Cartolina da Podgorica e Cetinje

Sulla strada da Podgorica a Cetinje

Rosario PipoloRaggiungere il Montenegro dall’Albania è un’impresa. Arrivati a Shkodra, c’è la rituale contrattazione con i tassisti – la categoria non mi è simpatica! – per farti portare oltre il confine.  Mantenendo sempre lo spirito low cost, ho ottenuto un viaggio a Podgorica per 30 euro (75 km). Eravamo io ed un altro sventurato della Puglia e così abbiamo diviso le spese! La capitale del Montenegro sembra un paesotto di provincia. Non c’è davvero niente, a parte un ponte costruito alcuni anni fa. L’unico vantaggio è l’Euro e ti risparmi il cambio. Il centro? Nulla. Dopo qualche ora ti innervosisci perchè ti sembra di essere finito “in culo al mondo”. La sola via di salvezza è fare una corsa “mordi e fuggi” a Cetinje (in italiano Cettigne), capitale del Montenegro fino alla Prima Guerra Mondiale. In un’oretta di autobus siete lì e il percorso è interessante per la vista panoramica tra le montagne montenegrine. Tra la corte del Re Nicola e un vecchio monastero, che vanta una mano di San Giovanni Battista e un pezzo della Santa Croce (?), ho trascorso un piacevole pomeriggio. Nella piazza centrale speravo di ascoltare musica locale ed invece c’era il rock degli anni ’60 tra Beatles e Rolling Stones. L’appassionato era un uomo grosso di mezzà eta che vendeva souvenir e in cambio ti omaggiava dei suoi ricordi made in UK. Come è piccolo il mondo! Ho assaggiato una buona crepe alla nutella e mi sono perso in una passeggiata a piedi tra le montagne. C’è sempre un angelo caduto in volo: una coppia di studenti mi ha riportato sulla retta via. Purtroppo, anche Cetinje ha le sue pecche. La stazione degli autobus non ha neanche un cartello con gli orari e sembra una fermata della diligenza in un vecchio western di John Ford. Occorre aspettare, avere pazienza e sperare che l’autobus arrivi. Da questo punto di vista i Balcani mi hanno messo a dura prova…

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