Pipolo.it

Blog e Sito di Rosario Pipolo online dal 2001

Pesaro, Capitale italiana della Cultura 2024


Pesaro, la città di Gioacchino Rossini, è stata scelta come Capitale italiana della Cultura 2024. Un singolare gesto di amicizia e di fraternità tra i popoli arriva dal Sindaco di Pesaro Matteo Ricci e si estende fino a Procida, Capitale della Cultura per tutto il 2022.

Ringrazio Michele Carranante, esperto di comunicazione audiovisiva che vanta collaborazioni con Rai e Mediaset e al quale mi legano gli esordi come copywriter per Linea Blu, per questo video-racconto dopo la proclamazione con l’intervento di diverse autorità, tra cui il Ministro della Cultura Franceschini.

https://youtu.be/P0utjW-MYuw

La primavera del copyright su Internet tra rischi e pericoli

Rosario PipoloLa libertà su Internet è un valore sacrosanto ma stiamo attenti a non farla passare per libertinaggio dentro lo slogan abusivo “Musica e film gratis per tutti”. Chi fa la faccia storta alle restrizioni imposte da Agcom sulla violazione del diritto d’autore, tenga a mente questo: non si tratterebbe di una battaglia contro i portatori sani di informazione online, bensì una guerra a viso aperto ai “pirati della rete” che fanno quattrini sul lavoro di altri.

Questa ce la ricorderemo come la “Primavera del copyright su Internet”, perché da oggi 31 marzo scatta il regolamento per cui potremmo vedere oscurare il nostro sito, se usiamo materiale audio e video non autorizzato. Il manifesto si chiama www.ddaonline.it. Se portare in tribunale un pirata scoraggia per i tempi annacquati della burocrazia italiana, non dovrebbe esserlo riempire un form. La nostra segnalazione finirà davanti ad un giudice nel giro di 35 giorni? Staremo a vedere.

Hoster, uploader e pirati finiranno tutti nell’occhio del ciclone e avranno 5 giorni di tempo per correre ai ripari. A questo punto scatta il dubbio: chi stabilisce realmente il confine della violazione del diritto d’autore?
Faccio una dedica musicale in video a mia moglie per il nostro anniversario di matrimonio ed ecco il patatrac. Addio blog, au revoir sito. Regalo all’amico di infanzia una locandina taroccata del film “Ritorno al Futuro” con le nostre facce in ricordo dei bei tempi da teenager. Cosa replico all’Agicom? Mi diletto a ridoppiare una sequenza di un cartone animato in occasione del compleanno di mio figlio. Oscureranno anche il party del pargolo?

Chi fa il mio mestiere dovrà barcamenarsi tra i pericoli che corre sul blog personale e quello della testata giornalistica per cui scrive. Giornalisti e non solo sono accerchiati da una perplessità enorme. Non ha la puzza di conflitto di interessi che la posizione di “arbitro” spetti ad un’autorità amministrativa e non ad un tribunale? Il filo del buonsenso è stato già tagliato in due, soprattutto se la riduzione dei tempi di attesa di giudizio assomiglia all’anticipo della campagna elettorale.

Storie di casa mia: 50 anni di assistenza a ritmo di Rap

Rosario PipoloIn una sera del 1963, mentre dalla radio i Beatles cantavano Please Please me, papà mi raccontò di aver illuminato un intero quartiere di un paesotto alla periferia di Napoli. Aveva fornito assistenza ai sogni di tutti coloro che mai avrebbero immaginato di vedere illuminata una strada con l’energia elettrica.

La notte tra il 16 e il 17 luglio 1973, mentre in un jukebox girava Dark Side of the Moon dei Pink Floyd, mamma fu portata in fretta e furia in clinica perché io scalpitavo nel suo pancione. “Accipicchia!”, le disse la zia Carmelina che le prestò assistenza. E aggiunse: “Margherita, con tutto il ben di Dio che stasera hai mangiato per il mio onomastico, tuo figlio nascerà a stomaco pieno!”.

In una mattina di ottobre del 1983, mentre Micheal Jackson si arrampicava nella hit parade con Billie Jean, fui punito e spedito dalla classe direttamente dal direttore. La segretaria mi offrì una caramella, segnale di un conforto o assistenza. Ed io sfacciato risposi: “Sono fiero di essere qui. Finalmente una volta che non viene lui in classe, ma io vengo a trovare il direttore. Mi sta simpatico. E poi si chiama Domenico come mio zio”.

In un pomeriggio d’inverno del 1993, sul nastro dell’audioradio Terence Trent d’Araby cantava Do you love me like you say. A quasi un anno dalla patente, si bucò la ruota dell’auto. Mi vergognavo: non ero capace di cambiarla. Chiesi alla ragazza che era con me di fornirmi assistenza in maniera bizzarra. “Chiedi aiuto a qualcuno, fingendo di essere da sola in macchina. Esisteranno ancora i cavalieri?”, le dissi. Il piano funzionò. Un tizio si fermò e tolse di mezzo la ruota bucata, mentre io finsi di arrivare in ritardo sul posto.

In una sera d’estate del 2003, i Muse se la davano a gambe con Hysteria. Durante una delle mie prime affacciate nel Sud della Francia, chiesi delle indicazioni ad un carroattrezzi. Il logo non mi era per niente familiare. Eppure mi dissero che oltre il confine, se ti fermavi con l’auto non potevi che chiamare quelli con il logo rosso e blu. Quello era il simbolo dell’assistenza.

Oggi 4 novembre 2013, io ci lavoro in un brand che fornisce assistenza e che per giunta spegne 50 candeline. Meno male che i miei capi non leggono mai ciò che scrivo! Non sanno che volevo fare il dj rap. Allora mi sono detto: quasi quasi mi invento disc-jokey, fingendo di aver composto la colonna sonora di questo video a cartoni animati. Perchè? Per ritrovare qualche faccia familiare che ha girato intorno alla vita mia.

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=d4CL6CkYRhk&w=560&h=315]

Facebook e le Over 30: in fuga dalle “zitelle” acide

Dimmi che bacheca hai e ti dirò chi sei. Ieri valeva per le Over 20, questa volta tocca alle Over 30. Un’altra bella traversata dello stivale italiano nei territori virtuali di Facebook, ma con le dovute precauzioni. Infatti, l’universo femminile è complesso e in balia degli sbalzi anagrafici si passa dal brio delle ventenni ad un’insolita acidità della generazione successiva. E’ tipico di alcune over 30 single – anzi io direi “zite” – che spiattellano in bacheca ciò che vorrebbero essere, ma non sono. Affollano le mura facebookiane con frasette preconfezionate, mentre gli ultimi principi azzurri superstiti fanno bene a darsela a gambe. Per fortuna quelle acide sono una ristretta minoranza, perché tra single, fidanzate, mamme e mogli ci sono comunque trentenni energizzanti. Quelle che cito di seguito rappresentano l’orgoglio delle trentenni perchè sono diverse dalla massa e sono piene di entusiasmo.
Calabria on my mind tra le assidue incursioni di Antonella M. e gli sbalzi frizzantini di Marida R., con una bella collezione di foto per entrambe che intravedono la famiglia come un bel nido. Annalisa C . non è “la bachecara assidua”,ma alterna la solarità abruzzese dei suoi post all’effetto nostalgia delle immagini che rincorrono i suoi vent’anni. Giada G. trasmette la passione vulcanica del suo Vesuvio con una presenza costante, post a 360° gradi, adeguato spazio alla famiglia e agli affetti. Si presenta così: “E’ da quando sono nata che cerco di capire come sono fatta e ancora non l’ho scoperto del tutto”. Di una cosa siamo certi: l’esplorazione dei territori del social network permette a Giada di essere sempre sé stessa ovunque sia.
Sabina C. è la campionessa dei “mi piace”, zigzagando tra le bacheche altrui e lasciando il segno gradito della sua presenza, mai invadente e con il pregio di spunti e riflessioni; Brigida M., mamma premurosa, si dondola tra provocazioni in sottoveste di aforisma e le segnalazioni di articoli a sfondo sociale; Alessandra N. sa sciorinare la sua romanità segnalando eventi “off” e coltivando il seme della maternità attraverso le foto della sua bellissima bimba. Le omonime giocano a fare ping-pong su i cambi delle stagioni più interiori. Stesso nome, stesso cognome, entrambe mamme, ma non sono parenti: Barbara P.! La prima è caprese e si barcamena tra aforismi nazional-popolari; la seconda è senese e galleggia su melodie e sentimentalismi. Attenzione, perchè si imbestialisce se sulla bacheca le postate un brano di Natale Galletta, nonostante sia cresciuta nei quartieri Spagnoli a Napoli.
Oltrepassando il Po ce n’è per tutti i gusti: Maria N., pugliese emigrata con l’inclinazione da poetessa e verseggiatrice di social network; Elisa D.B., impeccabile P.R., composta fino all’ultimo post in bacheca; Roberta V. con l’occhio fotografico ramingo e la semplicità dispersa tra i paesaggi dell’Oltre Po pavese; Rossella P. che difende con le unghie la bacheca da borseggiatori di tag e video fuori posto; Immacolta M. che anche su Facebook “parla in faccia” e lascia sussulti d’amore al suo brianzolo; Tania G., facebookiana mattutina, con un occhio sempre aperto ai soprusi e alle ingiustizie da segnalare e commentare; Daniela D.B. che al momento giusto piazza a singhiozzi parole e immagini della sua Sicilia.
E la sposa futura? Vi presento Sara P., il cui biglietto da visita è “Come me nessuno mai”. Foto del profilo solare (sorridente col suo cagnolino) e pronta a coinvolgere gli amici per il matrimonio imminente con l’adorato Gio: dopo il melodramma di abito bianco e bomboniere, è l’ora della prova trucco: riusciranno i nostri eroi a trovare un truccatore perfetto per questa deliziosa milanese dal cuore pugliese?
Nonostante non si conoscano tra loro, tutte queste over 30 hanno qualcosa in comune: sono nate negli anni ’70 e cresciute con i tegolini del Mulino Bianco, i cartoni animati di Lady Oscar e Occhi di Gatto, le mamme che le torturavano con Dallas e le telenovelas sudamericane, il rock grezzo di periferia di Vasco. E perdonatemi, se sono tornato a fare “lo spione da bacheca” per cucire altre storie da raccontare.

Cinque anni con YouTube: sbarazziamoci della tv!

Una parte della televisione ha investito sotto banco su mezzi e risorse per ridurre le insidie di Internet, che portava la brutta nomea di sottrarre l’attenzione popolare per la  fruizione dei contenuti. Poi è arrivata la sorpresa impertinente, destinata ad avverarsi cinque anni fa, nel maggio del 2005,  sotto il fantomatico nome di YouTube. Adesso il tubo catodico siamo noi utenti e, quella che sembrava una bravata di tre ragazzotti californiani destinata a durare poco, è diventata la più grande piattaforma di video del pianeta.  Ci vorrebbero più di 1.500 anni per rivederli ad uno ad uno! Mentre si diffonde alla velocità della luce  il Vangelo della rete, sotto la massima  “Condividete e moltiplicatevi”, persino gli analfabeti del web esclamano con nonchalance: “Lo hai visto su YouTube?”. La popolarità non si misura più in passaggi televisivi, ma a fil di video-sharing; il giornalismo televisivo se la dà a gambe dal piccolo schermo (vedi Michele Santoro che molla la Rai e potrebbe andare in onda dal web); e persino la didattica ha avuto i suoi risvolti: il mio amico Mario ha imparato a stirare prendendo lezioni da una casalinga su YouTube e chi voleva diventare da un giorno all’altro latin lover di professione si è affidato ai nuovi rubacuori della rete.  Il nostro voyeurismo si è esteso come un muro di gomma che ci fa essere “spettatori” e “protagonisti” di questo reality globale. E noi possiamo fare a meno delle tv? Sì, perchè c’è YouTube, ma paradossalmente la televisione non può fare a meno di YouTube per far veicolare i suoi contenuti. Peccato che ci sia ancora chi si ostina a rimuoverli. La mia amica parigina Françoise mi ha chiesto il link del video dell’esibizione di Carmen Masola, la vincitrice di Italia’s got Talent. Era già stato rimosso, perchè violava il copyright o perchè in Italia barcolliamo tra le ombre del Medioevo tecnologico? 

Facebook, roba da fancazzisti?

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=GWoVzNPggVs]

Facebook ci ha rincretiniti tutti. E per la festa della donna (godetevi questo 8 marzo!) chissà quale altra diabolica trovata ci siamo inventati al posto di una mimosa. Facebookkiamo troppo e sprechiamo tempo prezioso. Alzo la mano e confesso i miei peccati: anche io sono vittima del social network più famoso del pianeta! Fermi un attimo… riflettete guardando questo video divertente e buona festa della donna!