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Bersani-Renzi: L’Italia delle “Primarie” è un paese per vecchi?

Dai risultati della primarie del Centrosinistra verrebbe da dire: l’Italia è un Paese per vecchi. Pierluigi Bersani stacca di quasi dieci punti Matteo Renzi. Così la vecchia guardia, acclamata soprattutto nel Centro-Sud, si lascia dietro il guascon fiorentino, senza cantar vittoria: il ballottaggio penserà al resto, accompagnato dalle alleanze insidiose che determineranno l’identikit dell’aspirante Premier.

Niente vittoria netta insomma e, nonostante Nichi Vendola sia fuori dal gioco, vedremo quanto costerà numericamente la confluenza dei suoi voti: se li papperà sicuramente Bersani.
C’è chi parla di dati ballerini, c’è chi è poco convinto che tutte le votazioni siano andate lisce. Un numero è davvero importante: visto il disinteresse e la delusione degli italiani nei confronti della politica, queste Primarie sono in controtendenza. Hanno attirato e armato l’elettorato, al di là dei siparietti folk e delle insinuazioni da fantapolitica di infiltrati di altri schieramenti a danno dei big in pole-position.

Dicevamo all’inizio che l’Italia è un Paese per vecchi. E se fossi Matteo Renzi, ritratterei la dichiarazione che ad “un ballottaggio si parta da zero a zero”. I politici della vecchia guardia sanno bene come smorzare l’entusiasmo di un guascon. Gli slogan non funzionano più e “sono da rottamare”, prima che la patata diventi bollente. E gli italiani disinteressati alla politica dove sono finiti? Li ho visti stamattina in metropolitana a dibattere con accanimento sul litigio pacchiano di X-Factor tra Arisa e Simona Ventura. Hanno la stessa faccia di chi si lamenta che in Italia la politica sia un insulso spettacolo di marionette.

Bersani e Renzi vanno al ballottaggio…

Dov’è finita la Giannitrapani? Una certa Nathalie…

Qualche ora prima aveva bucato lo schermo dal palco di X Factor. Dopo l’incoronazione, è scomparsa. Dov’è finita la Giannitrapani? Chi? Quella ragazza minuta di Roma, deliziosamente timida che, appena si siede al piano e ti canta “In punta di piedi”, ti incanta ovunque si trovi. E adesso pure su iTunes è riuscita a fare il botto. Niente personaggi joker alla maniera di Nevruz, niente melodici – belle voci badiamo bene – alla maniera di Davide, ma solo Giannitrapani.
A pochi metri dagli Est End Studios di via Mecenate a Milano, c’era un capannone trasformato per l’occasione in un locale temporary. Festa modaiola? Per niente. Un via vai di persone, addetti ai lavori e non, per festeggiare in bellezza il successo X Factor. Peccato che la Rai la pensi diversamente: poco share nell’ultima puntata e tagliamo pure l’unico ponte che lega i giovani alla musica in tv.
Sono al bar in compagnia del mio Campari e chi mi trovo a fianco? La Giannitrapani che sorseggia un drink. E’ lì sorridente, come se non le fosse accaduto niente, come se su quel contratto discografico dal valore di 300 mila euro non ci fosse il suo nome. Io come al solito sono sfacciato: “Lo sai che ci hai fatto trepidare? Altro che festa stasera, se il televoto ci avesse giocato un brutto scherzo! Nella vita non si finisce mai di lottare. Adesso ci sono i discografici…”. E’ una riflessione, mica un modo come un altro per attaccare bottone con la Giannitrapani! Poco professionale. E poi è fidanzata, lo sanno tutti. Finiamola con queste stupide insinuazioni. Lei mi sorride e facciamo un brindisi sul mio bisbiglio: “Hai tirato fuori gli artigli per cantare il tuo inedito, adesso fallo per riempire il tuo primo disco”.
Poi si mischia tra gli amici e io torno a girovagare. Mannaggia, che figuraccia! Da quando ho iniziato a scrivere questo stralcio di diario da nottambulo, neanche una volta l’ho chiamata per nome: semplicemente Nathalie.

X Factor, Nevruz e la buffonata del Televoto

Dolcetto o scherzetto? Halloween è passato, ma il televoto ha fatto il suo.Sul palco di X Factor doveva restare “il dolcetto” Ruggero o dovevamo sorbirci uno “scherzetto” di pessimo gusto, quello di dare una spintarella a Nevruz? Il televoto misterioso, che ha messo Valerio Scanu negli annali del Festival di Sanremo, adesso continua ad alzare un polverone di polemiche. E’ vero che il vivace Ruggero aveva bisogno di un biberon e io stesso lo immaginavo come valletto canterino del babysitteraggio della Clerici, ma questa volta non avrei buttato giù dalla torre quel “simpatico mocciosetto”.
Sabato sera Nevruz ha dato il peggio di sè, come interprete e come personaggio, diventanto lo zimbello della piazza del “Sabato del villaggio”. Ha fatto stizzire persino Lorella Cuccarini, severa e precisa nelle sue indicazioni. I film che piacciono a Nevruz “sono quelli che mi piacciono”. E così il burlone Facchinetti junior smaschera il personaggio che ha la presunzione di sapere, ma forse non ha capito che sono guai a lasciare il banco di scuola.
Il coach Elio, malato ossessionato di Nevruzismo,continua a difendere un cantante che non sta più in cielo nè in terra e ci fa rimpiangere la vena polemico-costruttiva del giudice epurato Morgan. Enrico Ruggeri, ha segnato la discografia italiana con alcuni pezzi intensi e memorabili, ma oggi rischia di essere ricordato come “il peggior giudice'”della storia di un talent-show. Si è lavato le mani ed ha lasciato che quella buffonata del Tilt, mascherata dal giudizio popolare del Televoto, avvicini Nevruz sempre più al trono di X Factor. E se così fosse, sull’onda del falsario entusiasmo nazional-popolare, si nasconderebbero le contraddizioni del Belpaese di oggi. Il trucco che si è sciolto sul viso di Nevruz sabato sera è il richiamo sintomatico di questa Italia decadente, dalla politica alla cultura, perchè non abbiamo ancora capito da che parte stare, proprio come il giudice Enrico Ruggeri.

X Factor, Nevruz non mi impressiona

Circolano i primi rumor sul vincitore di X Factor. E se fosse proprio Nevruz? L’eccentrico rocker di Caserta è il regalo che Elio ha fatto al talent show di Raidue e guai a chi glielo tocca. Almeno che io da arteriosclerotico non abbia sbagliato a twittare, il giudice Elio ha dichiarato: “Nevruz vive, non lascia vivere”.
A me non è piaciuta l’ultima esibizione di Nevruz. Voglio essere franco. Mi sembrava di vedere Capossela e ascoltare un’imitazione vocale di Domenico Modugno. Il ricatto  dell’industria discografica dell’ultimo decennio lo conosciamo tutti: il personaggio al di sopra dell’interprete perché tanto i tecnicismi lasciano il tempo che trovano. Mi tornano due ricordi di fine anni ’70, forse banali, che contribuirono a staccarmi dal repertorio infantile dello Zecchino d’Oro. Da una parte i travestimenti eccentrici di Renato Zero, dall’altra Anna Oxa a Sanremo. Il maschiaccio che si agitava all’Ariston, intonando un’Emozione da Poco, era stato costruito a tavolino per filo e per segno, ma in compenso aveva una voce che, col tempo, ha permesso alla Oxa di trasformarsi da personaggio in interprete.
Non so se Nevruz sia il capriccio di una stagione, ma gli oltre 16 mila fan su Facebook faranno davvero di tutto per convincerci che il loro beniamino ha il fattore X? Preferisco restare fuori dal coro, beffeggiato dai prevedibili attacchi. A me Nevruz non fa impressione artisticamente, nonostante lui fuori dal palco sia un sognatore ipersensibile. Una canzone si ascolta, non si guarda. E forse sbaglia chi vuole convincerci del contrario.

Mamma, Tiziano Ferro è gay e non me ne ero mica accorto!

Sul web, nei social network, sulla carta stampata, in radio o in tv corre veloce il rumor dei primi di ottobre: “Tiziano Ferro è gay. Non me ne sono mica accorto!”. Nonostante tra gli addetti ai lavori circolasse da tanti anni il sospetto, adesso le fanzine del cantautore di Latina devono mettersi il cuore in pace, perché al loro idolo piacciono i maschietti. E quindi cosa cambia?Chi ascolta la musica di Ferro continuerà a farlo, chi non lo fa non cambierà idea, a meno che una tale dichiarazione non lo abbia intenerito e intrappolato nell’ambiguo meccanismo che abbatte il muro tra emotività e gusto musicale. Io personalmente mi sento distante dalle melodie di Tiziano Ferro e, se non mi avessero regalato Alla mia età al compleanno – per ricordarmi che il traguardo dei 40 non è poi così lontano – il suo nome non campeggerebbe nemmeno nel mio archivio discografico.
A pochi giorni dal gossip della tresca tra Corona e Lele Mora, il Belpaese è di nuovo sotto choc. Io lo sarei se scoprissi che la dichiarazione di Ferro fosse “un’operazione sottoveste” che puzza di business. Anzi, forse c’è un percorso di sofferenza interiore così complesso da cui faremmo bene a stare alla larga. Tiziano Ferro ha avuto del fegato, c’è chi invece non lo fa. E il pubblico pettegolo gioca a mettersi di traverso, com’è accaduto al rapper Fibra, lapidato per aver accusato Marco Mengoni, il principe dimenticato di X Factor, di essere gay. Il privato è privato sempre, e non solo quando conviene a noi.

Stefano di X Factor: “Le parole non contano, ma conta la musica!”

Qualche volta succede che “le parole non contano, ma conta la musica”. E’ una rarità che accada sotto i riflettori di un realty show. Le parole pronunciate da un balbuziente sono come pagine di un quaderno, strappate da suoni prolungati e riscritte da una ciurma di ripetizioni involontarie. Per diamine, lo avremmo avuto almeno una volta nella vita un amichetto affetto da questa “malattia della parola”! Vederlo lì in un angolo, emarginato dalla prepotenza degli altri compagni di giochi, ci stritolava il cuore.
La musica ha riscattato la parola e così l’esibizione di Stefano Filipponi nella seconda puntata di X Factor è stata una delle cose più emozionanti che la tv generalista ci abbia regalato negli ultimi tempi. Nell’interpretazione della dolcissima Quanto t’ho amato di Roberto Benigni, l’aspirante cantante di Macerata ha dimostrato che l’emotività può rimbalzare sui tecnicismi, mettendo a tacere chi come noi fa il difficile e l’arrogante mestiere di valutare un interprete o una canzone. Ha fatto bene il giudice Ruggeri a non pronunciarsi sulle imperfezioni, perché ogni commento sarebbe stato fuori luogo o sindacabile.
Stefano è riuscito a rincollare i pezzi di quel quaderno strappato in un canto che si è innalzato a “cantico”, con il supporto di un sobrio istrionismo che apparteneva ai grandi artisti circensi e da strada, e non di certo a questo equipaggio di buffoni che affolla il piccolo schermo nell’epoca del digitale terrestre. Quanto t’ho amato è una delle dichiarazioni più sincere da donare alla propria donna. Quel cantico non ha libertato Stefano Filipponi dalle sue balbuzie, ma noi, prigionieri di un paroliere che non sa più comunicare emozioni, perchè sottomesso alle dure leggi di un nuovo linguaggio: quello che ha fatto naufragare la semantica dell’anima dietro il rebus dell’apparire a qualunque costo.

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Morgan “fumante”, fuori dal Festival di Sanremo!

Tutta colpa del “crack”? Finanziario, certamente no perchè Morgan con le partecipazioni ad X Factor di soldi s’è ne fatti abbastanza. Crack, inteso come sostanza stupefacente, perchè il musicista milanese ha dichiarato al mensile Max di far uso “di droga come antidepressivo”. E’ scattata la bufera e così l’ex Bluevertigo si è ritrovato dall’oggi al domani squalificato dal prossimo Festival di Sanremo. Adesso, altro che fare l’antipatico come da copione di X Factor, qui si tratta di perdere una buona occasione, l’Ariston appunto, per approfittare della cresta dell’onda. E’ vero che ognuno nella vita privata può far quello che vuole, ma mi inquieta la spavalderia con cui Morgan ha tirato fuori certe considerazioni. Se è un vanto usare stupefacenti per “sballarsi” o come “antidepressivo”, allora siamo messi male. Siano contrastanti le opinioni a tal proposito, ma finiamola per piacere di dividere il gregge tra bigotti/bacchettoni o anarchici/progressisti. Sulla giustificazione dell’uso di stupefacenti non dovremmo neanche sprecare una frase compiuta, così come sulla proposta bizzarra di fare il test anti-doping a tutti i cantanti sanremesi. Giovanardi consiglia a Morgan di “ricoverarsi in una comunità di recupero”, ma per me è opportuno che faccia un corso di comunicazione accelerato! In tutta questa storia, io mi sento un pesce fuor d’acqua perchè uso la musica, il cinema, il teatro la lettura e i viaggi come antidepressivi e mi sballo cercando di prendere per mano la ragazza che mi piace, in silenzio, in riva al lago. Caro Morgan, lo sai dov’è il vero “sballo” della nostra esistenza? Essere venuti al mondo perchè la vita è un grande dono.

X Factor, Marco vince e Morgan fa l’offeso!

Adesso digitando “Marco” in rete bisogna stare attenti.  Fino all’altra sera pronunciare questo nome significava Marco Carta, il divo di Amici, adesso invece a lui se ne affianca un altro: Marco Mengoni, vincitore della terza edizione di X Factor. Tra i due naturalmente non c’è paragone e Mengoni ha messo in accordo tutti, vista la delusione della passata edizione con il mieloso Matteo Becucci in pole position. Tuttavia, c’è sempre il pericolo che “la sfiga” baci i vincitori. Quelli delle passate edizioni chi se li ricorda più? Sono le grandi escluse come Giusy Ferreri o Noemi a tenere ancora testa. Marco di X Factor ha una carta in più rispetto ai suoi precedessori: il passaggio al Festival di Sanremo. L’Ariston è un’arma a doppio taglio: o la va, o la spacca, perchè ci vuole una canzone che funzioni e anche una piccola “botta di culo”. Quest’anno l’aspetto musicale del talent show di Raidue esce a voto pieno, ma quello televisivo con parecchie carenze. Sì, Claudia Mori aveva le sue competenze ed è riuscita persino ad “addomesticare” Morgan, che fa la parte dell’offeso e vuole andarsane. Parecchi ospiti a X Factor, ma i litigi tra lui, la Mori e la Maionchi mi hanno annoiato, usciti dal solito copione. Morgan dice di essere “stufo”, ma non si è chiesto se anche il pubblico sia stanco di lui? Non gli perdono una gaffe in questa edizione, quella di aver disprezzato la voce di Freddie Mercury. L’ex frontman dei Queen, oltre ad essere  uno dei vocalist più possenti del XX secolo, non era un personaggio “costruito a tavolino”. Forse l’ex Bluvertigo si sente così?

Chiara, supervoce di X Factor e non chiamatela “Cicciona”!

Chiara Ranieri

Rosario PipoloIl fenomeno musicale made in UK di nome Susan Boyle cerca i propri simili. Alcuni pensano che Chiara Ranieri, la rivelazione canora di X Factor 2009, abbia tratti in comune con la casalinga scozzese che ha spopolato dagli schermi di Britain’s Got Talent. Si finisce sempre lì e il paragone riguarda “la presenza scenica ingombrante” di queste due splendide voci. Nell’annata in cui vanno di moda le anoressiche e in tv sfilano i fisici perfetti, ecco che arriva la rivincita delle ragazze XL : ce ne freghiamo della forma e badiamo alla sostanza e al talento. Lo hanno capito pure gli abitanti di Facebook che hanno creato diverse pagine a sostegno della ragazza di Crotone. In passato ci sono state interpreti femminili gettate nel dimenticatoio a causa dell’aspetto fisico. Facciamo in modo che questo non accada a Chiara Ranieri: qui non c’è in ballo solo la tecnica, ma la capacità di far veicolare le emozioni con grande energia. E per favore, non chiamatela “cicciona” e non vi azzardate a paragonarla a Linda Valori, il bluff di una delle passate edizioni sanremesi. Che salga pure la lancetta della bilancia, tanto la leggerezza di quei gorgheggi rapisce anche gli angeli. Ahimè, ce l’avessi io una ragazza così. Forse sarei meno incazzato del solito se a darmi il buongiorno ci fosse quel canto!

Simona Ventura, saggia a lasciare X Factor?

simo150Quando hanno chiesto ad Annie Lennox cosa pensasse di X Factor, lei non ha esitato un attimo prima di rispondere: “Varietà da circo. Dove i concorrenti vengono giudicati da incompetenti e subiscono pressioni e umiliazioni”. Condividiate o no questa dichiarazione, io mi fermerei sul termine “incompetenti”. Nell’edizione italiana dei tre giudici quella poco competente era proprio Simona Ventura, che ha deciso di non prendere parte alla terza edizione di X Factor. Simo – così la chiama il suo popolo su blog e forum – ha preso una decisione saggia, ma senza neanche sfiorare la probabile ipotesi che fosse un pesce fuor d’acqua assieme alla Maionchi e Morgan. Nella lettera pubblicata sul suo sito sottolinea: “Io sento di stare attraversando una fase della vita in cui voglio lasciare spazio anche ad altre priorità come gli affetti e la famiglia, che sono la cosa più importante”. Questa potrebbe essere una giustificazione come tante altre, magari come la solita tiritera che si leggeva sui vecchi rotocalchi. Nel congedarsi, la Ventura mette in chiaro due cose: “A partire dalla consacrazione di Francesco Facchinetti, in cui ho fortemente creduto fin dai suoi esordi come inviato dell’Isola; alla grande soddisfazione di aver contribuito alla nascita di una nuova stella della musica italiana quale è Giusy Ferreri”. Che sbadato, non mi ero mai accorto che Simo fosse una grande talent scout. Chi sarà il prossimo erede? Speriamo che i vertici Rai si giochino la carta della “competenza musicale”, strappando il jolly della popolarità da tubo catodico. Forse così Annie Lennox potrebbe ripensarci e rendere meno acido il suo “sindacabile” giudizio!