ritrovo la prima foto da fidanzati con mia moglie Luisa, oggi educatrice in un asilo milanese che cerca di tenermi in riga. Lo splendido scatto a Positano con una reflex accosta uno sfacciato trentenne e una timida ventenne. Un ragazzo e una ragazza della periferia di Napoli con una lunga distanza anagrafica che, nonostante le difficoltà iniziali, hanno trovato l’equilibrio di coppia in una vita matrimoniale.

LONTANO ME NE SONO ANDATO, MA SEMPRE RITORNO
Nashville, Tennessee, USA

Ops, dimenticavo. Sono online con questo dominio da 22 anni, quando ancora in Rete “surfavamo” con un modem a 56k, alla velocità delle lumache, prima che Milano mi adottasse per farmi vivere da protagonista, fino ai giorni nostri, la grande rivoluzione digitale dentro e fuori il planisfero dell’editoria. A furia di guardare film western, mi sono reso conto che i miei percorsi da outsider erano scritti tra le stelle. Chi è Rosario Pipolo? Anche un outsider con lo zaino in spalle – come in questa foto a Nashville – e un difetto: “Se tradisci, non perdono.”
Ho esaurito il numero di battute a disposizione ma non l’inchiostro, ho scorte a sufficienza per tornare a raccontare su questo blog anche alla soglia dei 50 anni perché, come appuntava Vinicio Capossela, appartengo a quelli che lontano se ne sono andati, ma sempre ritornano. Partono e continuano eternamente a tornare.”

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